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PALCOSCENICO
 
 
 
 
 

PALCO - LIBRI

 
Miriam Bendìa

Melissa Panarello

Ciò che fu p

 

"Un vero bestseller non si cerca, capita. E' il lettore che fa il bestseller, non c'è strategia di marketing più incisiva del passaparola fra lettori. Non esistono scout di bestseller.
I libri non sono panini o biscotti, dei quali puoi preventivare un successo di mercato a tavolino".

Maria B. Campbell

 
 
 

 
 
 

"C’era una volta Melissa P, mi racconti chi era in realtà?"
 "Enjoy it."

"E' poi è arrivato il film. Melissa P. è stato appena decretato il film più brutto del terzo millennio. Secondo un sondaggio condotto dal portale cinemotore, che ha chiesto ai navigatori del sito quale sia a loro giudizio il film italiano più brutto dal 2000 ad oggi, il biglietto nero spetta proprio alla pellicola del 2005 di Luca Guadagnino, tratta dal tuo libro: Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire…"
"E sono felice che a pensarla così non sia solo io: non so se sia il film più brutto del millennio, però è brutto assai."

"Il tuo ultimo viaggio?"
"In Spagna a promuovere "In nome dell'amore". molte le reazioni, molte positive." 

"Consigliami un libro da leggere e dimmi il perché."
"E' uscito il libreria un romanzo, "Nonostante i miei genitori", di Rossella Arena."
Qualche tempo fa ho ricevuto la richiesta, da parte della casa editrice, di leggere e commentare in una prefazione questo romanzo, e io ho accettato.

 
 
 
  
 
 
 

Leggendo il manoscritto mi sono resa conto che il libro avesse grandi potenzialità e che la sua autrice possedesse una voce narrativa forte e originale, ma alcune parti del libro non mi convincevano. Così ho detto a Rossella che, se proprio aveva bisogno del mio aiuto, potevo aiutarla a migliorare il suo romanzo. (Per quelli che vorrebbero il mio aiuto per i loro romanzi: aiuto solo opere che mi interessano e mi piacciono, e finora solo il libro di Rossella ha risposto a queste richieste).
"Nonostante i miei genitori" è un romanzo sulla fragilità dei rapporti, sulla libertà e l'incapacità di comunicare.

Questa la nota che ho scritto in quarta di copertina:
Ombre che partoriscono lampi di luce, fragili ragazze che hanno perso la strada, uomini che lottano contro dei mostri psichici, traditi e traditori, genitori instabili, genitori assassini, genitori severi, genitori sordi, genitori scomparsi, genitori che, nonostante siano genitori, si fanno figli dei propri figli. Rossella Arena ci racconta una storia sospesa fra fiaba, visioni oniriche e realtà devastante, in cui i genitori sono solo nemici da combattere, ombre inquietanti da cui liberarsi. Un’autrice dalla voce sincera e sensuale, onesta e fragile, un’autrice da tenere d’occhio."

 

 
 
 

  

 
 
 

"Di che colore sono i tuoi occhi?"
"Guardami."

"Sussurrami una favola della tua terra…"
"Una volta io e te camminavamo in campagna.
Io avevo un lungo bastone con il quale mi aiutavo a scarpinare per le salite, e di tanto in tanto schiacciavo cinicamente qualche lucertola che mi passava vicino.
Tu eri incinta e avevi la pancia dura e gonfia.
Avevo paura che le lucertole ti facessero male, temevo che tutto il mondo potesse farti male.
Così ti proteggevo con il mio corpicino e ti seguivo ovunque tu andassi.
Ci siamo fermate a sedere sotto una grande magnolia con i fiori bianchi, ricordo che c’era la linfa che percorreva una parte del tronco e io mi sono appiccicata le dita fra loro; sotto la magnolia c’era un minuscolo stagno dove abbiamo bagnato i nostri piedi. Era primavera e il mondo sembrava l’Eden.
Sospese fra cielo e terra volteggiavano un'infinità di farfalle e di libellule, era come se volessero farci compagnia, ma non trovavano mai il coraggio di avvicinarsi completamente.
«Vedi quelle?», mi hai indicato le libellule.
«Quelle possono essere donne».

 

 
 
 


 

 
 
 

«Donne?», ti ho chiesto affascinata.
«Sì, donne. Vengono a trovarti la notte sotto forma di insetti e distruggono i tuoi sogni, ti lanciano mavarie terribili, a volte anche di morte…», hai detto spalancando gli occhi.
«E perché?», ero emozionantissima.
«Ci sono femmine che pregano contro di te, si mettono in ginocchio davanti a una croce e sciolgono i capelli e ripetono delle frasi magiche che nessuno conosce».
«Femmine in ginocchio… e tu le conosci queste frasi magiche?», volevo conoscerle anch’io.
Tu hai scosso la testa e hai continuato: «Però conosco delle frasi magiche per scacciare i ronni ri notti».
«Chi?».
«I ronni ri notti. Sono quelle donne che si trasformano in libellule e vengono di notte…», hai detto.
«Ah, sì sì».
«La mattina dopo ti accorgi che sono venute perché trovi i capelli intrecciati in piccolissime trecce, quasi invisibili, che è impossibile sciogliere».
«Impossibile?», ormai chiedevo a monosillabi.
«Non è proprio impossibile… devi cospargere i capelli di olio e recitare queste frasi», hai preso aria nel petto e la pancia enorme si è gonfiata quasi fino a scoppiare. «Lunesanto, martesanto, mercolesanto, giovesanto, veneresanto, satursanto, ruminica a ronna ri notti le sue ali perderà».

 
 
 

 

 
 
 

Sono rimasta a bocca aperta e ho sussurrato
«Bello…».
«E ricorda: ogni volta che vedi una libellula, ammazzala. Se la lasci vivere è più facile che morirai tu».
Abbiamo continuato a sguazzare i piedi nell’acqua mentre io mi lasciavo riempire dal fascino dei tuoi racconti."
(L’odore del tuo respiro, Fazi editore)

"I maligni mormorano che il tuo successo non te lo sei guadagnato ma che lo hai rubato.
A loro. Ma tu, nella tua vita, hai mai rubato qualcosa a qualcuno?"
"Metà dei libri che oggi stanno allineati nella mia libreria provengono da librerie derubate di case derubate di uomini e donne derubate. Citazioni dantesche. Eneide. Lucrezio e Terenzio. Una volta trovai un vecchio articolo di giornale, firmato Roberto D'Agostino anno 1982, in cui veniva fatta un'accurata descrizione di tutti i generi umani degli anni 80: paninari, ciellini e altra roba che non mi ricordo perché io gli anni 80 li ho vissuti solo per cinque anni. Ma questa è ancora un'altra storia.
dvd io non ne ho mai comprati. tutti rubati.
Con gli anni ho imparato a rubare cose di grande valore: la libertà, per esempio, o la pazienza."

 
 
 

 
 

 

Cara Melissa, in realtà questa intervista tra noi non si è ancora svolta.
Le domande sono le mie, e forse un giorno te le rivolgerò.
Le risposte, le tue, le ho ascoltate sul tuo blog

 
 
 
 

PER SAPERNE DI PIU'

 
 

Gli articoli di Miriam Bendìa  su Liberaeva

Foto Gabriele Rigon
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