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Nato a Napoli nel 1615, Salvator Rosa fu iniziato alla pittura nella
bottega di Ribera e di Falcone. I suoi soggetti favoriti furono
inizialmente scene di battaglia e paesaggi. Si spostò presto a Roma
dove venne a contatto con l'ambiente di Pussein e con i Bamboccianti,
ossia i pittori seguaci dell'artista olandese Peter Van Laer detto
il Bamboccio per il suo aspetto deforme, che raffiguravano per lo
più scene popolaresche.
Nella capitale,
polemizzando con l'ambiente artistico del tempo, allora sotto
l'influenza del Bernini, il Rosa si mise in luce anche come attore e
drammaturgo, oltre che autore di satire e musicista. Proprio da qui
nasce il suo mito di artista "contro", acuto fustigatore dei
costumi, un Masaniello che si scaglia contro il lusso e la
corruzione delle corti. E proprio nelle vesti di un accigliato uomo
d'armi, si raffigura nell' "Autoritratto come Spadaccino" Nel
contempo subì l'influenza del classicismo dei pittori Test e Lorrain,
che conferì alla sua pittura una costante tensione verso i grandi
temi dell'antichità, che tuttavia, non arrivò mai a tradursi in una
produzione "alta". |
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