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Ma la realtà la
reclama bruscamente quando la cugina Maria Stuarda viene accusata di
cospirazione contro Sua Maestà appoggiata dalla Spagna.
La congiura viene
fermata in tempo,ma si rivela in realtà una trappola architettata
dallo stesso Re Filippo per dichiarare guerra all'Inghilterra e
iniziare la sua Guerra Santa avvalendosi della sua Invincibile
Armada.
D'effetto la scena
della Regina a cavallo prima della battaglia che incoraggia ed
esorta i suoi soldati, in un'armatura e veli bianchi, che la fanno
assomigliare a un angelo guerriero. E' il ritorno della
grande Elisabetta che ha perso se stessa innamorandosi del giovane
avventuriero che la rifiuta e sposa di nascosto la dama favorita.
Come hanno già
osservato in molti,la vita della Regina Vergine di Inghilterra è
stata portata sul grande schermo innumerevoli volte,venendo
interpretata anche da altre grandi attrici quali Sarah Bernhardt e
Bette Davis, ma ciò che rende particolarmente riusciti il lavoro del
regista Pakistano e il suo sequel non è solo l'interpretazione
fantastica della grande Cate Blanchette, che fluttua evanescente
sulle scene, angelica e terrena,ma anche la scelta dei colori stessi
del film.
Se il primo era
caratterizzato da atmosfere più cupe
e buie, qui ogni apparizione pubblica della Regina è un'emanazione
di luce, mentre predomina di nuovo l'oscurità quando ella è sola,
nel suo mondo di donna solitaria.
La musica accompagna
gli eventi, senza mai prendere il sopravvento sulle scene e questo
conferisce un'aria romanzesca al film.
Un sequel che ha poco da invidiare al primo film,un'attrice che si
identifica sempre di più con questo grande personaggio storico
esaltandolo e umanizzandolo, insomma presentando una grande Regina
anche ai posteri.
di Sara Vivian |