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Racconto
Ai lettori
È notte fonda. La città ha sopito
il suo frastuono. Si sente provenire in lontananza un lieve sibilo
che si propaga intermittente, emesso da automobili, frettolose di
rientrare a casa. Il melodioso silenzio della notturna città invita
al sonno. Ma questa notte per Andrea non è conciliante. È distesa
sul letto, gli occhi sbarrati rivolti verso il soffitto a fissare
piccole strisce nere intervallate da strisce di luce, il riflesso
della persiana illuminata dal lampione della via sottostante.
L’insonnia facilita il generarsi dei pensieri e quest’ultimi
alimentano il ritardarsi del riposo. Stufa e alienata, accende
l’abat-jour sul comodino, prende il suo blocco note ed inizia a
scrivere, pensando di rivolgersi ai propri lettori. Andrea lavora
per un giornale e proprio l’indomani è in uscita in prima pagina un
suo importante articolo. Un reportage sul “desiderio” nella società
contemporanea.
Desiderio... forse questa notte proprio il desiderio
la tormenta e scuote. Sogna premi ambiti e riconoscimenti
professionali. Il lettore è il suo pubblico, e vuole accontentarlo:
la carta è il suo palco e la pubblicazione il suo teatro.
Prova curiosità per ognuno dei suoi ipotetici lettori
e smania dalla voglia di sapere quanto possa piacere. Il buio ispira
il desiderio e nasconde le ombre, smussa le imperfezioni, lasciando
spazio all’immaginazione. Questa notte conquista i suoi
paradigmatici lettori.
Assapora desideri di opulente casalinghe,
accovacciandosi fra caldi e floridi seni, nutrendosi di stimoli,
delicatamente sfiora fianchi morbidi e materni. Inscena severi
giochi di ruolo con rampanti manager, assoggettandoli al suo ordine
di insinuarsi nella sua flessuosa intimità, serica e acerba come il
pube di una bimba, costringendoli a suggerla per un tempo
indefinito, fin quando il sonno non sopraggiunge. Si sveglia di
nuovo, ritrovandosi legata alla spalliera del letto e lui, il suo
lettore la percuote e ne abusa. Un ombra arriva in suo soccorso, un
nuovo lettore... Un mite impiegato la libera, per tenerla stretta e
protetta tra le sue braccia.
Accarezza il suo viso e tampona le sue lacrime, che
svaniscono sotto teneri tocchi. È sempre più tardi e il mattino si
avvicina. Un lettore va via per lasciar spazio ad un altro. Uno
scapestrato ragazzo che ha voglia di consumarla frettolosamente,
lasciando velocemente il posto ad un isterica proprietaria di
azienda, una virago che con distacco e freddezza consuma il suo
accoppiamento aiutandosi con piacevoli oggetti, sostituti virili dei
suoi organi riproduttivi. Si fa largo l’adolescente sognatrice, che
nasconde invece dentro di sé, curiosità lussuriose. Ancora una
donna, celata sotto una coltre di sembianze maschili, parla con
Andrea amichevolmente. Il corpulento atleta gli dà dimostrazione dei
suoi allenamenti, sbattendola ripetutamente ed energicamente per
provare la sua resistenza fisica. La mamma premurosa la bacia
intensamente, imboccandola con la propria lingua, come un neonato
uccellino. Lo snob le regala sindacali amplessi. Mentre lui, il bel
muratore vigoroso, la sazia e la sfianca amabilmente...
Morfeo è alle porte, varca la soglia e Andrea si
acquieta. Le cadenti palpebre scivolano sui suoi occhi, serrandoli
nell’oblio del sonno. Avrà dimenticato qualcuno nello stato di
veglia? Andrea è indulgente: apre la sua disponibilità e dimostra il
suo desiderio in sogni beati. Scorrono nella sua mente i vari
prototipi di lettori dei suoi scritti, li ringrazia uno ad uno e si
scusa con chi involontariamente ha tralasciato. |
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