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1)
Giampiero, questa tua silloge poetica quali emozioni racchiude?
Racchiude emozioni pure. Emozioni che vengono dal vivere e sentire
la bellezza della natura, dal vivere e sentire le affinità elettive
con una persona, dal vivere e provare attrazione e amore.
2)
In quale arco di tempo è stata scritta?
Sono state scritte dal 1998 al 2003. Molte di quelle precedenti mi
sono state sottratte dal destino.
3)
Perchè ti definisci "un nomade dell'anima"? Perchè ho
un'anima inquieta che vaga nei meandri dei pensieri e, curiosa,
scopre e vive molte situazioni ed emozioni della vita.
4)
E' vero che la poesia nasce soltanto dalla sofferenza?
No. La poesia può nascere
anche dal sogno d'un amore o di un ideale, dalla felicità che provi
nell'attimo in cui sembra d'avere raggiunto quell'istante di
armonia.
5)
Quali tempeste scuotono la tua anima?
Molte. La rabbia per una società e un mondo che non vanno come
vorrei, in cui non si capisce che stiamo svendendo la nostra
millenaria cultura e società. E poi ovviamente le tempeste
d'amore...
6)
E' corretto affermare che il libro è pervaso da un vago senso di
nostalgia?
La nostalgia c'è. E' vero. Ma non è l'unica chiave di lettura. C'è
un filo continuo di gioia di vivere con delle sfumature di
malinconia.
7)
Di chi sono le illustrazioni?
Di mio nonno, Tiziano Serafini Fracassini, che è stato pittore e
scultore e che si ispira al luogo dove viveva, Cortina d'Ampezzo.
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