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A Chateau Cambresis,
il paese natale di Henri Matisse, nella regione di
Calais, recentemente le hanno dedicato una mostra. Lei,
si chiamava Lydia Delectorskaya, era russa, giovane e
bella di appena 22 anni quando comparve nello studio del
maestro.
Nel tempo
la bella siberiana divenne modella, segretaria e
confidente,assistente d'atelier e soprattutto la cara
amica che rimase al fianco dell’artista fino alla fine
dei suoi giorni nel 1954.
A causa sua il
matrimonio di Matisse con la moglie Omelie andò in
crisi, anche se lei ha sempre giurato che il rapporto
tra loro era stato soltanto platonico. Era bionda con la
pelle chiara e Matisse la definiva una “principessa di
ghiaccio”. Tra lei e il maestro c’erano 40 anni di
differenza.
Matisse scriveva di
lei: «La buona Lydia si dedica a tutti, non dimentica
che se stessa, quando si avvicina io guarisco; quando si
allontana io mi ammalo. Bontà divina sarà questo che
chiamano “charme” slavo che agisce. Ma è solo perché lei
è buona» «Madame Lydia è un angelo, uno vero, ne sono
certo».
Per Matisse la
modella è come un incanto. Il tramite che gli permette
di entrare nel paradiso della sua pittura. Matisse negli
ultimi anni diceva che in fondo «si è condotti, non si
conduce affatto».
robedachiodi
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