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FRANCESCA PANZACCHI
Lo scambio
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Io e Diego, il mio fidanzato, ci siamo messi insieme quasi per caso, una
sera che entrambi avevamo bevuto troppo.
Non ho ricordi nitidi di quella prima notte insieme.
La nostra sembrava proprio una storia destinata a non durare, invece così
non è stato.
La scarsa affinità caratteriale è sempre stata ampiamente compensata da
un'eccellente intesa erotica. Così, contro ogni aspettativa iniziale la
nostra relazione è andata avanti, settimana dopo settimana.
Avevamo cominciato a uscire con altre coppie, ufficializzando così il
nostro rapporto, ma ogni tanto ci piaceva andare a cena e poi al cinema da
soli.
Ed eravamo solo noi due quando, un venerdì sera di qualche tempo fa,
incontrammo Chiara e Fabio nell'atrio di un multisala di periferia.
Conoscevo Chiara dai tempi del liceo, ma non la vedevo da diversi anni e
trovarla lì per caso fu inaspettato e piacevole.
Era sempre molto bella, truccata in modo leggero e fasciata in un elegante
vestito di velluto viola. Aveva schiarito i capelli, passando da un
castano chiaro a un delicato biondo scuro che ben si sposava col verde
scuro degli occhi.
Fabio invece non l'avevo mai visto, ma era decisamente il tipo d'uomo che
Chiara amava portarsi a letto: alto, bruno, con profondi occhi scuri e
spalle ben scolpite.
Mi colpì subito, anche se per ovvie ragioni tentai in ogni modo di
dissimulare la mia ammirazione. Anche la mia bella amica sembrava non
disdegnare l'avvenenza del mio fidanzato ma, al contrario di me, pareva
preoccuparsi ben poco di nascondere questo suo evidente interesse.
Ci sedemmo tutti e quattro vicini, io e Fabio ci ritrovammo al centro,
l'uno accanto all'altra, con i nostri rispettivi partners seduti ai lati.
Prestai ben poca attenzione al film di quella sera, come del resto a ogni
altro film che andammo a vedere successivamente tutti e quattro insieme.
Ogni scena era un pretesto per sussurrarsi piccole provocazioni
all'orecchio, accostando labbra e respiri, indugiando poi nel buio e nel
silenzio, complici della nostra furtiva intesa.
Sentivo una forte attrazione crescere in me ogni volta che lui mi sfiorava
le ginocchia con le nocche, in una danza lenta e ritmica alla quale non mi
era possibile rimanere insensibile. Il mio cuore batteva all'impazzata
combattuta com’ero tra il lasciarmi andare e la consapevolezza di quelle
che sarebbero state le conseguenze.
Dal canto loro Chiara e Diego, incredibilmente, parevano non essersi
accorti di nulla.
Fu solo verso la fine del film che lei mi guardò trafiggendomi con lo
sguardo. Compresi la sua rabbia e immaginai la sua reazione di lì a poco.
Ma avevo immaginato male.
Quando uscimmo a respirare la fitta nebbia di Novembre lei mi si avvicinò
e, quasi abbracciandomi, mi disse:
"Mia cara Giulia, vedo che ti piace giocare, ma non puoi farlo a modo tuo.
Se decidiamo di giocare, giochiamo tutti, questa è la condizione".
La sua affermazione, che lasciava ben poco spazio all'interpretazione, mi
stupì non poco.
"E tu che ne pensi Diego?" - chiese a bruciapelo al mio fidanzato - "A te
piace giocare?"
Diego guardò alternativamente prima me, poi lei, e poi di nuovo me senza
rispondere.
Fu allora che Chiara gli prese il volto fra le mani con la sicurezza che
l'aveva sempre contraddistinta e cominciò a leccargli le labbra con
lentezza disarmante fin quando lui cedette e, sotto i miei occhi
increduli, si abbandonò a un bacio lungo e lascivo.
Fabio non parve scandalizzarsi troppo e sorrise scuotendo leggermente la
testa.
Pensai che probabilmente quella non doveva essere la prima volta che lei
si comportava in quel modo.
La cosa strana invece fu quello che provai io... né indignazione, né
imbarazzo. Solo stupore misto a eccitazione. Non riuscivo a staccare gli
occhi da quella scena della quale anche io e lui eravamo stati resi
partecipi.
Soltanto quando sentii le mani fredde di Fabio infilarsi avide dentro al
mio cappotto saggiando lentamente le mie curve, il mio sguardo si staccò
per un attimo da loro, concentrandosi sugli occhi di lui, traboccanti di
desiderio.
Mi appoggiò con forza alla portiera dell'auto spalancandomi le gambe e
avvolgendosi a me con una passione che mi lasciò quasi stordita. Ripresi a
guardare Chiara e Diego, che a loro volta non staccavano il loro sguardo
malizioso da noi. Lui si abbassò i pantaloni, lei inarcò la schiena
gemendo di piacere. La mia eccitazione crebbe ancora, fino a divenire
incontrollabile. Il nostro piacere e il loro divennero indistinguibili. Il
desiderio represso poco tempo prima durante la proiezione del film sfociò
in un orgasmo impetuoso e quasi sincrono.
La complicità che si creò quella sera fra noi non è mai più venuta meno.
Da allora continuiamo a condividere tutto: vacanze insieme, progetti,
fantasie e molte piacevoli serate all'insegna di una trasgressione
profonda e complice.
FINE
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