Fa sempre
uno strano effetto uscire a mezzogiorno e passeggiare lungo il
sentiero che curva giù in fondo, tra i lamponi maturi e le
more nere, lungo le chiome dei pini storti, dove il cielo è
cielo vero ed il sole ci fa l'amore. Fa sempre uno strano
effetto tornare in questi posti, e ci torno ogni volta per
iniziare una storia, per trovare lo spunto dove di notte
m'immergo, con il lago che culla e l'acqua feconda la parte di
me che fertile scrive. Perché io sono uno scrittore e lo faccio
di notte lasciando al giorno questi silenzi, queste pause e
punti prima d'ogni parola. Non potrei trovare altrove questa
ispirazione. Già Altrove, come quella ragazza che ho notato per
la prima volta stamattina. Sarà una nuova ospite, non l'ho mai
vista prima, mai quegli occhi che dicono di essere altrove, mai
quel viso, quelle mani che sanno di non essere dove sono
sempre state, ma altrove, dentro un sogno, dentro un desiderio.
Indossava un vestito a fiori, troppo leggero per questa
stagione. Ho visto che mi ha notato quando facevo colazione.
Avevo gli occhiali scuri e pensavo al mio romanzo, già Altrove.
L'ho fissata più volte, aveva tutta l'aria di chi nasconde un
segreto...
Sono
rientrata presto stasera, forse il mio vestito è troppo leggero,
ma amo sentire il freddo che mi pizzica la pelle. Mi sento
libera. Per la prima volta non ho paura di abbracciare la vita.
Mi abbandono sul divano di velluto blu scuro della piccola hall
e fisso il tramonto attraverso la vetrata. Avrei voglia di
fotografarlo ma ho dimenticato la macchina fotografica a casa.
Non tornerò a prenderla. Socchiudo gli occhi. E' come se il
tempo si fosse fermato. Avverto una presenza alle mie
spalle. Un uomo immobile, nella penombra. Si accorge che lo
guardo, ma non si muove. Lo saluto con un cenno del capo, lui
ricambia e si avvicina. Sorride e mi dice "Vorrei che leggesse
questo..." Mi porge un libro con la copertina rossa, per
un attimo le nostre mani si sfiorano. Un piccolo brivido, quasi
impercettibile. Mi lascia il libro e si allontana verso le
scale. Che tipo strano...spero che rimanga qui ancora per
qualche giorno...
So solo che
il giorno finisce di sera e la sera è penombra, scontorni di
ombre, e lascia alla notte quei fantasmi di sempre che diventano
righe, virgole e punti, parole concrete che prendono forma. Sono
rientrato alle sette e l’ho vista che guardava il tramonto,
seduta sul divano con i capelli raccolti. Ha accennato un
sorriso ed io non ho resistito a regalarle il mio libro. L’ho
vista sorpresa, ma non ha detto nulla. E’ bastato sfiorarci le
dita per sentire il suo piccolo brivido correre in superficie
sopra la pelle. Lei ha ritirato immediatamente la mano, è
stato un attimo, ma io ho avvertito quel piccolo tremito che
prova chi solo sa di essere altrove… So che è sposata, che
ha lasciato una casa che immagino ordinata, un gatto
raggomitolato sul letto, cinque righe ad un uomo per essere
altrove. Già, un uomo, perché c’è sempre un uomo quando si sogna
d’essere altrove, un uomo lasciato ed un altro che aspetta, che
lei non conosce ma sta scrivendo la storia, proprio nel posto
dove sognava di essere altrove. Ci siamo guardati di
nuovo, fissi negli occhi, credo di aver visto nitido un tramonto
cadere. Ora vado a scrivere il romanzo che lei sta
leggendo…
Apro il
libro a metà e comincio a leggere. Leggo avidamente di sogni e
pensieri che assomigliano ai miei. Leggo ancora, non posso
smettere. Mi lascio attraversare da quelle parole perché so che
mi appartengono. Mi disegnano di nuovo, mi danno un’altra
identità. So che ho bisogno di leggere il libro per rinascere.
Voglio essere una persona diversa da quella che ero. Voglio
un’anima nuova, che sappia inseguire la
Bellezza senza paura.
Nel buio
della mia stanza mi chiedo se è lei che legge o io che scrivo,
perché non potrei scrivere se lei non leggesse, e non so qual è
il confine tra chi scrive e chi legge, chi le righe bianche, chi
le righe nere. Perché un libro è fatto di silenzi, come le mie
passeggiate lungo la riva del lago, e quelli non li scrivo, ma
so che lei li sta leggendo, sopra quel divano nella piccola
hall.
ALTROVE
CAPITOLO
PRIMO
La mia
vita è cambiata, per sempre. Ho lasciato mio marito con un
biglietto di cinque righe. So che non me ne pentirò. Non
dipenderò mai più da nessuno. Quando vivevo con lui volevo
essere altrove. Un giorno ho deciso ed ho riempito la mia
samsonite azzurra in meno di mezz'ora. Adesso sono altrove….