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Ho sgranocchiato
popcorn. Mangiato grattacieli di Cheese-Burghers. Container di
Chewingun. Fumato chilometri di sigarette. Bevuto ettolitri di
Coca-Cola. Interi Laghi di Loch Ness di birra, con dentro il
mostro. Ho giocato con bambole bionde tutte uguali. POPPERS nasce come una sorta di scrittura automatica,
sensitiva e allo stesso tempo nonsensica, alla cui base sta
l’esorcismo di un grande malessere esistenziale, un forte
malcontento su un mondo confuso da decifrare. POPPERS è
una lucida ricostruzione generazionale che si sviluppa
inconsciamente tramite l’arte; a tratti ‘usata’, citata,
raccolta, alterata, resa popolare, pop. |