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PALCOSCENICO
 
 
 
 
 
Dal nostro inviato

PALCO - MOSTRE

Roma, Palazzo Ruspoli

Jean Michel Basquiat

Scacciare i fantasmi

 
 
 
 

 

L'enfant terribile del graffitismo newyorkese è a Roma, alla Fondazione Memmo di Palazzo Ruspoli, con oltre 40 opere, tra cui dieci inedite mai esposte in Italia, e fotografie che ripercorrono la fulminea ma leggendaria carriera dell'artista.

 
 
 

 
 

 

Una retrospettiva che ripropone la produzione del celebre artista, scomparso nel 1988, attraverso il tema della frammentazione del corpo.

 
 
 

 
 

 

Influenzato da Andy Warhol e dal filone della pop art è considerato un mito per i giovani di tutto il mondo. Pittore irrequieto con una vita travagliata che a soli 27 anni non resse all'ennesimo cocktail di stupefacenti. Era il 12 agosto dell'88, quando venne trovato sul pavimento della sua casa in Great Jones Street.

 
 
 

  

 
 

 

Il percorso espositivo è un insieme dei lavori che ripercorrono la carriera dell’artista dagli anni Settanta, quando comparve sulla scena di Manhattan, si firmava con l’acronimo SAMO “SAMe Old Shit” (letteralmente la solita vecchia merda)  e fino agli anni del successo.

 
 
 

 
 

 

Cenni biografici

Jean-Michel Basquiat (New York 1960-1988) crebbe in un ambiente familiare disgregato, lasciò presto la scuola e già nel 1977 si iniziò al mondo dei graffiti, dipingendo sui vagoni della metropolitana e in alcune zone di Soho. I suoi dipinti e le sue scritte avevano grande carica poetica e filosofica, ma soprattutto satirica.

 

 
 
 

 

 
 

 

Lo pseudonimo SAMO, sigla di “same old shit”, con cui firmava quando dipingeva tag e graffiti, con messaggi criptici, fu decisivo nella sua vita.

La prima mostra di Jean-Michel Basquiat fu allestita nel 1980 in un magazzino abbandonato di New York e presentò opere d’arte realizzate da artisti punk e graffitisti. Le opere del “wild child” furono presto apprezzate dai collezionisti, ma il suo riconoscimento divenne ancora maggiore quando lavorò con Andy Warhol nel 1983 - 1984.

 
 
 

 

 
 

 

Come racconta Olivier Berggruen, curatore della mostra "Il corpo come tutto organico è scomparso. I frammenti assumono una vita propria, equivalente estetico del feticismo. E' proprio questo senso di corpo danneggiato o segnato da cicatrici, frammentato, incompleto o dilaniato, che emerge dal lavoro di Basquiat.

 

 
 
 

 

 
 

 

Paradossalmente, è l'atto stesso di creare queste rappresentazioni a creare una valenza positiva, quasi corporea, tra l'artista e il suo senso dell'essere o dell'identità. La rappresentazione del corpo frammentato si contrappone all'atto che conduce a quella rappresentazione".

 

 
 
 

    

 
 

 

 

 

LA MOSTRA

"Jean-Michel Basquiat. Fantasmi da scacciare",
dal 2 ottobre all'1 febbraio.
Palazzo Ruspoli Fondazione Memmo, Via del Corso 418, Roma.
Orari: tutti i giorni 10-19:30, venerdì-domenica 10-20:30.
Ingresso: intero 10, ridotto 8.
Informazioni: tel. 066874704, www.fondazionememmo.it
Catalogo: Skira.


 

 

Basquiat- Heroin- Velvet Underground

basquiat painting live 1981

 

 

 
 
 
 

Le opere qui esposte rappresentano una selezione della produzione dell'artista e non sono attinenti il catalogo della mostra. LA REDAZIONE

 
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