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Carlo, come è nata l’idea che ha dato vita al
romanzo?
Da una
mia innata passione per la storia delle religioni e
da un personaggio che mi ha sempre incuriosito:
Maria Maddalena. Ancora oggi questa donna
straordinaria e misteriosa non viene ricordata come
merita. Tanti pensano che sia stata la prostituta
liberata da nove demoni da Gesù, invece Maria
Maddalena (quella dichiarata Santa e che viene
ricordata il 22 luglio) era una nobile, precisamente
la cugina di Lazzaro, colui che venne restituito
alla vita dopo la morte per mezzo di un miracolo
compiuto da Gesù. Maria Maddalena era una donna
forte, estremamente intelligente e sapeva leggere e
scrivere, cosa rarissima a quel tempo. È stata anche
l’unica testimone della resurrezione di Cristo e,
nonostante questo, la Chiesa non l’ha mai sostenuta
per il merito che le spetta. Sono certo che questa
incoerenza della Chiesa è determinata dai molti
segnali storici che portano a dire che Ella sia
stata la compagna legittima di Gesù. Questo fatto,
secondo alcuni religiosi, farebbe di Cristo un uomo
e non un soggetto divino, come si vuole che sia
senza ombra di dubbio. Per cui la Chiesa evita di
parlarne, senza sconfessare né confermare, relegando
Maria Maddalena a una delle tante Sante del
calendario. Questa incoerenza, condita al mio amore
per l’Egitto, mi ha ispirato a tal punto che ho
voluto rendere omaggio alla donna più importante
della cristianità che verrebbe, se vi fosse coerenza
della storia, subito dopo la Madonna.
2 Descrivilo con tre aggettivi
Adrenalinico, intrigante, coinvolgente. Aggiungo un
quarto: riflessivo.
3 Chi è Tommaso Santini?
Tommaso Santini è a capo di un’organizzazione
segreta dello Stato Vaticano: il Sanctum Consiliùm
Solutionum (Santo Consiglio delle Soluzioni) che ha
il compito di custodire e proteggere i segreti più
reconditi della Chiesa. Lui è il Risolutore, la sua
qualifica è Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri
di San Silvestro e della Milizia Aurata, ordine
militare (e cavalleresco) della Santa Sede
effettivamente esistente. La nomina a cavaliere
dell’ordine avviene con decisione “Motu Proprio” del
Papa e ne fanno parte solo pochi soggetti che si
siano distinti per aver difeso gloriosamente le
fondamenta della Chiesa. Tommaso Santini è un prete
senza che sia obbligato all’esercizio del ministero,
pur mantenendo tutte le caratteristiche
ecclesiastiche a questi deputato. È un uomo d’armi,
un combattente, perfettamente addestrato come gli
altri consiglieri dell’SCS, per garantire la massima
efficienza e professionalità degna dei migliori
servizi segreti e di anti spionaggio, come per
qualsiasi altro Stato evoluto. Figura che conta su
poteri forti e inusuali, proprio per tutelare la
riservatezza del suo operato. Ha gli occhi di
ghiaccio che incutono timore reverenziale, è dotato
di una struttura fisica esagerata, la sua enorme
forza è pari alla sua intelligenza e cultura. È uomo
di Fede, dal carattere forte e autoritario ma,
sovente, non disdegna di esprimere umiltà e
sofferenza, per questo si affida a una guida
spirituale, che è il suo Maestro e mentore: Fra
Pasquale, un frate benedettino di oltre 110 anni che
fu, lui stesso, un Risolutore d’altri tempi.
Insomma, Tommaso Santini è un idealista, oltre che
un moderno uomo d’azione.
4 Come hai costruito il suo
profilo psicologico?
Molto semplicemente ho pensato al mio carattere,
alla mia essenza e a come vorrei essere, anche
fisicamente parlando. Io e Tommaso Santini siamo la
stessa persona, solo che lui è molto più
affascinante e svolge un lavoro differente dal mio.
Però ho avuto trascorsi in gioventù che potrebbero
far coincidere, magari non allo stesso livello,
identico fattore ideologico e gusto per l’azione e
il combattimento. Da questo fatto mi è bastato
ampliare le caratteristiche fisiche e caratteriali.
Mentre un’altra parte del mio carattere, veemente e
talvolta aggressivo, l’ho affidato alla magistrata
Sonia Casoni, altro personaggio chiave della storia.
5 Quali sono i punti di forza
del romanzo?
Vorrei citare un commento di un collega scrittore
che ha espresso il concetto molto chiaramente: “La
storia è molto ben costruita dal punto di vista
narrativo. L’intensità drammatica è notevole; non vi
sono momenti di quiete troppo prolungati: il lettore
rimane sulla corda, dall’inizio alla fine,
incuriosito dagli eventi. Sia la figura del
Risolutore sia quella della Casoni sono ottimamente
strutturate e ben caratterizzate. Pur raccontando
una storia inventata, gli hai dato dei caratteri di
verosimiglianza che la rendono “credibile” in ogni
momento. Per farla breve, sei imbattibile a creare
suspense, a imbastire un intreccio e a dosarne
correttamente il senso del drammatico per
raggiungere l’apice della tempesta e far ritrovare,
poi, al momento giusto, la meritata bonaccia.” Senza
falsa modestia, credo di essere sufficientemente
bravo per garantire ai personaggi una veridicità
assoluta perché mi sono ispirato a persone che
conosco. Ogni mio personaggio appartiene a delle
persone a me care oppure ad altre che non sopporto,
queste ultime sono sempre coloro che fanno parte dei
“cattivi”, per questo riesco a differenziare
chiaramente le singole caratteristiche di ognuno. I
punti di forza sono che, da subito, si entra nel
“media res” in un crescendo di adrenalina, colpi di
scena e descrizioni dettagliate degli ambienti in
cui si muovono i personaggi ai quali affido dialoghi
curati nei minimi particolari. I personaggi del
libro diventano reali, compagni e amici del lettore
che si affeziona loro quasi subito. Di contro, i
nemici sono così antipatici che il lettore arriva a
giustificare le azioni dei protagonisti pur essendo,
molte delle volte, assai estreme. L’altro punto di
forza sono gli ambienti e la storia documentata,
infatti, racconto un dato storico, legato alla Maria
Maddalena che ho studiato in modo approfondito come
conosco bene gli ambienti e i territori indicati
della narrazione al punto di poterli descrivere con
assoluta precisione e dovizia di particolari
trasmettendo al lettore il fascino e l’interesse che
hanno creato in me. Per questo sono convinto che il
lettore viene catapultato immediatamente nella
storia, nell’ambientazione in cui si svolge il
racconto, apprezzando ogni singola e diversa
caratteristica dei personaggi.
6 Quanto tempo hai impiegato per
la stesura?
La stesura de Il quinto Vangelo mi ha impegnato come
fosse un parto: nove mesi. Periodo in cui,
praticamente, ho quasi fatto solo quello perché la
storia mi aveva convinto, coinvolto e appassionato a
tal punto che non riuscivo più a smettere di
scrivere. Dalla stesura iniziale alla successiva
fase di editing si sono perse oltre 100 pagine, il
manoscritto originale ne contava quasi 700, poi
molte cose sono state tagliate perché appesantivano
il testo. Direi che è stato quasi un parto
gemellare, visto che, mentre scrivevo Il quinto
Vangelo curavo, nel contempo, anche la stesura del
sequel La Bibbia Oscura che ha visto la luce quattro
mesi dopo.
7 A quali lettori si rivolge?
Posso dire, senza paura di essere smentito, che Il
quinto Vangelo lo possono leggere tutti, anche i più
giovani, anche coloro a cui non piacciono i thriller
perché, a parte l’argomento che intriga già di per
sé, il romanzo contiene gli ingredienti giusti per
chiunque: azione, cultura, adrenalina, colpi di
scena, momenti di riflessione teologica e spirituale
e, perché no, anche un pizzico di aspetto
fantastico. A quanto mi riferiscono, alle donne
piace in modo particolare, credo perché tratto un
argomento a loro congeniale: l’ingiustizia della
Chiesa maschilista nei confronti delle donne,
escludendole dalla vita attiva della Chiesa, per
esempio attraverso la preclusione al sacerdozio. E
poi c’è la Casoni, la magistrata di ferro, che non è
da meno del Risolutore, che ha forza e carattere da
vendere e una storia d’amore che nasce in modo molto
particolare e non certo stereotipata.
8 Quali tematiche affronta?
Ne Il quinto Vangelo tratto temi teologici legati a
più religioni. Quelli che molti chiamano “misteri”
io li chiamo “incoerenze” storiche, non tanto perché
i fatti sono poco conosciuti, bensì perché sono
stati artatamente celati. Il Vangelo di Maria
Maddalena si dice sia andato perduto (e quindi non è
sconfessato), ma esistono delle chiare testimonianze
documentate del suo contenuto, seppur contraddetto
da molti studiosi. Perché non analizzarle e farle
conoscere? Io penso perché dicono tutt’altro di
quello che ci è stato dato modo di sapere, dicono
una verità diversa dall’ufficialità religiosa,
quindi, possono ingenerare “confusione”. È notorio
che la Chiesa domina la mente e la conoscenza
dell’intero genere Umano, altrimenti non
sopravvivrebbe da duemila anni. Nel libro analizzo e
riporto testualmente i comandamenti tradotti
dall’originale in ebraico che ne citano otto anziché
dieci, tratto il tema della resurrezione così come
viene confessata dal buddismo, cito le regole
monastiche greco-ortodosse, mussulmane o induiste
mischiandole alla narrazione di fantasia, dove
l’abilità narrante difficilmente fa comprendere al
lettore dove finisce la verità e quando inizia la
finzione. Su alcuni dati cito, con note a piè di
pagina, dove ho scovato le informazioni, come una
sorta di avvertimento che, quei precisi passaggi,
non sono certo di fantasia bensì oggetto di
approfondito studio. Il mio obiettivo non è quello
di sancire la verità, bensì di porre in essere una
mia personale riflessione su certe tematiche che non
solo sono coperte da assoluto mistero, ma anche
perfettamente sconosciute ai più.
9 Quanta importanza attribuisci
ai luoghi dove scegli di ambientare i tuoi romanzi?
Ogni scrittore sa perfettamente che, quando scrive
con il cuore, riesce a trasmettere il “calore” di
quello che ha scritto. I fantastici luoghi ove ho
ambientato il romanzo sono i Colli Euganei, la Città
del Vaticano, il Sinai in Egitto, la Cattedrale di
Aquisgrana in Germania e Montecarlo. Tutti luoghi
che ben conosco e che amo, in modo particolare
l’Egitto e i miei Colli Euganei. I cerimoniali
tenuti dai personaggi all’interno del Vaticano sono
quelli effettivamente reali e adottati da ogni
persona fortunata che varca quei confini e si trova
al cospetto dei Principi della Chiesa o addirittura
al Papa. Io ho avuto la fortuna di frequentare, in
passato, quei luoghi e quelle personalità e, per
farlo, è passaggio obbligato il doversi rapportare
in modo cerimonioso rigido e inflessibile. Amo ogni
luogo descritto nel mio romanzo e, spero, di
riuscire a farli apprezzare anche al lettore.
10 Ci sono elementi
autobiografici nei tuoi scritti?
Come ho già detto, i personaggi principali hanno
molte delle mie caratteristiche caratteriali e, per
questo, si potrebbe dire che siamo di fronte a una
sorta di autobiografia. Ma c’è un altro aspetto,
assolutamente autobiografico, che voglio
sottolineare. Scrivendo Il quinto Vangelo sono stato
assorto nella sua storia per mesi, anche facendo
altro avevo sempre in mente come proseguirla e,
talvolta, mollavo tutto per scrivere ancora. Ho
scritto anche per 32 ore filate. Io non me ne sono
accorto subito, ma quello che ho scritto è anche un
mio percorso spirituale interiore, una ricerca di me
stesso, in quello che credo o come vorrei crederci.
Questo aspetto me la ha fatto notare e comprendere
il mio amico di sempre dopo che ha letto il libro
nella sua stesura finale. Lui mi conosce bene e mi
ha dato spunti di riflessione seria e approfondita.
Tommaso Santini, nella vicenda narrata, viene a
conoscenza di cose e fatti che lo portano a dubitare
di alcune certezze da sempre professate. Queste
informazioni mettono a dura prova la sua Fede in
quanto viene a conoscenza di nuove verità, nuove
prospettive, nuovi orizzonti teologici. Alla fine
Santini apre la sua mente a esse e chiede al Papa
che siano messe a disposizione dello scibile umano.
Tommaso Santini viene mosso da un “regista” esterno,
fuori dal romanzo sono io che conduco il
protagonista a cercare, per mio conto, la mia Fede.
E mi piace pensare che sia esattamente come l’ho
trovata e, a seguire, come l’ho descritta nel libro.
11 Cosa ti piace leggere?
Praticamente leggo molto e di tutto, però prediligo
i thriller, soprattutto quelli storici. Mi piace
entrare nella tensione della storia adrenalinica,
d’azione, i colpi di scena. I miei scrittori
preferiti sono, tra molti altri, Matilde Asensi (la
mia preferita in assoluto), Julia Navarro, Tom Knox,
Lee Child, Steve Barry, Jeffery Deaver, Clive
Cussler, Marco Butticchi, solo per citarne alcuni.
Non cito Dan Brown in quanto “Il Giornale di Ragusa”
ha scritto che Il quinto Vangelo e La Bibbia Oscura
sono “…la risposta italiana al Codice Da Vinci”
(http://www.ilgiornalediragusa.it/component/content/article/27091.html),
quindi sarei incoerente e indelicato a citarlo.
Infine, non mi piacciono i fantasy e i romanzi rosa
mentre leggo volentieri romanzi per ragazzi.
12 A quali progetti ti stai
dedicando attualmente?
Ho tre libri in cantiere: un sequel de Il quinto
Vangelo e La Bibbia Oscura dal titolo L’Arca
dell’Alleanza. Come mia consuetudine baso la storia
su fatti documentati e spero di fornire alcune
informazioni e riflessioni ulteriori su questo
misterioso oggetto, il più importante per la
Cristianità e sempre qualche buon e sano
divertimento adrenalinico. In contemporanea sono
intento a scrivere Ordine annullato, un romanzo che
è adrenalina allo stato puro. Un genere diverso dal
Thriller storico, ma sempre di thriller si tratta.
Narro di un agente segreto italiano, Massimo Serami,
a cui è stato ordinato di eliminare un potente capo
mafia prima che possa fare cartello con altre mafie
nel mondo. L’ordine è irreversibile, ma verrà
misteriosamente annullato. L’agente non vuole
saperne di mollare, pensa che la stessa agenzia sia
corrotta e prosegue nel suo compito. L’agenzia si
vedrà costretta a sguinzagliare gli uomini migliori
per fermarlo. Ma Serani sarà un osso duro, l’epilogo
sarà tutt’altro che scontato. Il terzo è Bastardi si
diventa, un saggio tragicomico che vuole suggerire
come diventare dei veri bastardi e che uscirà a
ottobre 2011. Con questo “saggio” mi discosto
completamente dal mio genere classico, per cui mi
dissocio dal condividere il suo contenuto (rido).
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