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PALCO - MOSTRE

Dal nostro inviato: Alisa Mittler

Futurismo 100 Illuminazioni

Avanguardie a confronto. Italia Germania Russia

 
 
 
 

 
 

 

Noi vogliamo cantare...il movimento aggressivo,  l'insonnia febbrile il passo di corsa... con queste parole, Filippo Tommaso Marinetti introduceva nel 1909 il Manifesto del Futurismo movimento che, dall'Italia, riuscì a colloquiare con tutte le avanguardie europee, influendo, oltre che sulle arti figurative, anche su moltissime  manifestazioni di costume e di espressione.

La mostra di Rovereto, al Mart fino al 7 giugno, inserita nell'ambito delle celebrazioni del centenario del futurismo che prevede eventi anche in altre città, da Milano a Venezia, vuole indagare i continui scambi che intercorsero tra il futurismo italiano e le avanguardie russe e tedesche, le assonanze con l'astrattismo e il cubismo, le influenze sul raggismo russo

 

 
 

 
 

 

Le oltre 140 opere sono divise in sezioni tematiche, secondo il gusto della curatrice Ester Coen,  dove i vari artisti sembrano colloquiare tra loro in un continuo rimando analogico e in uno specchiarsi uno dentro l'altro.

I primi anni del '900 segnarono per le arti un momento di rottura con la tradizione figurativa precedente. In Germania Walden aveva fondato la rivista e la galleria d'arte Der Sturm che, nel  1912, organizzò una mostra sul futurismo, visitata anche da Kandinskij e Marc oltre che dalle russe Goncarova ed Ekster. Marinetti si recherà in Russia nel 1914, e il suo viaggio sarà una sorta di filo d'Arianna che ci condurrà ad analizzare i rapporti tra il movimento italiano e le avanguardie dei raggisti e dei pittori cubofuturisti.

 

 
 

 
 

 

Il futurismo è innanzitutto movimento, ritmo, scomposizione di piani. Nella prima sala la Ballerina = Elica = Mare di Severini si scioglie in un tripudio di luce e colore per suggerire le analogie ed emozioni della danza, mentre il suo movimento rotatorio pare riverberarsi anche sui paesaggi di Chagall e Feninger.

La Figura umana diventa dinamica, prende possesso dello spazio, in una continua tensione tra il moto relativo e assoluto. Le linee di Boccioni nel Dinamismo di un corpo umano fendono l'aria, i color vivi paiono infondere vita alle icone mitiche di contadini di Malevic, esposte poco distanti. Il rosso acceso e cupo getta un'ombra sinistra sul Suicida di Grosz che, in una prospettiva ribaltata,  scaraventa sulla scena tutte le emozioni di un gesto estremo.

 

 
 

 
 

 

Il colore con le sue assonanze e le sue analogie è protagonista assoluto di Improvvisazione 134 di Kandinskij, artista che si spingerà fino a  liberare gli oggetti dalla loro stessa forma per approdare all'astrattismo. 

Il futurismo è soprattutto esaltazione della tecnologia, della macchina, della potenza del lavoro operaio. E' un'ode alla città, che si espande con nuovi cantieri, mentre il movimento delle macchine e degli aerei contribuisce ad offrire nuove prospettive. Palazzi, strade, insegne pubblicitarie, sfilano veloci se visti attraverso i finestrini di un tram, come nell' Autobus di Severini. La fabbrica con i suoi bagliori fiammeggianti, osservata da Udal'cova, Sevcenko, Goncarova diventa la nuova fucina di Vulcano, mentre Rozanova, con il suo Aeroplano su treno aprirà a nuovi studi sulla prospettiva, che ritroveremo nell'aeropittura del cosiddetto “secondo futurismo”.

 

 
 

 
 

 

Scomposizione, assonanza simultaneità, sembrano rimbalzare da un'opera all'altra e, attraversando queste sale, intuiamo come il futurismo, lungi dall'essere un movimento solamente provocatorio e fracassone, sia stato in realtà una corrente culturale ben strutturata, alla quale tutte le avanguardie  internazionali sono intimamente legate.

In questi anni, molti furono gli studi sulla luce e sulla sua scomposizione, studi che ebbero influenza soprattutto sulle avanguardie russe del raggismo e del cubofuturismo. Peccato non siano esposte opere di Balla, che un grande contributo diede allo studio sul movimento e sulla luminosità; comunque è possibile fare un salto al piano di sopra alla Permanente per vedere la Compenetrazione iridescente.

 

 
 

 
 

 

Futurismo e avanguardia uguale svecchiamento dell'arte, anche nell'uso di materiali non tradizionali ed è ancora Severini con la sua ballerina articolata che coniuga l'uso di materiali “poveri” perconferire la dimensione della profondità, mentre il movimento stavolta diventa reale e non più figurato. L'uso di materiali diversi, il collage, l'applicazione delle lettere dell'alfabeto sono temi che torneranno poi in Schwitters e in Malevic.

 

 
 

  

 
 

 

Interessante, se si ha tempo, vedere al piano di sopra la mostra Permanente, che, oltre al già citato Balla, ospita dipinti di Carrà evolutesi verso forme “giottesche” ed esempi di scultura quali profilo continuo di Bertelli e opere di Medardo Rosso, che, pur non essendo un membro dell'avanguardia, sperimenterà nelle sue opere una fluidificazione dei piani che contiene in sé un accenno di movimento.

Da visitare assolutamente, poco distante dal Mart, la casa di Fortunato Depero, esempio di abitazione futurista, dimostrazione pratica  di come l'arte non debba restare confinata nei musei, o essere godimento  per pochi, ma diventare oggetto di fruizione quotidiana. Lo stesso Depero ne progettò i mobili, e gli arredi, disegnò i cartoni  degli arazzi che furono tessuti dalla moglie, disegnò soprammobili e giochi per bambini.

 
 
 
 

PER SAPERNE DI PIU'

 

FUTURISMO 100
Illuminazioni.
Avanguardie a confronto: Italia- Germania- Russia
Rovereto, Mart fino al 7 giugno 2009

Le pagine di Alisa Mittler su LiberaEva

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