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Luca, definisci il tuo modo di scrivere con tre aggettivi
Profondo, insinuante, sincero
2 Com’è strutturato il tuo nuovo libro “La geometria degli
inganni”?
All’inizio erano solo racconti, pubblicati in diversi anni, a
partire dal 2005. Poi, con l’andare del tempo, mi sono reso conto
che c’era un filo conduttore, ovvero quelle ambiguità che si
instaurano nei rapporti uomo donna, che siano d’amore, familiari o
di affetto. E che a volte da piccole bugie si arrivava a vere e
proprie falsità, messe in atto per nascondere crisi o sconfitte.
Inganni, insomma. E allora mi è sembrato naturale raccogliere i
racconti già terminati sotto questo unico tema, e scriverne altri
che seguissero la traccia di base. Uno degli ultimi è stato proprio
il racconto “La geometria degli inganni” che originariamente si
chiamava “Un padre e una madre” e che è diventato alla fine il
titolo definitivo della raccolta di queste tredici storie.
3 Perché hai scelto questo titolo?
Perché sono convinto che tutti noi, anche le persone più sincere e
pulite, seppure involontariamente mettiamo alla base dei rapporti
queste ambiguità, a volte innocue, altre volte veri e propri
castelli di carta, che, una volta rivelati, fanno cadere tutto
quello che pensavamo di avere costruito. Ed in tutto questo c’è
spesso una precisione perfetta, geometrica appunto.
4 Qual è la peculiarità del libro?
Potrei dirti, Francesca, che sono racconti, visto che oggi il
mercato editoriale non li recepisce molto bene, anche se credo che
siano più gli editori a farlo. I lettori, almeno per ora, mi pare li
abbiano capiti e apprezzati. La particolarità vera è quella di
mettere a nudo debolezze e momenti difficili, a tratti scabrosi, con
delicatezza e poesia, alternando attimi delicati a situazione
squallide, senza possibilità di rivalsa.
5 Quali tematiche affronta?
Quelle della vita reale: l’amore nelle sue diverse declinazioni,
ovvero i rapporti uomo donna, padre figlio, madre figlia; il tema
del ricordo, la nostalgia di un tempo che non ritorna; l’infanzia, a
tratti descritta con crudezza e poco rispetto, a tratti dipinta con
purezza e disincanto: la precarietà in genere, sia del lavoro sia
degli affetti, ma, soprattutto, la caducità della vita. Infine, la
sconfitta, un tema comune ai racconti. Mi piace narrare di persone
che non sono eroi ma che, in fondo, potrebbero esserlo con poco, se
solo lo volessero. |
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