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Le 15. Adesso mi
chiama. Aveva detto alle 14, ma sicuramente ha avuto da fare. Può
succedere a volte.
Attraverso
nervosamente il salotto disegnando percorsi immaginari. Mi siedo e
fisso il telefono. Mi alzo di scatto e ricomincio a vagare. Magari è
appoggiato male, ora controllo. No, tutto a posto. Allora sarà
successo un imprevisto, si sa che gli imprevisti sono sempre in
agguato. Adesso mi chiama.
Devo decorare una
torta che ho fatto per lui, ma preferisco aspettare per non essere
interrotta, perché tra poco chiama, squillerà il telefono, io dovrò
rispondere e non voglio avere le mani sporche di glassa. Sì, meglio
aspettare. Non riesco ad essere tranquilla, mi siedo e poi mi rialzo,
altra passeggiatina lungo il perimetro del salotto, con l’orecchio
teso e lo sguardo buttato nel vuoto. Immagino già la sua voce,
assaporo l’attesa. Adesso mi chiama. Lui non è certo tipo da
dimenticarsi, sa quanto io ci tenga. In passato qualche volta è
successo, ma poi mi ha giurato che non si sarebbe mai più dimenticato.
Già i contrattempi sono sempre in agguato. Fisso il telefono e fisso
la torta. A dire il vero io detesto le torte al cioccolato. Lui invece
le adora. Dio che bello vederlo quando addenta una fetta di torta. E’
così tenero, così cucciolo e bimbo…. Sì, sì, adesso mi chiama.
Rido. A malapena so
cucinare due uova al tegamino, ma ho imparato a fare la glassa al
cioccolato meglio di un pasticcere. L’ho fatto per lui. Mi sono
esercitata per ore e ore. Mi esercito continuamente, mentre lui non
c’è. Mi esercito anche adesso che ormai mi viene perfetta. Adesso mi
chiama e glielo dico. Gli dico che ho fatto la torta e lui sarà
contento quanto me. Lui sa che passo tutti i giorni a fare torte. E’
un modo per pensarlo, un modo per sentirlo accanto. Come quando mi
chiama, sì sì adesso mi chiama.
Dovrei scendere a
prendere la posta, ma il telefono potrebbe squillare in quei cinque
minuti che impiego per raggiungere la cassetta e poi risalire. Se
faccio in fretta magari ci impiego di meno. Ma se poi incontro
qualcuno? Magari la vicina di casa sempre in agguato. Non posso non
fermarmi. E' così carina con me! E se poi lui chiama? Se squilla il
telefono e non mi trova? No, no, non è proprio il caso.
Non voglio
spazientirlo, non voglio deluderlo. So che sta fremendo, sarà agitato
quanto me, ma sono sicura che troverà il momento, perché adesso mi
chiama. Mi chiama e gli dico che ho fatto la torta. Al cioccolato
certo!
Spalanco la finestra
e mi affaccio. Sta per piovere. Chissà se avrà preso l’ombrello… Gli
bastano due gocce di pioggia per raffreddarsi. Tra poco glielo
chiederò… perché adesso mi chiama e mi chiederà della torta, se è
venuta bene, se è fragrante e dolcissima. “Come te del resto…” Mi dirà
sottovoce. “Come me del resto.” Annuirò senza dire, perché non voglio
perdere neanche il minimo respiro. L’ascolterò in silenzio. Dio che
bello sentirlo, sento un brivido lungo la schiena, devo solo aspettare
qualche secondo perché adesso lui chiama.
Senza chiudere la
finestra vado in cucina. Mescolo lentamente la glassa, consistenza
perfetta. Sono felice. Tanto. Adesso mi chiama.
(FINE)
Autore

Francesca Panzacchi
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