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FOTOGRAFIA
 
     
 
 

Dal nostro inviato Roberto Barzi

MOSTRE

 
 
 
 
 
 
 
Yan Pei-Ming
Inappuntabile, indiscutibile Yan Pei-Ming
 
 
 
 

  

 
 
 

Ha iniziato la propria carriera come pittore di propaganda nella Repubblica Popolare.  Oggi Yan Pei-Ming è uno dei grandi artisti dell’Occidente, con quotazioni milionarie, gallerie private d’assoluto livello, atelier a Parigi, esposizioni considerevoli e una capacità creativa che lo porta a realizzare enormi ritratti di Mao, Buddha, Gesù, Papa Woytila. Ha già partecipato a due “Biennali” veneziane, ora è alla sua prima “personale” in un museo italiano, ospite di Giacinto Di Pietrantonio, Direttore della “GAMeC” di Bergamo.

 
 
 

  

 
 

 

Un tempo si affermava “Arrivano i cinesi” o, più recentemente, ci si domandava “Chi ha paura della Cina?” Ora i tempi, le abitudini intellettive e psicologiche, l’economia, la cultura stessa sono cambiati. In meglio, per fortuna. Ed è così a Rabat, in Europa, ma soprattutto in Italia, dove vi è una continua proliferazione di mostre, dibattiti, conferenze e libri incentrati sul fattore cinese.

 

 
 

  

 
 

 

 Si sono così potuti conoscere e apprezzare artisti del calibro di Xiao Feng, Song Ren, Xiao Lu e Xiao Ge, ovvero la “East. Xiao Feng and his family”, design e architetti cinesi, come Yung Ho Chang. Ora è la volta di Yan Pei-Ming, alla sua prima “personale” in un museo italiano, alla “GAMeC” di Bergamo, per la precisione.
 

 

 
 

 

 
 

 

Quali potrebbero essere i motivi che fanno diventare un artista relativamente “giovane” come Yan Pei-Ming (Shanghai, 1960) un preciso punto di riferimento per le nuove generazioni di pittori? Si vada a vedere con i propri occhi, a tale proposito, l’esposizione alla “GAMeC” di Bergamo. Si potranno così osservare e gustare una ventina fra dipinti e acquerelli, che mostrano ai visitatori, con impressionante potenza, l’espressionismo dell’artista “Made in China”.

 

 
 

 

 
 

 

Yan Pei-Ming si è dovuto trasferire in Francia per potersi finalmente distaccare dalla concezione opprimente del regime maoista. E in effetti la sua pittura è prettamente occidentale dal punto di vista della rappresentazione mentale.

Una pittura dell’occidente nella sua concezione “Pop”, capace di collocare sullo stesso piano icone personali, politiche e religiose. Senza “omaggi” di sorta, ma con una stima che rende vivi Mao, i papi e i parenti dell’artista, in una vivace combinazione di personaggi reali e immagini sacre.
 

 

 
 

 
 

 

Poi, come sempre accade nella cultura di massa, le icone selezionate da un individuo compongono il suo autoritratto: si è, insomma, l’insieme dei miti che si scelgono di essere. Ma è proprio così per Yan Pei-Ming? Sta al giudizio del visitatore scoprirlo.


L’esposizione - assai razionale e “povera” nell’allestimento, pur non apparendo schematizzante - è suddivisa in quattro sezioni, quattro parti del suo “autoritratto”, appunto: Autoritratto con paesaggio, con religione, con parenti e Autoritratto con vita e morte.

 

 
 

 
 

 

Le vedute sono lande desolate ma brulicanti, spazi che si sviluppano grazie all’enorme forza delle pennellate e non tanto sull’osservanza della realtà.

Dipinti del livello di International Landscape (2006), Pape Jean-Paul II (2005), Selfportrait af Four Ages (2006), o la serie di acquerelli New Born, New Life (2007), che offrono al pubblico uno sguardo non retrospettivo ma progettuale del lavoro di Yan Pei-Ming, in un itinerario creato dall’intesa tra il curatore e l’artista stesso.

 

 
 

  

 
 

 

La religione è rappresentata dalle immagini di Buddha e di un Papa Wojtyla, dallo sguardo glaciale, quasi mefistofelico: in mezzo ad una figura assai riconoscibile fanno difatti spicco due occhi trasfigurati e penetranti, senza dubbio alcuno il quadro principale della mostra. 

I consanguinei sono rappresentati dal padre dell’artista, ma anche lo stesso Mao, l’imperatore del Giappone e Bruce Lee sono trattati con la confidenza di chi è avvezzo alla loro presenza sin da piccolo.

 

 
 

 
 

 

Il tema classico della morte è invece utilizzato da Yan Pei-Ming nei confronti di se stesso: un autoritratto in quattro parti lo ritrae dapprima bambino, poi giovane, quindi anziano e alla fine come un teschio, a chiudere il cerchio. Lo schema della propria esistenza dipinto alla maniera dell’amato Rembrandt: un autoritratto postumo eseguito in vita.

 

 
 

 
 

 

La sezione degli acquerelli è una delle più appassionanti: bambini macrocefali attorniano in silenzio il visitatore, ma sotto la loro pelle si percepiscono alcune strutture che rinviano altrove: a “paesaggi interiori” o della reminiscenza. Masse liquide metamorfiche che fanno congetturare chi le osserva ben oltre il tempo della loro presenza nella sala.

 

 
 

 
 

 

Ecco forse interpretato il fascino che Yan Pei-Ming esercita: una cognizione assoluta, il “concettualismo” posto al servizio dell’espressione, un “espressionismo” e un’influenza che molti artisti odierni possono solamente immaginare.

La ridondanza miscelata a mistica modestia, e un utilizzo del grande formato che non permette di supporre nemmeno per un istante la sua intenzione di servirsi delle proprie opere per fare puro spettacolo.

 

 
 

 
 

 

Nel percorso espositivo non poteva mancare la pellicola Ming, artiste brigand del regista francese Michel Quinejure, che documenta la metodica di Yan Pei-Ming: pennellate vibranti contro la tela e una disciplina che implica una pratica ossessiva della serie, la reiterazione del soggetto, la “monocromia”, una successione di “costrizioni orarie auto-imposte che avvicinano la sua attività pittorica, un impegnativo interagire con la tela quasi fosse una lotta tra sé e l’opera, ai precetti della pratica marziale orientale.”

 

 
 

 
 

 

In appendice alla mostra è posto in tutto rilievo il ritratto di Papa Giovanni XXIII, ospitato nelle sale della collezione permanente della “GAMeC”.

 

 
 
 
 

PER SAPERNE DI PIU'

 

 

Yan Pei-Ming - Yan Pei-Ming with Yan Pei-Ming
A cura di Giacinto di Pietrantonio

Dal 18 marzo 2007 al 27 luglio 2008
GAMecC - Galleria d’arte moderna e contemporanea
Via San Tomaso, 52
Orario: da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Giovedì dalle ore 10.00 alle ore 22.00
Ingresso: intero € 4; ridotto € 2,50
Catalogo Electa

www.gamec.it

 

Roberto Barzi su LiberaEva