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ROMA
2007
Antonio Canova "La carne in marmo".
M’immergo in questa Roma ruffiana tra le foglie rossastre in tinta
perfetta col sole che muore. Scendo le scale della Galleria Borghese
che lo stesso Antonio Canova definiva la "villa più bella del
mondo".
Il giardino di fronte
è deserto, umido, l’odore di resina e muffa m’avvolge, ma ho ancora
negli occhi Lei, la Venere Vincitrice, nel contesto di una delle più
sensazionali mostre dedicate allo scultore.
Tra le opere esposte ho
potuto ammirare sedici dei suoi grandi marmi come le 'Tre Grazie'
dall'Ermitage di San Pietroburgo o la 'Venere' dal Leeds City Art
Gallery, o 'Amore e Psiche' dal Louvre di Parigi, oltre ai disegni,
tempere, monocromi, dipinti, bozzetti in creta e terracotta nonché,
per la prima volta in Italia, la serie completa dei suoi Amorini.
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