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PALCO - LIBRI

INTERVISTA DI FRANCESCA PANZACCHI

Massimo Maugeri

Identità distorte

MASSIMO MAUGERI, autore siciliano, è tra gli animatori del gruppo letterario Convergenze Culturali Sud-Est.
Ha pubblicato racconti sulla rivista di letteratura Lunarionuovo.
Ha scritto un romanzo, Identità distorte, pubblicato dalla casa editrice Prova d'Autore (www.provadautore.it).


Collabora con quotidiani e riviste. Suoi articoli sono apparsi sulle pagine culturali dei quotidiani "Il Mattino", "La Sicilia", "Il Corriere" e all'interno di varie riviste e magazine, tra cui L'Indice, Lunarionuovo, Kult Underground.
Gestisce e cura il blog Letteratitudine, uno dei blog culturali d'autore del Gruppo L'Espresso: http://letteratitudine.blog.kataweb.it

 
 
 

 

 
 

 

1) Massimo, è corretto definire il tuo libro "Identità Distorte" un thriller psicologico a sfondo sociale?
In un certo senso sì, anche se non vado pazzo per le etichette. I critici l’hanno definito in vario modo: c’è chi ha parlato di giallo, chi di noir, chi di thriller, chi di romanzo psicologico, chi di romanzo sociale. Se cerchiamo una definizione di sintesi probabilmente quella di thriller psicologico a sfondo sociale è la più accettabile. In realtà, al di là di etichette più o meno facili da attribuire, si tratta di un racconto che nasconde tra le righe un tentativo di analisi delle discrasie del mondo occidentale. È, in un certo senso, un racconto provocatoriamente assurdo che ha l’ambizione di essere al tempo stesso riflesso e specchio di una società che a volte rasenta il paradossale. Poi, come dicevo prima, c’è il tema della crisi d’identità individuale - più o meno consapevole - favorita dalla costante sottoposizione dell’individuo a valanghe di informazioni non sempre veritiere e da un sottile processo mediatico di mitridatizzazione che mira a generare una rassegnazione intellettuale di massa, una passiva accettazione di realtà distorte.


2) Dove è ambientato?
A Catania (che è la mia città). Per l’esattezza nella Catania della cosiddetta Etna Valley. Una Catania collegata a New York attraverso i fili invisibili dell’high-tech e della new economy. L’ambientazione però non è fondamentale. Il tipo di storia che caratterizza "Identità distorte" potrebbe ambientarsi ovunque, o perlomeno ovunque ci sia un polo high-tech. Credo che questo sia un punto di forza del libro.


3) In quale contesto sociale si sviluppa l'intreccio narrativo?

L’idea nasce dalla considerazione che la società occidentale sta attraversando un grave periodo di crisi d’identità e che tale crisi è stata appesantita dai "fatti" dell’11 settembre. In effetti il periodo storico che prendo in considerazione per ambientare "Identità distorte" è quello recente che va dall’inizio del 2000 alla fine del 2001. Potremmo dire dal crollo delle Borse e dei titoli tecnologici al crollo delle Torri gemelle. È una crisi che si percepisce molto forte nelle pagine del romanzo e nei pensieri dei personaggi.


4) Definisci il tuo stile di scrittura con tre aggettivi
Variegato, ritmico, intenso.

5) La metafora, in tutta la sua potenza espressiva, è una delle chiavi di lettura del libro?
Sì, soprattutto il tipo di metafora collegata al cosiddetto tema del doppio. Devo dire che il tema del doppio mi è sempre stato molto caro. Nel caso di "Identità distorte" il dualismo dei due personaggi chiave (Claudio Crivi – Stefano Re), al di là del possibile accostamento letterario a ben note opere di Pirandello, Stevenson o Wilde, da un punto di vista metaforico, rappresenta proprio la crisi d’identità dell’uomo postmoderno, o forse post-postmoderno.
 

 

 
 

 
 

 

6) In che modo hai scelto di affrontare e sviluppare il tema pirandelliano del "doppio"?
Attraverso la scena del personaggio Claudio Crivi che entra in un ascensore e ne esce, dopo aver accusato un malore nel corso di un black out, nei panni di un giovane dipendente della sua ditta, Stefano Re. Questa scena può anche essere vista come metafora della suddetta crisi d’identità di cui parlavo prima. Buona parte del romanzo è dedicata all’angoscia di quest’uomo che si ritrova nei panni di un giovane, o – se si preferisce – di questo giovane che si ritrova con i pensieri di un uomo che non conosce. Ma c’è una soluzione.


7) Quali inquietudini affliggono l'animo dell'uomo contemporaneo?
Credo ci sia soprattutto un’insicurezza di fondo. L’assenza di valori. La difficoltà a guardarsi dentro.


8) La perdita di valori riscontrabile nella nostra società genera mostri?

In alcuni casi sì, ma non necessariamente. Di certo la perdita di valori non contribuisce al miglioramento della vita interiore dell’uomo contemporaneo.


9) Quando hai iniziato a scrivere il libro avevi già stabilito quale sarebbe stato il finale oppure la trama si è arricchita di risvolti imprevisti durante la stesura?
Avevo un’idea iniziale. C’era quell’immagine dell’uomo che entra nell’ascensore per uscirne con un’altra identità. E avevo imbastito una traccia dell’intreccio. Poi, come sempre accade, la storia si è evoluta nel corso della scrittura. L’idea del finale è arrivata in corso d’opera.


10) Quanto è importante per te l'aver ottenuto notevoli riconoscimenti da parte della Critica?
Abbastanza importante, ma non fondamentale. Credo che uno scrittore non debba scrivere per i critici. E nemmeno per i lettori. Altrimenti, la sua, diventa una sorta di scrittura costruita a tavolino. Bisogna scrivere per aprire la strada alle proprie pulsioni creative, con fiducia e abnegazione. Al quel punto la storia si evolve e i personaggi prendono vita.


11) Ti aspettavi il successo che il libro ha ottenuto?
No. Soprattutto perché il libro è stato pubblicato da un piccolo editore. Diciamo che si è trattato di un piccolo successo.


12) Quali sono gli scrittori che prediligi o ai quali ti sei ispirato?
Uno degli autori italiani che preferisco è Italo Calvino. Tra gli stranieri cito due americani: Don DeLillo e Philip Roth.


13) Com'è nata l'idea di creare il tuo open blog "LETTERATITUDINE"?
Da una voglia di comunicazione. Da un’esigenza di aggregare. Onestamente non avrei mai pensato di riscuotere questo successo con Letteratitudine. Posso dire che, oggi, oltre a essere uno dei blog d’autore del Gruppo L’Espresso, è uno dei blog letterari più noti e frequentati della Rete. Ne hanno parlato quotidiani e riviste (più di una volta "Panorama"). E intervengono scrittori e intellettuali di primo piano: tra cui Roberto Alajmo, Ferdinando Camon, Andrea Di Consoli, Antonella Cilento… giusto per citarne alcuni.


14) A quali progetti ti stai dedicando attualmente?
Ho una raccolta di racconti pronta e sto lavorando a un nuovo romanzo… ben più complesso di "Identità distorte" (che era già abbastanza complesso).


 

 

 
 

IL LIBRO

IDENTITA' DISTORTE è un thriller estroso ed originale, ambientato nell’arco del recente periodo storico che va dall’inizio del nuovo millennio, caratterizzato dal crollo delle Borse mondiali (e tracollo dei titoli tecnologici) all'esplosione del terrorismo internazionale. Ha ottenuto ottime recensioni sui maggiori quotidiani nazionali.
-Vincitore della XX edizione del Premio Letterario Nazionale "Nino Martoglio", sezione Opera Prima.
-Finalista alla sezione narrativa del Premio Letterario Nazionale Brancati-Zafferana 2006.

 
 
 

PER SAPERNE DI PIU'

 

 

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