LIBRI IN USCITA

 
 
 
 

Francesca Panzacchi
presenta
Francesco Vidotto
autore di
Siro

Un diario di pelle vecchio di oltre cinquant'anni con dentro una storia tutta scolorita, macchiata di vino, di sudore e di tante lacrime. Una storia dura come la pietra, terribile e dolce, tenuta segreta, celata nel silenzio della gente di paese, nascosta in un passato lontano riportato a galla per caso una mattina di febbraio del 2005.

Una storia d’amore e rassegnazione: la storia di Siro. Siro è un pastore con mani callose e scarpe grosse. Vive insieme ai suoi fratelli e alla madre una vita misera all’ombra delle Dolomiti, resa ancora più difficile da un padre alcolizzato e violento. Guarda con occhi lucidi i bambini che vanno a scuola e desidera più di ogni altra cosa imparare a leggere finché, un giorno di mezza estate, la maestra Roberta gli regala un abbecedario.

Siro studia lassù nei pascoli d’alta quota, in compagnia solamente del suo gregge e conosce mondi fantastici e lontani. Il cuore gli si gonfia di curiosità e lo spirito si raffina. I suoi occhi celesti e intelligenti, un giorno di mercato, incontrano quelli di Vera. Fra loro nasce un amore di una passione profonda e travolgente. Un amore sano, unico e impossibile a causa dell’ostilità violenta del padre di lei.

Siro si rassegna alla propria sorte, abbassa gli occhi, stringe forte i pugni e se ne va con le guance umide di lacrime senza immaginare quali feroci trame il destino avrebbe ordito su di lui. Ne verrà a conoscenza un po’ per volta, inghiottendo bocconi taglienti e amari fino a invecchiare e a guardare con stupore, dal tavolo di un’osteria, con un bicchiere di rosso stretto in mano, quale sorpresa la vita può ancora riservare. Dopo tante sconfitte e così tanto dolore, finalmente una goccia di miele, una goccia piccola, dolce e preziosa. Una goccia soltanto che vale una vita intera.

 

 
 
 

 

INTERVISTA

Francesco, come è nata l’idea che ha dato vita al romanzo?
Un pomeriggio ero in ufficio, fuori c'era un cielo blu di quelli che fan piegare gli alberi e io non avevo nessuna voglia di lavorare. Così ho scritto un racconto di un paio di pagine su di un pastore. Quel giorno non avrei potuto scrivere di altri perché l'aria era di cristallo e solamente in montagna, sugli alpeggi, è così. Per farla breve ho scritto questo pezzo e poi mi è venuto in mente di spedirlo a un editore ma non mi sono limitato a questo. Mi sono inventato di essere un certo Luigi, di aver per amico un vecchio pastore, e di aver trascritto un paio di facciate di un suo vecchio diario. Passano tre ore e l'editore mi chiama e mi dice che il pezzo è meraviglioso e che vuole pubblicare il diario intero. Io gli dico subito dello scherzetto ma lui si imbufalisce, non mi lascia parlare, me ne dice di cotte e di crude e riattacca. Passa una settimana e mi arriva una sua lettera: "voglio sfidarti sul tuo stesso terreno. Vuoi scrivere un libro su un pastore? Allora scrivilo e, se mi piace, ti porto in libreria." Qualche tempo dopo il romanzo era pronto. È nato così!

Descrivilo con tre aggettivi
1 – verde
2 – umano
3 – tosto

Chi è Siro?
Siro è la sconfitta, la disillusione, la rassegnazione, l'orgoglio, la purezza e la sana ingenuità. Siro è bello come le Dolomiti e al tempo stesso fragile proprio come loro. Pian piano si sgretola corroso da una vita severa però rimane rosa e regala un tramonto di quelli che quando li vedi persino la morte ti pare più dolce. Siro è la vita, che toglie e regala senza mai chiedere. Siro è la risposta alla domanda: "ma ne vale la pena??"

Come hai costruito il suo profilo psicologico?
Ci sono scrittori che costruiscono i personaggi. Non è il mio caso. A me capita l'opposto. È il personaggio che con prepotenza costruisce me. Mi mette dinnanzi a lati nascosti della mia persona. Terribili, o fragili o di miele.
Quando inizio a scrivere un libro certo traccio i contorni ma appena costruisco i piedi alla marionetta questa va dove vuole. Crea una sua propria personalità. Una sua dignità. Ci ho provato a far fare ai miei personaggi cose che volevo io. Non c'è stato mai verso. E io li rispetto perché sono convinto che, in fondo, lo scrittore debba rispettare i suoi personaggi e rispettarli significa lasciarli liberi di essere quello che sono.

 

 

Quali sono i punti di forza del romanzo?
L'unico punto di forza di questo romanzo è la sua profonda attualità. È legato a doppia mandata a una società regolata dal giudizio sull'altrui condizione. Credo che Siro aiuti a comprendere che dietro a ciascuno di noi c'è una storia e questa storia può essere davvero impegnativa e che forse, a volte, è meglio cercare di comprendere che solamente giudicare.

Quanto tempo hai impiegato per la stesura?
Ho impiegato circa tre mesi a scriverlo. Poi l'ho lasciato riposare per sei mesi, il tempo necessario per dimenticarmene, poi l'ho ripreso in mano accorciandolo di circa un terzo. Faccio sempre così! La prima stesura è troppo abbondante di parole. Butto giù come se i lettori non avessero la testa, mentre il libro è solo per metà di chi lo scrive. L'altra metà appartiene a chi legge.

A quali lettori si rivolge?
A tutti quei lettori che sanno leggere.

Quali tematiche affronta?
Affronta il tema dell'amore e quello della solitudine e quello del tradimento. Un tradimento di quelli intimi che bruciano per la vita. E poi, finalmente, affronta il tema del riscatto. Quel riscatto che restituisce dignità umana.


Quanta importanza attribuisci ai luoghi dove scegli di ambientare i tuoi romanzi?
Attribuisco a questi luoghi del Cadore un'importanza vitale. Tutti i miei libri sono ambientati qui. Io appartengo a questo mondo, a volte ostile, fatto di pericolo, di vertigine e di bellezza disarmante. Non c’è volta che raggiunga una cima e non senta l'esigenza di pregare e piangere. Credo che la montagna sia il tentativo del pianeta di avvicinarsi a Dio. Io sono di qui. Di questo posto dove il cielo e la terra si toccano appena. Sono gli unici luoghi che conosco e dei quali, quindi, mi sento legittimato a raccontare.

Ci sono elementi autobiografici nei tuoi scritti?
Certo! I romanzi che scrivo sono sempre autobiografici. Non parlo delle storie, quelle no, ma del sentire. Credo che un libro valga la pena di essere letto quando è scritto con onestà. Le emozioni di cui scrivo le ho vissute tutte. Goccia a goccia. Il libro è quello che rimane una volte che l'acqua del fiume si è ritirata. Quasi una cicatrice... o una strada da seguire.

Cosa ti piace leggere?
Leggo di Continuo. Credo più di cento libri l'anno. Leggo di tutto. Non saprei quello che mi potrebbe piacere o meno! So peró se mi è piaciuto un libro una volta finito. Ho un sito: www.francescovidotto.com dove ho messo una lista dei migliori libri che ho letto

A quali progetti ti stai dedicando attualmente?
Di questi tempi sto sciando molto. Freeride per lo più! Con la bella stagione riprenderò ad arrampicare. Ho in cantiere un paio di vie di quelle da matti che nemmeno vi racconto.
Ho iniziato un nuovo romanzo, quello sì!
Ma per lo più mi sto dedicando a cercare una Fata con le ali di farfalla. Mi vien meglio scrivere se mi capita di innamorarmi e, a dirla tutta, mi vien meglio anche vivere.

 

 

Francesco Vidotto nasce nel 1976 e questo è già molto. Vive per lo più in Cadore, a Tai, tra le Dolomiti. Nel taschino preferisce avere un paio d’ore libere che il portafogli gonfio. Ha pubblicato: Il selvaggio (Carabba 2005) e Il signore delle cime (Carabba 2007).

 

 

 
 
 
 

Titolo: SIRO
Autore: Francesco Vidotto
MINERVA EDIZIONI www.minervaedizioni.com
Anno: 2011
ISBN 978-88-7381-368-2
www.francescovidotto.com
per contattare l’autore: dimmi@francescovidotto.com 

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