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1. Com’è
nata l’idea del tuo nuovo romanzo Fidanzato in affitto?
Ho sviluppato l’idea di un racconto del 2006, finito in una raccolta
dedicata a storie ispirate alla rete. Si intitolava Cercasi padrona
disperatamente e parlava di una ragazza molto tradizionale che
diventava mistress per necessità. È piaciuto, e così l’ho
trasformato in romanzo arricchendolo di personaggi, intrecci e
situazioni assurde. Due anni dopo è nato Fidanzato in affitto.
2. Cristal,
la protagonista, è timida ma scopre dentro di sé un’indole
aggressiva. A chi ti sei ispirata per questo personaggio?
Un po’ a me, un po’ a tutte le ragazze che ho conosciuto. Cristal
durante il romanzo attua un percorso molto personale che le permette
di riflettere sul proprio ruolo, sulla realtà che vive. Tutti la
“vogliono” in qualche modo: chi la vuole fidanzatina innamorata, chi
studentessa modello, chi futura sposa remissiva. Lei capisce queste
trappole che gli altri le preparano e si ribella. Sperimentando la
dominazione (seppure per necessità economica e tangibile), in
qualche modo trova anche quella parte di sé più ribelle, quella che
finalmente le dice quello che vuole davvero. E che non corrisponde
propriamente a quello che gli altri si aspettano da lei.
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