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LE FOTO DELLA SCRITTRICE

 

 
 
 
 
 

Annamaria Lakme P.

AUTRICE DI

Tradire l'Eroina con l'amore

 
 
 
 

Cambiavo una ragazza ogni sera, mi eccitava vederle ansimare, avere un’espressione quasi di sofferenza mentre godevano, sapere esattamente dove toc­carle e sentirle bagnare, lasciando le mie mani e la bocca inzuppate del loro piacere

 
 
   
 
 

Smisi di bere quando iniziai a scolarmi boccette di Valium.

 Nei locali non ci andavo più: mi addormentavo prima, a casa, e rimanevo a scrivere di visioni e percezioni per tutta la notte.

 Neanche il Valium riuscì a curare la mia insonnia.

 
 
 

 

 
 
 

Mi ero messa un abito molto bello, perché, se dovevo morire, volevo essere bella.

Iniziammo a fare un giro in macchina, in zone terribili della metropoli, dove anche la polizia non s’azzardava a farsi vedere troppo; lui diceva che era necessario, così non ci avrebbe fermato nessuno, mentre la prendevamo. Non sapevo nulla di queste cose, non avevo mai usato droghe.

Avevo paura.

 
 
        
 
 

A. fece scivolare dell’alluminio sopra al coperchio di una musicassetta. Nella mia mente, associai il momento alla preparazione della Comunione in Chiesa.

La roba era dentro, quasi bianca, quasi pura… come me.   
Presi una banconota, l’arrotolai per tirarne un po’e il rito fu presto concluso.

Ero ancora viva, ma la vita era diventata un sogno!

 
 
   
 
 

Mi sentii in un limbo onirico, ovattato, il silenzio era assordante e, per la prima volta, provai gioia.

     Ancora non mi rendevo conto di quello che avevo fatto.

Un gesto di pochi minuti, avrebbe condizionato la mia esistenza per molti anni e  avrei rimpianto di non essere morta quella sera.

    Sorridevo… felice per nulla. Avevo trovato la mia fede.

 
 
   
 
 

Avevo trovato l’amore.     
Non era che una  visione, un’allucinazione.

 Era il canto della Madonna Nera, la dolce Signora che veglia su coloro che possono udirla perché vive tra loro.

 Il canto della trasgressione. Tutti possono udire il suo canto magico, ma il più delle volte, chi lo sente, si vergogna; si vergogna di sé.

 
 

Annamaria Lakme P. su LiberaEva

 
 
 
 
 

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