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PALCOSCENICO
 
 
 
 
 

PALCO - REPORTAGE

 
Alisa Mittler

Il Barbiere di Siviglia all’Arena di Verona

 
Uno scoppiettante giardino delle meraviglie, con enormi rose colorate e farfalle giganti. La musica di Rossini a far da trama ad un arazzo dove tutti, dagli interpreti ai ballerini alle comparse, si inseriscono alla perfezione.
Il Barbiere di Siviglia torna in Arena dopo undici anni di assenza, diretto da Claudio Scimone, per la regia di Hugo de Ana, protagonisti Leo Nucci (Figaro) Annick Massis (Rosina) e Bruno de Simone (Bartolo).

Forse l’anfiteatro veronese non é il luogo più adatto per quest’opera, che leggenda vuole Rossini abbia composto in sole tre settimane. Il fascino degli intrighi di Figaro, servo emancipato ed ora barbiere di successo, deus ex machina nel favorire gli amori dell’ex padrone conte di Almaviva, con la scaltra Rosina alle spalle dell’occhiuto tutore Bartolo, rischierebbero infatti di “perdersi” nello spazio enorme dell’anfiteatro veronese. Ma ottimo é stato il lavoro del regista e scenografo Hugo de Ana nel ricercare uno spazio adatto.

 

 
 
 

Pannelli e siepi mobili creano e disfano gli ambienti, come Figaro crea e disfa situazioni ed equivoci. Tutto qui é esagerato, mantenendo tuttavia una certa grazia rococò, senza mai cadere nella caricatura. Enormi sono le siepi, esagerate le rose, i movimenti dei ballerini perfettamente sincronizzati, soprattutto nelle scene corali di apertura e di chiusura come ingranaggi di un carillon. Sono sicuramente buffi ma, grazie alla buona coreografia di Leda Lojodice, non cadono mai nel macchiettistico.

I colori delle scene e dei costumi, tutti giocati sui toni caldi del rosso, del giallo e dell’arancio proiettano la vicenda in una Siviglia fiabesca, ma dotata di sensualità, adatto sfondo all’umorismo rossiniano mai grasso, ma nemmeno freddo e puramente intellettuale. Sicuramente, dietro la giocosità del canovaccio si intuiscono, attraverso la musicalità alcune volte un po’ aspra, drammi come quello della ragazza sfruttata e tenuta prigioniera dal tutore, o sentimenti profondi come l’amore fra i due giovani.

 
 
 

 
 
 

In questa versione areniana sono stati purtroppo levati alcuni recitativi, presenti nella partitura integrale del Maestro. Decisione non felice “imposta” per il pubblico areniano che, a torto, si presume poco incline alla raffinatezza, ma che non ha trovato del tutto d’accordo gli stessi protagonisti, a cominciare dal direttore Scimone e dall’interprete di Don Bartolo Bruno De Simone..
Grande é stato il successo per lo scoppiettante Leo Nucci che, proprio in Arena, ha festeggiato i 30 anni di carriera, sempre apprezzato dal pubblico che, a suon d’applausi, ha preteso il bis della celebre cavatina Largo al factotum.

Moderna la Rosina di Annick Massis, non solo ragazza prigioniera di un tutore avido, ma donna consapevole, in grado di ordire intrighi alla pari con Figaro e lottare per la sua emancipazione. Annick Massis, ritenuta dalla critica una delle maggiori soprano esistenti, tanto da meritare applausi a scena aperta nell’aria Ma forse Ahime’ Lindoro, pezzo impervio espunto in parecchie edizioni del Barbiere, ma eseguita in Arena con incisività spettacolare. Una Rosina soprano, soluzione ormai sempre adottata, malgrado Rossini abbia scritto la parte per contralto.

 
 

 
 
 

Virtuosisticamente preciso é stato anche Bruno de Simone, interprete rossiniano di lungo corso, un Bartolo che, abbandonata l’eccessivo caricaturismo da maschera della commedia dell’arte, lascia spazio ad una figura malinconica e amareggiata. Vigoroso nel suo virtuosismo Francesco Meli (Almaviva), corposa l’interpretazione di Orlin Anastassov (Basilio) Ottimo il contrappunto dei due servi, Fiorello (Dario Giorgelè) e Berta (Francesca Franci): preciso il primo e ironica ed arguta la seconda.
Trionfa infine l’amore in una grande festa che é stata un tripudio di colori e luci ed é festa anche per il pubblico, con tanto di fuochi d’artificio.
Le repliche sono previste fino al 30 agosto,vale ancora la pena di scaldarsi le chiappe sulle gradinate dell’Arena di Verona (le poltroncine numerate costano e fanno venire il mal di schiena), l’atmosfera é sempre suggestiva, con la notte serena e l’accensione dei tradizionali “mocoleti” e ovviamente la musica di Rossini a coronare una serata di festa.
Alisa Mittler

 
 
 

 

 
 
 

PER SAPERNE DI PIU'

 

Le pagine di Alisa Mittler su LiberaEva

www.mittleralisa.blogspot.com

Il Barbiere di Siviglia, di Gioachino Rossini
Regia, scene, luci e costumi Hugo de Ana
Direttore d’Orchestra Claudio Scimone
Coreografia Leda Lojodice
Maestro del coro Marco Faelli
Interpreti
Leo Nucci – Figaro
Annick Massis – Rosina
Francesco Meli – Almaviva
Bruno de Simone – Bartolo
Orlin Anastassov – Basilio
Orchestra e coro dell’Arena di Verona

Repliche 18- 25 – 30 agosto
Informazioni www.arena.it