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PALCOSCENICO
 
 
 
 
 

PALCO - LIBRI

INTERVISTA
Francesca Panzacchi
Michele Stuppiello
Liriche sospese

Il senso del tempo che passa, il sapiente uso delle immagini, tese a regalare fotografie dell'anima, sono le prime sensazioni stimolate dalla lettura delle liriche di Francesca Panzacchi.
La paura di non riuscire a cogliere al pieno le sfumature della vita è lo stimolo a godere di ogni regalo della natura e del destino. Alla lucida accettazione del dolore, frutto di un riverente fatalismo, fa da contraltare il rifugio in ricordi ristoratori, destinati a cedere il passo alla speranza e alla ricerca di un ago, per pungersi e sentirsi vivi...e il filo è l'amore.


Il sapiente uso della metafora rende gradevole e a tratti emozionante la lettura delle liriche di Michele Stuppiello. Un viaggio nel proprio inconscio, alla ricerca di archetipi, di radici a cui aggrapparsi e alimentarsi. A stimolare l'introspezione del lettore è una fantasia non comune, preziosa compagna di avventura e fonte inesauribile di immagini.

(Gianluca Ruggeri, docente di Psicologia dell'Arte e della Letteratura, Università di Bologna.)

 
 
 

 

 
 

 

1) Com'è nata l'idea di scrivere una silloge poetica a quattro mani?
F: Per gioco, per caso, per passione.
M: Dopo aver letto alcune poesie di Francesca, ho subito pensato che potevamo percorrere in tandem un'avventura poetica, lei ne fu entusiasta. Per diversi mesi non si parlò più della cosa, ma poi diverse circostanze hanno fatto sì che questo progetto divenisse realtà.

2) Quali emozioni racchiude?
F: Tante, troppe emozioni. Intense ed eterogenee. Amore, Dolore e Nostalgia.
M: Direi che questa raccolta scandagli letteralmente le profondità umane, in tutte le sue direzioni.

3) Qual'è la peculiarità della vostra collaborazione?
F: Alla base della nostra collaborazione c'è una creatività dirompente che a volte segue percorsi imprevisti. Ed è in continuo divenire.
M: La peculiarità della nostra collaborazione è un'intesa non comune, che ci porta ad esplorare con facilità ed entusiasmo gli ambiti artistici più disparati.

4) Francesca svelaci un pregio e un difetto di Michele
E' pieno di talento, un talento che spazia dalla letteratura all'Arte con estrema disinvoltura. E' un artista nel senso più pieno del termine.
Difetto: è un perfezionista... (Ma non sono affatto sicura che sia un difetto)

5) Michele svelaci un pregio e un difetto di Francesca
Potrei definirla un "vulcano" di idee, quindi riesco a trovare in lei un'inesauribile fonte di ispirazione. E' estremamente rigorosa nelle cose che facciamo, ma in questo possiamo definirci abbastanza simili.

6) Francesca a tuo parere Michele è più bravo come fotografo o come poeta?
Impossibile scegliere, lo apprezzo in entrambi i ruoli.


7) Michele preferisci Francesca in vesti di modella o in quelle di scrittrice?
Entrambi i ruoli le sono perfettamente congeniali, lei è nata per posare e per scrivere.

8) Quali sono i vostri poeti preferiti?
F: Byron, Neruda e Pessoa. Anche Baudelaire.
M: Scelgo quelli che apprezzo maggiormente, ma ce ne sono molti altri: Dario Bellezza, Federico Garcia Lorca, Pierpaolo Pasolini, Jean Rimbaud, Charles Baudelaire.

9) E i vostri progetti futuri?
Un libro di Filastrocche sta velocemente prendendo forma...
Francesca curerà il testo, Michele le illustrazioni.
La prefazione sarà curata da uno dei maggiori studiosi italiani di letteratura per l'infanzia.

10) A chi dedicate questo libro?
F: A mio marito, grazie al quale ogni cosa è possibile.
M: Io dedico il libro a tutti coloro che ancora credono nei sogni e non si fanno vittime del disincanto.
 

 

 
 

 
 

 

NOTA CRITICA

Una donna, un uomo. Due poeti amici con stili differenti, che vengono qui ad accomunarsi in nome e per amore della Poesia. Leggendoli, ho colto le differenti emozioni preparandomi a riviverle con le mie. Mentalmente seguo le luci e le ombre, il lento muoversi malinconico del mare, di un amore lontano ma così vicino da far soffrire.

La metrica spesso concisa, dura e sagace con parole che ti toccano l'anima, fanno pensare che donna e poesia sia il giusto connubio, mentre nella controparte maschile emerge quella vena interiore, direi quasi ctonia, che è un confondersi di elementi definibili "razionalmente", afferrabili con uno sguardo oggettivo e di arie invece sfumate, oniriche, che contribuiscono a creare immagini fascinose (e direi anche tremende) dove il passo si blocca quasi impaurito come davanti ad una ierofania. Ho volato su di un tappeto incantato, in una mille e una notte di fiaba orientale e ho desiderato il ritorno.

Ho intravisto la luna e gli sguardi complici di amanti. Ho colto la sensualità dei movimenti, come se un pittore dipingesse sulla pelle cose di ineguagliabile bellezza. Ho udito la musica del mio cuore, i profumi, le sensazioni... poesie che fanno sentire chi le legge, poeta. Grazie. Giselleb http://giselleb.splinder.com/

 

 

Non è facile leggere poesie. La poesia implica una concentrazione emotiva che non sempre è facile da raggiungere, e a differenza della prosa non consente distrazioni. Non rilassa la poesia. La poesia ci lavora dentro, come un'autopsia. E come un'autopsia ci porta a indagare sulle cause che ci inducono le sensazioni che proviamo quando le leggiamo.
Le poesie di Michele Stuppiello e di Francesca Panzacchi sono così. Straordinariamente complementari, accumunate dal lirismo ma separate da diverse prospettive, più mistiche quelle del primo, in un costante anelito verso una forma evidente di spiritualità, più terrene quelle della seconda, quasi laiche nel loro cercare bisogno di eterno anche nelle cose destinate a esaurirsi.
Sono belle queste liriche, perchè sono semplici di cuore ma complesse di testa. E ti inducono all'abbandono, lasciando che i poeti entrino, con il loro mondo, dentro di te. Non è solo un'autopsia.E' quasi un atto di amore. Una profanazione consenziente a essere violati, perchè è questo che vogliono Michele Stuppiello e Francesca Panzacchi. Violarti, possederti. E ci riescono straordinariamente bene.
Alessandro Berselli www.alessandroberselli.it

 

 
 

 
 


Poesie che fanno parte della silloge
(anteprima esclusiva per Liberaeva)


LUCI LIQUIDE

Osservo la notte
Con occhi immobili
Luci liquide rischiarano il buio gentile
Sono bagliori tristi
Di un tempo già trascorso
Abbraccio la mia Nostalgia
Come fosse un amante.

Francesca Panzacchi



BURLESQUE

Sul sipario
rosso porpora
stuzzicante
scivola in sordina
lo sfottò lieve
di una tromba.

D’improvviso
la Diva appare.

Nel miraggio
di piume e veli,
in promesse
d’indicibile,
in delirio
va la sala.

Lento
è il martirio
mentre l’occhio indugia
sulle pasties
che scimmiottano
l’areola

fruscia poi lontano
il desiderio,
sospeso
alla guepìere

e si posa leggero
come le calze
velatissime e rigate
sfilate con perizia
e lanciate lì
in quell’angolo
di sogno.


Michele Stuppiello

 

 
 
 

PER SAPERNE DI PIU'

 

 

Il blog ufficiale del libro
Le pagine di Michele Stuppiello su Liberaeva

Le pagine di Francesca Panzacchi su Liberaeva