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INTERVISTA DI FRANCESCA PANZACCHI

Raul Montanari

La bellezza, il turbamento, il mistero

Il famoso scrittore si racconta in questa intervista in esclusiva per LiberaEva
 
 
 
 

 
 
 

Raul Montanari ha pubblicato nove romanzi: La perfezione (Feltrinelli, 1994, 1996, 2006), Sei tu l'assassino (Marcos y Marcos, 1997), Dio ti sta sognando (Marcos y Marcos 1998), e, per Baldini Castoldi Dalai, Che cosa hai fatto (2001, 2004), Il buio divora la strada (2002), Chiudi gli occhi (2004, 2005), La verità bugiarda (2005), L’esistenza di dio (2006, 2008), La prima notte (2008); inoltre le raccolte di racconti Un bacio al mondo (Rizzoli, 1998) e E’ di moda la morte (Perrone, 2007). Molti suoi racconti, articoli e saggi sono usciti in antologie, e sui maggiori quotidiani e periodici italiani. Con Aldo Nove e Tiziano Scarpa ha scritto la fortunata raccolta di poesie Nelle galassie oggi come oggi. Covers (Einaudi, 2001).

Ha curato le antologie Il ’68 di chi non c’era (ancora) (Rizzoli, 1998), Onda lunga (Archivi del ‘900, 2002) e Incubi. Nuovo horror italiano (Baldini Castoldi Dalai, 2007). Ha tradotto per le scene Doppio Sogno di Schnitzler (Teatro Stabile di Firenze, 2000) e il Macbeth di Shakespeare (Teatro Stabile di Torino, 2007), e scritto l’atto unico Incubi e Amore per la rassegna Maratona di Milano (2000 e 2001). Collabora con i principali editori italiani e ha pubblicato numerose traduzioni dalle lingue classiche e moderne (Sofocle, Seneca, Poe, Wilde, Borges, Styron, Greene, P. Roth, Brink, C. Mc Carthy fra gli altri).

Ha sceneggiato il film Tartarughe dal becco d’ascia di Antonio Syxty (Out Off, 2000). Per il progetto radiofonico Ricuore ha riscritto La piccola vedetta lombarda (Radiorai3, 2001). Vive a Milano, dove tiene dal ‘99 un corso di scrittura creativa strutturato su più livelli. Gira l’Italia tenendo conferenze e reading. Interviene in televisione principalmente sulla Rai, La7 e SkyTv.

Francesca Panzacchi lo ha intervistato in esclusiva per Liberaeva.

 
 
 

 

 
 

 

01. Raul, qual’è la peculiarità del tuo ultimo romanzo “LA PRIMA NOTTE”? Certamente il fatto che ha l’aspetto di un dialogo senza didascalie, fino all’ultimo capitolo. Lì invece si cambia e per la prima volta compare la voce di un narratore. E’ stato un esperimento, per la verità abbastanza sicuro dato che il dialogo è sempre la cosa che noi troviamo più interessante in un libro. Se leggiamo un libro in fretta, magari saltiamo le descrizioni ma mai i dialoghi. Abbiamo la sensazione che il dialogo sia, nella pagina, il luogo in cui accadono le cose, ed è così. Non a caso il libro piace moltissimo perfino a certi lettori che sono disturbati dagli eventi o dai personaggi. E’ proprio la formula narrativa a piacere.

02. Descrivilo con tre aggettivi. Perturbante, aereo, appassionante.

03. Perché hai scelto di strutturarlo come un lungo dialogo tra una donna e il suo amante? Perché volevo che fosse lei, Irene, a raccontare la sua storia. Con l’espediente del dialogo, però, il racconto di Irene viene continuamente spezzato dalle domande e dai commenti di lui, e il tutto diventa molto più interessante che se fosse un testo per voce sola.

04. Quali tematiche indaga? Le mie solite: il combattimento della volontà contro il destino, la ricerca di un senso profondo della vita. La bellezza, il turbamento, il mistero. La notte, l’abisso. In più qui c’è secondo me la celebrazione della capacità femminile di vivere con serenità le stagioni della vita, mentre i personaggi maschili della storia di Irene appaiono condizionati in modo drammatico dal loro rapporto con un passato oscuro, che non è mai passato davvero.

05. E’ corretto definirlo un romanzo intimista? Non direi intimista, però introspettivo sì. Nel senso che lo scavo psicologico mette completamente a nudo i personaggi; però il vero motore dell’azione narrativa sono gli accadimenti.

 

 

06. Qual’è il profilo psicologico di Irene, la sensuale protagonista femminile? E’ la ragazza che qualunque uomo sicuro di sé sognerebbe. Dico sicuro di sé perché Irene è tostissima, per nulla arrendevole o remissiva. E’ una giovane donna che ha affrontato prove terribili nella sua vita e che è capace di raccontarcele con una levità incantevole e uno humour che non l’abbandona mai. E’ anche una grande curiosa della vita, del mondo, degli altri.

07. E’ importante saper ascoltare? Se io non sapessi ascoltare non sarei qui a rispondere a queste domande intelligenti, perché non avrei mai scritto nemmeno un libro. Certo, la capacità di ascoltare, di tacere e accogliere le parole e le storie degli altri, va anche coltivata. Sono passato anch’io nella mia vita attraverso quella fase disastrosa in cui mi interessavo soprattutto a me stesso e riempivo i dialoghi con gli altri di cose che riguardavano essenzialmente me. Poi ho imparato.

08. Paura e desiderio sono strettamente connessi? Nel libro, Irene è una psicologa che è arrivata alla conclusione che la psicologia non serve a niente e che solo due cose ci sono da capire al mondo. Una è quella che lei chiama la magia, cioè la facoltà intuitiva (presente in tutti) che ti permette di avere all’istante uno sguardo globale su una situazione, una persona, un luogo, e sentir risuonare profondamente dentro di te un SI’ o un NO, un assenso o un rifiuto che solo a posteriori si può cercare di razionalizzare. L’altra è che la vita è governata da queste due forze opposte: il desiderio (che vorrebbe sempre cose nuove) e la paura (che pone dei limiti al desiderio stesso). Naturalmente questi concetti non sono spiegati in modo menoso come sto facendo io ora, ma diventano materiali narrativi. Sono nascosti negli episodi che ne rivelano la presenza.

09. Ci sono elementi autobiografici nei tuoi scritti? Per forza. La propria vita è una specie di magazzino, per uno scrittore: quando c’è bisogno di qualcosa per la storia, si guarda anzitutto lì dentro. Però guai a piegare la storia che si racconta al proprio desiderio narcisistico di mettersi in scena: la storia non deve mai essere al servizio della tua vita, ma il contrario. In questo libro, in particolare, vengono raccontati moltissimi episodi grandi e piccoli, tragici o comici, e sono quasi tutti realmente accaduti o a me o a persone che conosco. 

 

 
 

     

 
 

 

10. Ti sei mai ispirato a fatti di cronaca realmente accaduti? Non in questo libro. In un romanzo uscito quattro anni fa, Chiudi gli occhi, avevo preso spunto dalla storia di “Joe Codino”. E’ il soprannome che era stato dato a uno stupratore di aspetto gentile che perdipiù, una volta scoperto e arrestato, si scoprì che faceva il mestiere più aggraziato del mondo: il liutaio! Questo contrasto fra gentilezza apparente e brutalità nascosta sta dietro il protagonista di quel romanzo, ma è nesso molto difficile da cogliere.

11. Svelaci il tuo segreto per creare la suspence. La suspense è seminare. Lasci cadere semi che poi, al momento di dare frutto, sorprendono il lettore che si aspettava una margherita e si ritrova un olivo o un baobab.

12. Tre cose alle quali non potresti mai rinunciare. Alle donne, le meravigliose donne, anzitutto. Sono circondato da donne e ci sto da dio. Non solo per fare l’amore, anche se quella è la prima cosa per cui ci si incontra. Sai che a volte passo giornate intere senza nemmeno sentire una voce maschile? Poi non potrei più rinunciare al lavoro che faccio, perché mi piace tanto. E non potrei mai rinunciare alla mia libertà, che a volte ha l’aspetto di una affollata solitudine. Non so se io sia grande o piccolo, so però che non ho nessuno sopra di me. Non esiste nessuno al mondo che possa darmi un ordine, tranne un poliziotto a un posto di blocco. E’ stato difficile costruirmela, questa libertà, perché io sono nato povero e all’inizio ho dovuto piegarmi a compromessi, fare cose che non mi piacevano. Da molti anni ormai faccio solo cose che mi piacciono, ogni minuto di ogni giorno. Ero nato per fare il servo e invece sono il padrone di me stesso. Questo mi dà un piacere immenso.

13. Il traguardo più ambizioso che vorresti raggiungere. Continuare così. Non sarà facile. Anzi, sarà impossibile perché il tempo colpirà anche me, anche se finora mi ha risparmiato in ogni cosa che sono e che faccio.

 

 

 

 
 
 

PER SAPERNE DI PIU'

 

 

www.raulmontanari.it

 

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