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Grazia, come è nata l’idea che ha dato vita a
LA RAGIONE DEI SENSI edito da Rusconi?
E’ nata per caso e per passione! Da sempre
scrivo per elaborare i miei pensieri e le mie
emozioni… è un modo per leggermi dentro. Per
caso ho cominciato a scrivere questo, che è nato
come racconto ed è evoluto in romanzo. Non è
nato come romanzo erotico, ho semplicemente
scritto un romanzo a 24 ore senza ovviare la
parte inerente la sessualità! Di conseguenza è
diventato un romanzo erotico. Molto attuale e
dinamico, come la vita di noi tutti oggi giorno.
Descrivilo con tre aggettivi
Incanzalte, sensuale, spinge
all’immedesimazione.
Raccontaci qualcosa della protagonista
La protagonista è Anna, una donna/mamma/moglie
che si destreggia tra famiglia e un lavoro
particolare che la porta spesso a viaggiare.
Donna apparentemente sicura di sé che si trova a
far fronte alle emozioni che cambiano e a
trovare una ragione a questi cambiamenti,
ovviando il senso di colpa per dar spazio al
proprio sentire. Una donna moderna, a tratti
troppo perfetta, ma non è stato un caso quello
di dipingere una protagonista quasi perfetta…
l’intento è far capire alle donne che, anche
quelle che appaiono ai nostri occhi “arrivate” e
“perfette” vivono gli stessi sentimenti nostri e
che le questioni legate alla sensualità ci
appartengono nella stessa misura.
Come hai costruito il suo profilo
psicologico?
Facile! …ho usato il mio!!
Perché i lettori di LiberaEva dovrebbero
leggere il tuo libro?
Per trascorrere due ore all’insegna del piacere
e della stimolazione dei sensi. Poi se ha vinto
il Premio Fiuggi 2011 come Miglior Romanzo
Erotico dell’anno, ci sarà una ragione no?!
Scherzi a parte… credo possa essere buono spunto
per riflettere.
Com’è strutturato?
La narrazione si svolge in flashback, partendo
dall’immagine di Anna in una stanza d’albergo di
Parigi che di trova a guardarsi dentro.
L’impostazione è piaciuta e tra tutte le
critiche letterarie, solo una ha valutato
negativamente il punto di vista e la struttura.
Per quanto riguarda le critiche dei lettori sono
pienamente soddisfatta, soprattutto perché gli
aspetti più ricorrenti sono l’incapacità di
fermarsi durante la lettura e l’immedesimazione:
in tanti mi hanno scritto o detto di essersi
sentiti dentro questo romanzo anche i giorni
seguenti la lettura e di aver spesso ripensato
alle sensazioni descritte. Questo è ciò che mi
da più soddisfazione del mio scrivere! Mi piace
stimolare le persone alla riflessione. A volte
su FB mi “nutro” stimolando gli altri con
domande inerenti la sensualità, la sessualità e
i rapporti interpersonali in genere. Mi piace
ragionare sulle loro risposte ed interagire per
guardare le cose da punti di vista diversi.
Qualcuno mi definisce una “psicanalista”
mancata… e io sorrido perché studiare Psicologia
per me è stato un viaggio fantastico. E ogni
tanto mi prendo grandi soddisfazioni
dall’interazione su questo social network perché
qualcuno mi apre privatamente il suo sentire
riguardo queste tematiche e, i miei consigli per
qualcuno sono stati un beneficio effettivo. Non
mi sento una terapista ma, se posso supportare
qualcuno condividendo la via attraverso la quale
io ho trovato il benessere, ne traggo ulteriore
soddisfazione.
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Quanto tempo hai impiegato per la
stesura?
Qualche mese direi, ho iniziato a
scriverlo nel dicembre 2009 ed è uscito
ad ottobre 2010. Devo dire che l’ho
scritto quasi d’impeto e corretto in
poche cose le bozze.
Secondo te chi legge di Eros è un
consumatore o un lettore?
Un lettore, che ama emozionarsi più
intensamente di chi legge romanzi in
genere.
Ci sono elementi autobiografici nei tuoi
scritti?
Elementi? E’ tutto autobiografico perché
è frutto del mio avere vissuto 38 anni!!
Se intendevi chiedermi se ho vissuto le
situazioni descritte nel romanzo, la
risposta è “Sì”, magari non esattamente
in quei termini e non riferite
all’ambientazione del romanzo. Ma
sicuramente quello che scrivo è frutto
del mio pensiero. Quindi più
autobiografico di così…
Cos’è che distingue l’erotismo dalla
pornografia?
Uh… questa domanda… avessi fatto
un’intervista in cui non mi viene
chiesto! Chissà perché tanta passione a
volersi distinguere dalla pornografia?
Io dico che li trovo solo due modi
diversi di parlare di sensualità e
sessualità. La pornografia può piacere o
non piacere, ovvio che usa canali
comunicativi diretti e che lasciano poco
all’immaginazione, quindi non ti
permette un granché di investire
emotivamente. Il problema della
pornografia semmai sta nella qualità,
purtroppo pochi film meritano di essere
visti secondo la mia opinione. Ma anche
negli scritti erotici non sempre si
trova qualità. |
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Se dico Femmina a
cosa pensi?
Penso a me, al mio sentire, al mio vivere
seguendo le sensazioni.
La volgarità è sempre volgare?
Non saprei… non ci ho mai pensato. Qualche
parola, solitamente ritenuta volgare, detta in
un momento “intenso” può anche aumentare
l’eccitazione, ma non credo sia così per tutti.
Quando scrivo, ad esempio, io non le uso perché
non amo farlo nemmeno nel quotidiano. Scrivo di
erotismo e sessualità ma non uso parole volgari,
nemmeno per indicare le zone erogene, salvo
forse quando il momento si scalda e una parolina
forte ci può stare, ma poche davvero!!
Cosa ti piace leggere?
Prediligo le tematiche sulle dinamiche
interpersonali, ma leggo di tutto. Questa è una
passione vera per me, nutrirmi di ciò che leggo
e senza mai ricordare un titolo: faccio miei i
concetti che intendo elaborare ma poi non
ricordo mai i titoli!! Non nascondo che, in
alternativa al mestiere di scrivere, mi
piacerebbe fare la correttrice di testi… crearmi
così la scusa per stare a leggere elaborando
tutto il giorno!!!
A quali progetti ti stai dedicando
attualmente?
Questa domanda mi piace da impazzire, perché è
un momento altissimo nella progettualità! Ci
sono parecchie cose sul fuoco: una sceneggiatura
per un corto, un romanzo sulla bisessualità,
riprese per un format televisivo sulle
scrittrici erotiche, collaborazione con due
magazine e (la cosa che mi eccita maggiormente)
un libro molto particolare. Il titolo ancora non
vorrei dirlo ma parlerà delle sensazioni delle
donne, quindi della loro sensualità e del loro
piacere. La particolarità sta nel fatto che avrà
la struttura di un photo-book, che sto
realizzando con un fotografo che ho selezionato
dopo quasi due anni di ricerca: MARCO PULLIA ph.
E’ l’autore delle foto mie che vedi, ha una
capacità professionale enorme nel cogliere le
emozioni, nel “guardarti dentro”. Avevo iniziato
già ad impostare il lavoro con altri ma non
ottenevo quello che cercavo: emozioni vere di
donne vere!! Questo libro non sarà una raccolta
di immagini di modelle che fingono emozione;
sarà una riflessione sui sensi amalgamata ad
immagini di donne di tutti i giorni che non
posano, ma vivono!
In Italia non c’è un libro così e all’estero
nemmeno… io voglio pubblicare un libro che sia
l’espressione diretta delle emozioni delle
donne!! E sicuramente l’elevata capacità e
professionalità di Marco Pullia sono il mezzo
grafico che io cercavo! Per decidere di lavorare
questo che per me è un progetto straordinario,
ho provato io stessa a mettermi in gioco davanti
all’obiettivo di Marco e se vi va di leggere la
mia versione dell’esperienza, la trovate qui:
http://graziascanavini.style.it/201/marco-pullia-ph
E’ un progetto in cui stiamo investendo noi
stessi in toto, perché non è facile chiedere ad
una donna di mostrare se stessa nuda anche
dentro”: serve un coinvolgimento che va ben
oltre il posare e basta! E’ diventata quasi una
sfida la nostra: mostrare e far sentire a chi
avrà in mano questo libro il piacere vero delle
donne. Sono a dir poco entusiasta!
Vuoi mandare un saluto ai lettori di
LiberaEva?
Come no? Saluto tutti con un consiglio:
ascoltate i vostri sensi… possono guidarvi al
benessere pieno!! ;)
Grazie a LiberaEva e grazie a tutti i lettori!
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