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soli tre mesi dalla scomparsa del premio Nobel Harold Pinter,
l’associazione “Pegaso” porta in scena a Roma una delle sue opere
più complesse, dai contenuti ambigui e velatamente audaci, per la
presenza di un amore saffico e di un menage a trois mai
apertamente dichiarati.
In associazione allo spettacolo, la prima edizione del concorso
d’arte “ART ON STAGE”, dal titolo “Oltre lo specchio”. Gli artisti
selezionati avranno la possibilità di esporre a rotazione le opere
“on stage” - sul palco, come parte della scenografia - durante le
serate della messinscena. Al vincitore, un viaggio in Europa per
due persone.

SINOSSI E NOTE DI REGIA
“Vecchi tempi” è una delle opere più complesse di H. Pinter
(Premio Nobel per la letteratura). Scritta nel 1970, ha avuto
pochissime rappresentazioni ed ogni critica che la riguarda non
include mai un punto fermo, un'interpretazione chiara. Questo
perché Pinter riesce a scavare nell'animo dei personaggi in modo
così profondo da “scoprire il baratro che sta sotto le chiacchiere
di tutti i giorni” (motivazione per cui è stato insignito del
Nobel).
I protagonisti assoluti sono il tempo e il ricordo, che si
impossessano della vita degli unici tre personaggi.
Anna e Kate sono state molto amiche quando avevano circa 20 anni.
Dividevano la stessa casa e la loro giovinezza si è sviluppata
vivendo alla giornata e frequentando tutti gli ambienti
intellettuali di Londra; dai teatri ai concerti alle gallerie
d'arte. Per Anna, Kate è un'amica da viziare e coccolare ma è
anche una bellissima ragazza per la quale nutre, forse, una sorta
di innamoramento. Il legame tra le due è talmente forte che Anna
arriva ad immedesimarsi del tutto nell'amica, a rubarle i vestiti,
la biancheria, la sua gioia di vivere, i ricordi.
Trascorrono dieci anni da questi fatti e Deeley e Kate si
ritrovano nella loro casa di campagna ad attendere la visita di
Anna ed è da questo momento che il testo prende il via. I tre si
relazionano su diversi livelli ma alla base c'è un gioco erotico,
una sensualità che da Anna si propaga verso Kate e Deeley.
Come accade nella maggioranza delle opere di Pinter, i personaggi
si muovono all'interno di ambienti domestici, fumano, portano
avanti dialoghi serrati che, per Anna e Deeley, rappresentano veri
e propri duelli in cui il trofeo è Kate.Grande forza assumono, tra
le rapide battute, i lunghi monologhi in cui emerge il cardine del
testo: il ricordo. Ogni personaggio ha dei ricordi differenti,
propri, pur riguardanti gli stessi fatti e ciò ci impedisce di
capire cosa sia accaduto veramente. D'altronde fu lo stesso Pinter
a dire che “quando ci guardiamo allo specchio stiamo in realtà
guardando una serie infinita di riflessi”...
Giuliana Meli
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