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NOTA CRITICA
Una donna, un uomo.
Due poeti amici con stili differenti, che vengono qui ad accomunarsi
in nome e per amore della Poesia. Leggendoli, ho colto le
differenti emozioni preparandomi a riviverle con le mie. Mentalmente
seguo le luci e le ombre, il lento muoversi malinconico del mare, di
un amore lontano ma così vicino da far soffrire.
La metrica spesso
concisa, dura e sagace con parole che ti toccano l'anima, fanno
pensare che donna e poesia sia il giusto connubio, mentre nella
controparte maschile emerge quella vena interiore, direi quasi
ctonia, che è un confondersi di elementi definibili "razionalmente",
afferrabili con uno sguardo oggettivo e di arie invece sfumate,
oniriche, che contribuiscono a creare immagini fascinose (e direi
anche tremende) dove il passo si blocca quasi impaurito come davanti
ad una ierofania. Ho volato su di un tappeto incantato, in una mille
e una notte di fiaba orientale e ho desiderato il ritorno.
Ho intravisto la luna e
gli sguardi complici di amanti. Ho colto la sensualità dei
movimenti, come se un pittore dipingesse sulla pelle cose di
ineguagliabile bellezza. Ho udito la musica del mio cuore, i
profumi, le sensazioni... poesie che fanno sentire chi le legge,
poeta. Grazie. Giselleb
http://giselleb.splinder.com/

Non è facile leggere
poesie. La poesia implica una concentrazione emotiva che non sempre
è facile da raggiungere, e a differenza della prosa non consente
distrazioni. Non rilassa la poesia. La poesia ci lavora dentro,
come un'autopsia. E come un'autopsia ci porta a indagare sulle cause
che ci inducono le sensazioni che proviamo quando le leggiamo.
Le poesie di Michele Stuppiello e di Francesca Panzacchi sono così.
Straordinariamente complementari, accumunate dal lirismo ma separate
da diverse prospettive, più mistiche quelle del primo, in un
costante anelito verso una forma evidente di spiritualità, più
terrene quelle della seconda, quasi laiche nel loro cercare bisogno
di eterno anche nelle cose destinate a esaurirsi.
Sono belle queste liriche, perchè sono semplici di cuore ma
complesse di testa. E ti inducono all'abbandono, lasciando che i
poeti entrino, con il loro mondo, dentro di te. Non è solo
un'autopsia.E' quasi un atto di amore. Una profanazione consenziente
a essere violati, perchè è questo che vogliono Michele Stuppiello e
Francesca Panzacchi. Violarti, possederti. E ci riescono
straordinariamente bene.
Alessandro Berselli
www.alessandroberselli.it |
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