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Morfeo… perché questo nome?
Viene da un’opera di Neil Gaiman, “The Sandman” uno dei
fumetti più premiati nella storia della letteratura, dove si
narra la storia di Morfeo appunto, il Signore dei Sogni.
Quali sono i suoi scrittori preferiti?
Per quanto riguarda l’Horror, Clive Barker in assoluto.
Naturalmente dei grandissimi Poe e Lovecraft ho letto tutto,
così come il primo King. Ma citarli tutti sarebbe da perdersi…
E autori non Horror?
Borges. Nessuno riesce a sognare in maniera tanto potente quanto
lui.

Solo lui?
No, anche tantissimi altri, ma lui è unico.
Posso aggiungere Shakespeare se proprio insiste, ma mi fermo
qui.
Da cosa nasce “Sogni”?
Questo libro esiste già da un po’ di tempo, con tanto di
copertina. Sono anni che scrivo racconti e li tenevo lì, in
attesa. Li spedivo agli amici, o li pubblicavo in rete, finché
si è presentata l’occasione di poter pubblicare, sempre via
Internet, il libro cartaceo. E, grazie allo sprone di una
persona vicina, mi sono deciso.
Se è già un po’ di tempo che esiste, perché non ha pensato di
pubblicarlo prima?
Semplicemente perché non ho mai avuto il coraggio di spedire
qualcosa agli editori tradizionali, un po’ per la paura del
rifiuto, un po’ perché è brutto essere ignorati.
O forse perché così dovevano andare le cose…

“Sogni” è una raccolta di racconti…
Sì, come le dicevo è pronto da un po’ perché ho oltre 60
racconti scritti e messi da parte. Per questo libro ho dovuto
fare una cernita, per una mera questione di numero di pagine,
rendendo il tutto omogeneo. Ho tenuto fuori volontariamente i
più cruenti e “duri”. Ma ora sono lì che recriminano e devono
essere pubblicati, quindi finiranno nel prossimo. Non è bello
avere quei racconti che ti guardano in cagnesco…
Allora di cosa parlano questi racconti?
Non saprei definire il “genere” in cui catalogare quel che
scrivo. La vena Horror di fondo permane, un po’ di nero aleggia,
ma non sempre riesce a concretizzarsi, o a “vincere” alla fine.
In questo libro ci sono racconti che possono essere letti come
favole per la buonanotte, ed altri che ti lasciano l’amaro in
bocca.
L’ho chiamato “Sogni” proprio per questo.
Non sai mai cosa ti aspetta quando chiudi gli occhi.
Puoi sognare il tuo amore, puoi vivere una strana avventura in
un mondo fantastico dove le Leggi della Fisica non esistono,
oppure puoi avere un incubo.

“…anche gl’incubi sono sogni” è la frase d’apertura del libro.
Esatto, proprio di questo parlo. Di questo scrivo.
Io stesso non so come andrà a finire un racconto quando inizio a
scriverlo. Ho una visione, un’idea, un frammento di sogno e
metto le dita sulla tastiera.
Il resto viene da solo…
Da dove trae spunto, a cosa si ispira?
Alcuni racconti sono autobiografici, anche fino al 99%. Altri li
ho sognati per filo e per segno, o sono sogni che mi hanno
raccontato. Alcuni li ho inventati di getto raccontandoli come
favola della buona notte, e solo dopo li ho messi nero su
bianco. Altri li ho scritti con la musica a palla nelle
orecchie, rifiutandomi di rileggerli dopo averli scritti (ma
questa categoria è quella che mi ringhia contro…).

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