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Diciotto
artisti pugliesi, chiamati a confrontarsi con se stessi, con la loro
innata capacità di trasformare le immagini in turbamento della
comunicazione, a sublimare il proprio talento nella difficile
impresa di realizzare un’opera destinata ad abitare provvisoriamente
un habitat contaminato da scenografie opulente ed eccessive ricche
di drappi, cristalli e tappeti persiani. Plenilunio alla Fortezza,
grande masseria fortificata del XIII sec., diventa una quinta
teatrale in cui il reale si confonde tra visionarietà barocche,
sfarzi formali, sensualità e degustazioni d’autore.
Non una galleria, non un museo, non un luogo “neutro” in cui sono le
opere a descrivere l’ambiente, ma l’esatto contrario. Una location
maestosa, sontuosa, di un lusso ostentato da rasentare il grottesco,
esattamente come nel film di Greenaway, dove le opere sembrano
essere lì quasi per caso, o meglio, per qualche strano caso, perché
non confondendosi mai con l’arredamento, raccontano un progetto
giocato sul filo sottile di accumulo e sottrazione. Dipinti,
fotografie ed istallazioni, invadono il campo penetrando
capillarmente l’interno dello stabile fino a diventarne arteria
pulsante, creano un cortocircuito visivo reinventando non solo
l’estetica ma anche la storia del luogo.
Sedici artisti internazionali, chiudono il cerchio inserendosi quasi
come elemento di “disturbo”, le loro opere come oggetti di culto e
di collezione alimentano il senso di precarietà e visionarietà di
tutta la mostra.
Un Gran Galà aprirà la manifestazione di arte contemporanea: il
concerto visionario “Cadavre Exquis” allieterà la serata insieme ad
esibizioni di danza contemporanea, performance e live painting,
degustazioni di speciali menu d’autore. Un dono e un esibizione, un
affascinante tableau vivant, evento da non perdere.
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