PALCOSCENICO
 
     
 
 

PALCO

INTERVISTA DI FRANCESCA PANZACCHI

Luca Martini

La geometria degli inganni

 
 
 
 
 
 
 

1 Luca, definisci il tuo modo di scrivere con tre aggettivi
Profondo, insinuante, sincero

2 Com’è strutturato il tuo nuovo libro “La geometria degli inganni”?
All’inizio erano solo racconti, pubblicati in diversi anni, a partire dal 2005. Poi, con l’andare del tempo, mi sono reso conto che c’era un filo conduttore, ovvero quelle ambiguità che si instaurano nei rapporti uomo donna, che siano d’amore, familiari o di affetto. E che a volte da piccole bugie si arrivava a vere e proprie falsità, messe in atto per nascondere crisi o sconfitte. Inganni, insomma. E allora mi è sembrato naturale raccogliere i racconti già terminati sotto questo unico tema, e scriverne altri che seguissero la traccia di base. Uno degli ultimi è stato proprio il racconto “La geometria degli inganni” che originariamente si chiamava “Un padre e una madre” e che è diventato alla fine il titolo definitivo della raccolta di queste tredici storie.

3 Perché hai scelto questo titolo?
Perché sono convinto che tutti noi, anche le persone più sincere e pulite, seppure involontariamente mettiamo alla base dei rapporti queste ambiguità, a volte innocue, altre volte veri e propri castelli di carta, che, una volta rivelati, fanno cadere tutto quello che pensavamo di avere costruito. Ed in tutto questo c’è spesso una precisione perfetta, geometrica appunto.

4 Qual è la peculiarità del libro?
Potrei dirti, Francesca, che sono racconti, visto che oggi il mercato editoriale non li recepisce molto bene, anche se credo che siano più gli editori a farlo. I lettori, almeno per ora, mi pare li abbiano capiti e apprezzati. La particolarità vera è quella di mettere a nudo debolezze e momenti difficili, a tratti scabrosi, con delicatezza e poesia, alternando attimi delicati a situazione squallide, senza possibilità di rivalsa.

5 Quali tematiche affronta?
Quelle della vita reale: l’amore nelle sue diverse declinazioni, ovvero i rapporti uomo donna, padre figlio, madre figlia; il tema del ricordo, la nostalgia di un tempo che non ritorna; l’infanzia, a tratti descritta con crudezza e poco rispetto, a tratti dipinta con purezza e disincanto: la precarietà in genere, sia del lavoro sia degli affetti, ma, soprattutto, la caducità della vita. Infine, la sconfitta, un tema comune ai racconti. Mi piace narrare di persone che non sono eroi ma che, in fondo, potrebbero esserlo con poco, se solo lo volessero.

 

 

 
 
 
 

 
 
 
 
 

6 Come hai costruito il profilo psicologico dei personaggi di questi racconti?
Semplicemente guardandomi allo specchio o aprendo la finestra e prendendo ad esempio le persone che passavano per strada. Non credo serva così tanta fantasia per scrivere di persone. Occorre solo guardarsi in giro con occhi diversi, un po’ più attenti.

7 Quali autori hanno contribuito alla tua formazione?
Domanda difficile. Come diceva Massimo Troisi “Loro sono in tanti, io sono da solo” ed è un po’ quello che per una fase della mia vita ho provato, ovvero il desiderio di conoscerli, la fame di sapere e di leggere tutto. Però posso dire che Raymond Carver ha contribuito tantissimo alla mia febbre di scrivere, ma anche Roth, Pancake e Salinger per la narrativa americana. Giuseppe Berto e Italo Calvino per quella nostrana.

8 Cosa ti piace leggere?
La bella letteratura. So che sembra una risposta banale ma è la verità. Il fatto vero è che oggi si legge tanto ma raramente si legge bene. In generale, amo la letteratura americana contemporanea, ma anche quella italiana di oggi, un po’ per motivi professionali (amo confrontarmi) un po’ per passione vera. Il fatto è che qui in Italia raramente si trovano scrittori di razza. Posso dirtene alcuni, però: Valeria Parrella, Diego de Silva, Paolo Cognetti, Erri de Luca, Antonio Pascale e Antonio Moresco. Questi sono alcuni di quelli che mi fanno tremare quando li leggo, ma ce ne sono tanti altri, s’intende.

9 Quanto c’è di autobiografico nei tuoi scritti?
Alcuni racconti sono totalmente inventati (ad esempio “Coppie” che ho tratto da una intervista ad una coppia scambista vista una sera tardi su una rete televisiva privata). Altri sono completamente autobiografici (“Il corpo” e buona parte di “Un universo piccolo così”). In mezzo, una zona grigia, con qualcosa di vero e la maggior parte del resto tratto dalla vita reale di persone che conosco o che ho incontrato.

10 Che consiglio daresti a chi, come te, vuole fare lo scrittore?
Leggere tantissimo, più che può. Evitare i corsi di scrittura creativa, ovvero, farli, ma solo per il gusto di conoscere, non con l’intento o la pretesa di diventare grandi scrittori. Carver diceva “Non si può insegnare a scrivere, ma si può imparare a scrivere”. Una cosa importante è non cedere alla tentazione di pubblicare con editori a pagamento, che fanno solo il loro interesse e non hanno la minima convenienza a distribuire e promuovere un autore esordiente. Poi, tentare con le riviste, che sono una ottima palestra per farsi le ossa ed una vetrina importante e ancora accessibile per l’autore alle prime armi. Infine avere tanta pazienza e cercare i piccoli editori appassionati, quelli che sanno capire se uno ha stoffa e si sentono disponibili ad investire su un giovane scrittore con dei numeri. E posso garantirvi che per fortuna ce ne sono ancora.

 
 
 
 
     
 

 

 

 

 Luca Martini è nato a Bologna nel 1971 e tuttora vive nella sua città natale. Laureato in Giurisprudenza, dopo avere svolto attività legale per quasi quattro anni, esercita dal 2002 la professione di agente di commercio. Ha pubblicato nel 2001 la raccolta di poesie “Per un attimo indelebile”, curata dalla casa editrice “I miei colori” di Pontassieve (Firenze). Nel 2004 ha pubblicato la sua seconda raccolta di poesie, “Riflessi d’interno”, edita dalla casa editrice “Bonomo” di Bologna. Nel mese di dicembre 2006 è uscita la terza silloge “Partitura compiuta per pensieri distratti”, a cura della casa editrice “Giraldi” di Bologna. Scrive racconti dal 2004. Alcuni sono stati pubblicati su riviste letterarie (“Toilet”, “Fernandel”, “Il paradiso degli orchi”,“Sagarana” e “Catrame letterario”), mentre tre suoi racconti sono stati inclusi nell’antologia “Scrivi con lo scrittore” 2006/2007, edita dalla casa editrice “Giraldi” di Bologna. Con il racconto “Un comunista” ha vinto il “Premio Arturio Loria 2008” per l'inedito, organizzato nell'ambito del “Festival del racconto” di Carpi (Modena). Lo stesso ha dato il titolo alla raccolta dei racconti finalisti “Un comunista ed altri racconti”, pubblicata dalla casa editrice “Marcos y Marcos” di Milano. Uno suo racconto è stato incluso nella silloge “Corpi d'acqua”, Voras Edizioni. Nel mese di maggio è uscita la sua prima raccolta di racconti, “La geometria degli inganni ”, a cura della casa editrice “Voras”.

 

 

 
 
 
 
 

 

 
 

PER SAPERNE DI PIU'

Titolo: La geometria degli inganni Isbn: 978-88-96253-02-1 Autore: Luca Martini Collana: Hydra

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