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3)
Quanto è importante per un artista avere una fantasia fuori dal
comune?
La fantasia è ovviamente
molto importante, ma è altrettanto importante saperla "manipolare" e
rielaborare. Si possono avere le idee più fantasiose e geniali, ma
poi, se la mano non è in grado di tradurla correttamente su carta,
non potrà mai prendere realmente vita. A me capita spesso di avere
questa sorta di "sdoppiamento della realtà", nel senso che mentre mi
muovo e osservo ciò che ho attorno a me, inconsciamente lo rielaboro
in chiave artistica. Per esempio, se tu vai in un magazzino a
comprare un tubo probabilmente vedrai attorno a te cartoni, tubi,
lamiere, ecc. Il mio lato pazzo trasforma i tubi in conduzioni di
energia di un'astronave, vede astronavi, bracci meccanici, draghi,
armature e via così. Ehi, ma cos'è quello strano camice bianco con
la maniche legate dietro? :) A parte gli scherzi, credo sia un
meccanismo molto comune tra i disegnatori, e tra chi si occupa di
dover creare oggetti, creature e mondi dal nulla, per il cinema e la
tv.

4)
Che caratteristiche possiedono
le eroine che nascono dalla tua matita?
Spesso scherzosamente mi definisco un "femminista", nel senso che,
bene o male, tutti i miei personaggi femminili non sono praticamente
mai soggetti che "subiscono", non sono un "sesso debole", ma
mostrano una forza interiore, una determinazione, un'anima che le fa
primeggiare. Anche se graficamente certi personaggi li rappresento
come dolci, fatati, materni, tendono ad avere sempre quella forza
interiore che puoi cogliere dai loro sguardi. Ho in ogni caso degli
archetipi che mi piacciono molto, a partire dall'amazzone, dalla
guerriera, insomma una combattente anche sul piano fisico. E
dall'altro lato sono estremamente affascinato dal mondo delle
pin-up, in particolar modo da quello stile degli anni '40-'50: è
qualcosa su cui presto tornerò con attenzione, dopo essermelo
studiato per bene. Sensualità suggerita, senza essere esposta.
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