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PALCOSCENICO
 
 
 
 
 
Dal nostro inviato

PALCO - MOSTRE

 
Antonio Canova

La carne in marmo

Il nostro inviato nella Galleria Borghese, dove è stata allestita la mostra "Canova e la Venere Vincitrice".
L'esposizione ripercorre la carriera del grande artista,
che ha trasformato il marmo in vera carne, attraverso oltre cinquanta opere provenienti dai più grandi musei del mondo.
Oltre ai grandi marmi, sono in mostra disegni, tempere, monocromi, dipinti, bozzetti in creta e terracotta.

 
 
 

 
 

ROMA 2007
Antonio Canova "La carne in marmo".
M’immergo in questa Roma ruffiana tra le foglie rossastre in tinta perfetta col sole che muore. Scendo le scale della Galleria Borghese che lo stesso Antonio Canova definiva la "villa più bella del mondo".

Il giardino di fronte è deserto, umido, l’odore di resina e muffa m’avvolge, ma ho ancora negli occhi Lei, la Venere Vincitrice, nel contesto di una delle più sensazionali mostre dedicate allo scultore.

Tra le opere esposte ho potuto ammirare sedici dei suoi grandi marmi come le 'Tre Grazie' dall'Ermitage di San Pietroburgo o la 'Venere' dal Leeds City Art Gallery, o 'Amore e Psiche' dal Louvre di Parigi, oltre ai disegni, tempere, monocromi, dipinti, bozzetti in creta e terracotta nonché, per la prima volta in Italia, la serie completa dei suoi Amorini.

 
 
 

  

 
 

Ma la star rimane Paolina, l’emblema assoluto per tutta la storia dell'arte occidentale e icona della bellezza femminile.

Ispirata al 'Ritratto di Madame Récamier' di David, la statua venne realizzata tre il 1804 e il 1808 dal maestro veneto, colui che ha trasformato il marmo “in vera carne”.

 Algida, impassibile, eppure eroticamente conturbante, il capolavoro uscito dalla fortunata congiuntura dell’incontro tra due mondi tanto diversi, quello tutto contemporaneo della spregiudicata Bonaparte e quello di uno dei membri più in vista della più antica aristocrazia romana, Camillo Borghese.

 
 
 

 
 

Il Primo Novembre verrà festeggiato il 250° compleanno e Roma non dimentica mai i suoi maestri, i suoi truccatori, i suoi amanti che hanno contribuito nel corso della storia a farla diventare una signora affascinante. Antonio Canova, pur essendo un cultore del classicismo, non copiava, lui ricreava la bellezza. Era originario del veneto nato in una terra abitata da tagliapietre e cresciuto in una bottega di cavatori.

Aveva un rapporto privilegiato con il marmo che riusciva a levigare sino a renderlo vivo.  Le sue statue, Muse, Grazie, Veneri, Amorini incarnano un ideale di bellezza, freddo e sensuale, antico e moderno come del resto Paolina, la Venere Vincitrice, nella sua spregiudicata ma riservata nudità.

 (Dal Nostro Inviato)

 
 
 

 

 
 
 

Le opere qui esposte rappresentano una selezione della produzione dell'artista e non sono attinenti al catalogo della mostra. LA REDAZIONE

 
 
 
 

VIDEO

 
 
 
Antonio Canova

 
 
 

PER SAPERNE DI PIU'

 

www.ilgiornale.it
www.lastampa.it
www.capitoloprimo.it
www.pittura-oggi.it
www.adnkronos.com

 

LA MOSTRA

 

La mostra "Canova e la Venere Vincitrice"  rimarrà visibile fino al 3 febbraio alla Galleria Borghese di Roma.
(orario di apertura 9 - 19. Lunedì chiuso, prenotazioni obbligatorie al numero 06 32810 o sul sito www.ticketteria.it)

Dal nostro inviato