PALCO

LA STORIA DELLA CALZA

Dal 1970 a fine secolo

 


 

 

 

 

Per tutti gli anni '70 le parole d'ordine sono comodità e sobrietà, i capi di biancheria devono rispondere a precise esigenze di libertà e confort. Gli indumenti intimi principali saranno quindi reggiseni elasticizzati, panty sempre elasticizzati e collant da portare con le minigonne. Gli anni Settanta sono anche ricordati per l’avvento del collant in pizzo e nello stesso tempo per la battaglia ingaggiata tra gonna per la donna-donna e pantaloni per la femmina aggressiva.

Nei periodi successivi tecnica e moda continuano a procedere di pari passo. Gli anni Ottanta imporranno modelli di calze eleganti e setose.

Nel 1977, in contro tendenza con la praticità, il reggicalze riappare nelle riviste di moda. La stilista Chantal Thomas, tra gli altri, reintrodusse la biancheria sexy e sofisticata per le donne eleganti; il reggicalze conservava comunque un'aura peccaminosa. Gli anni Ottanta furono quelli della ripresa del reggicalze. Come a suo tempo L'angelo azzurro, alcuni film furono decisivi a rendere popolare questo accessorio. Si possono citare Luna di fiele in cui Emmanuelle Seigner appare in tacchi a spillo, calze e reggicalze sotto l'impermeabile. Intanto Jessica Rabbit, nel periodo dell'ostentazione edonistica degli anni Ottanta, invita a conoscere le calze mostrandole dal provocante spacco del suo lungo abito avvolgente rosso.

Durante questo periodo assistiamo alla nascita del moderno perizoma.

Con il termine "string" o "g-string" si indica un indumento ancora più succinto, con il pannello anteriore ridotto al minimo indispensabile per coprire il pube, mentre la parte posteriore è costituita da un cordoncino o un elastico che passa tra le natiche, eventualmente congiunto agli elastici sui fianchi da un piccolissimo triangolino di stoffa.

Negli anni settanta riappare dapprima nei paesi nordici poi dappertutto, compresa l'Italia

Tra le donne si diffonde velocemente e quasi tutte le marche di abbigliamento intimo ne propongono vari modelli. Meno diffuso in ambito maschile, soprattutto in Italia, in quanto erroneamente legato, nell'immaginario di molti, alla cultura gay.

Per le ridotte dimensioni e per la tendenza del perizoma a sottolineare alcune parti del corpo, esso è considerato normalmente un indumento particolarmente sexy, che serve a coprire appena i genitali. Tutto ciò per molti può avere una valenza erotica sia per chi lo indossa, sia per chi lo osserva. Il perizoma viene anche scelto per la sua validità da un punto di vista estetico, soprattutto quando vengono indossati indumenti attillati, in quanto è più difficile che possa essere notato sotto la gonna o sotto pantaloni.

Gli anni 90 segnano l’era dei collant tecnici, sofisticati sviluppi di LYCRA e nuove tecniche di lavorazione permettono di realizzare collant capaci di modellare alla perfezione anche le gambe meno sinuose nonché di sottrarre qualche centimetro nei punti critici.

Intanto, i mass media e la comunicazione pubblicitaria investono sempre più i collant e le calze di una forte carica di seduzione, mettendone in risalto la capacità di essere veicolo, sia emblematico che denso, della femminilità. Ricordiamo Kim Basinger, la bionda protagonista nel film 'Nove settimane e mezzo' che diventa interprete di una pubblicità di calze molto popolari.

Le calze calze, quelle che si tengono su con le giarrettiere o con il reggicalze allacciato in vita preparano la rivincita. Dopo la sobrietà degli anni '70 è l'ora di riscoprire l'intimo come arma di seduzione. Pizzi e ricami, voile e tulle, giarrettiere, reggicalze e guepiere, è l'esplosione della lingerie sexy in tutte le sue espressioni.

Nel 1995 viene presentato il Wonderbossom, una specie di mutande alzasedere.

Il reggiseno, il capo intimo più complesso nella sua struttura, vede un'evoluzione straordinaria in questo periodo, nascono tantissimi modelli diversi per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza.

E' l'epoca del Wonderbra, il reggiseno push up che evidenzia il seno spingendolo verso l'alto, lanciato dalla modella Eva Herzigova in una efficace campagna pubblicitaria.

Grazie sempre Kim Basinger la sottoveste scopre una seconda giovinezza, diventa un indumento sexy e provocante e accorciandosi sempre più arriverà fino ai giorni nostri.

    
 

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