ANAIS NIN
La poesia dell'erotismo

Donna di grande fascino, cosmopolita e scandalosa per la sua epoca. Ha destato scalpore nella Parigi della Belle Epoque per la pubblicazione di racconti erotici.
 La sua opera maggiormente conosciuta è probabilmente il Diario, una raccolta di scritti autobiografici in forma di diario iniziata nel 1931 e aggiornata fino alla morte.

 
     
 
     
 
 
 
 
 
 
     
 

 
 

Autrice di “Diario”, “Il delta di Venere”, “D.H. Lawrence”, “Henry and June”, “The house of Incest” subì l’influenza di Henry Miller, in particolare ne rimase affascinata per la rudezza e per il suo modo di trattare le parole.  Affascinata al punto di formare insieme alla moglie June uno dei triangoli più torbidi dell’ambiente letterario della prima metà del ‘900.

 
 

 
     
 

 
     
 
 
 
 
 
 
     
 

 
 

Più scriveva di erotismo e più creava poesia. La sua pornografia era diventata una strada verso la santità, invece che verso la dissolutezza.
Il mondo visto attraverso i suoi occhi appariva ricco di fascino e di meraviglia. Anche le cose più piccole, le persone più insignificanti acquistavano profondità e spessore.

 
 

 
 

 
     
 
 
 
 
 
 
     
 
 

“La vita ordinaria non mi interessa. Cerco solo i grandi momenti. Voglio essere una scrittrice che ricorda agli altri che questi momenti esistono…”
 


"Il fascino che una persona esercita su un'altra non sta in ciò che mostra della sua personalità
nell'istante preciso dell'incontro
... ma...
nella sintesi del suo intero essere,
che rilascia questa droga potente che cattura l'immaginazione e genera il legame."
 


“Questo diario è il mio kief, il mio hashish, la mia pipa d’oppio. E’ la mia droga e il mio vizio. Invece di scrivere un romanzo, mi sdraio con questo libro e una penna, e indulgo in rifrazioni e diffrazioni”.

 

“La vita si rimpicciolisce e si ingrandisce in proporzione al proprio coraggio”

 
 

In foto Cristina Zavalloni interprete di Anais

 
 
 
 

La sessualità di Nin è complessa quasi quanto la grandiosa opera di auto-analisi che sono i suoi diari. Annoiata dalla piega borghese che prende il suo matrimonio, non si tira indietro ad intrecciare numerose relazioni extraconiugali tra le quali quella con Otto Rank, il suo psicanalista.

 
 
 

 

 
     
 
 
 
 
 
 
     
 

Nonostante scrivesse scene di sesso esplicito, ripetitivo e meccanico rimase sempre fedele ad un'idea di sesso complice, mescolato all'emozione, all'appetito, al desiderio, alla lussuria, al caso, ai capricci, ai legami personali, a relazioni più profonde che inevitabilmente ne cambiano il colore, il sapore, i ritmi, l'intensità.

Anais scriveva:  Il sesso non prospera nella monotonia. Senza sentimento, invenzioni, stati d'animo, non ci sono sorprese a letto. Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all'estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino

 

 
     
 
 
 
 
 
 
     
 

    

 
 

 
     
 

                 

 
 
 
 
 
 
 
     
 

 
 

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