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Buonagiorno Utopia, siamo qui per parlare del tuo lavoro
Venus.. la prima domanda che ho da farti è: non ti hanno
insegnato a scuola che certi geni sono intoccabili?
(sorride) Una delle direzioni di Venus è sicuramente
quella della "demistificazione" dell'intoccabilità..
poter intaccare un'opera d'arte nel 2011 è possibile: si
può fare. Il concetto di "genio intoccabile" credo sia
crollato nel momento in cui Duchamp, decenni fa, ha
fatto crescere i baffi ad una bellezza universalmente
nota. Utilizzare un metodo algido come un software di
photoediting per sgretolare le icone, i miti, quelle
immagini all'apparenza inattaccabili dell'inconscio
collettivo, è tanto fantastico quanto tragico.. dipende
dal punto di vista. "Giusto" e "sbagliato", per me, sono
concetti riduttivi.. come tutti i metri di misura.
Comunque, quello che ho fatto, porta ad un'altra
domanda: quale sarà la percezione di se stessi, e quindi
degli altri, tra altri due secoli?
"L'operazione chirurgica" è stata più dolorosa per le
dieci Venere o per te ?
Se vuoi la verità allora bisogna fare un passo indietro:
guardando le tendenze contemporanee nell'arte, sono
sempre stata titubante di fronte a certi collages
fotografici, certi rattoppi di opere storiche e quasi la
maggior parte dei riadattamenti di dipinti famosi. Ciò
che faccio, normalmente, è molto distante dal "pop",
produco opere (soprattutto poetiche ma anche video)
cifrate ed ermetiche; al punto che è quasi impossibile
comprendere le mie poesie senza avere un dizionario a
portata di mano. Lo faccio spontaneamente, ho una
formazione scientifica e filosofica e il lessico che
utilizzo nel comporre i miei versi fa parte del mio
immaginario. La genesi di Venus è stata abbastanza
turbolenta, ho dovuto fare i conti con il mio cervello e
con la consapevolezza che, forse, non si può chiamare
"arte" l'utilizzo del metodo algido di cui ti ho parlato
prima.
Poi, però, pensandoci attentamente e ascoltando le
reazioni di amici a cui ho fatto vedere la serie in
anteprima, mi sono resa conto che Venus offre molti
spunti argomentativi.. e il dibattito, più che il
messaggio, è ciò che mi interessa.
 
Ti
sei accorta di aver paragonato l'arte visiva con la
poesia? Come mai?
Hai ragione. L'ho fatto in quanto credo che il confine
tra le arti sia inesistente: è differente solo lo
strumento espressivo che si sceglie di utilizzare.
Torniamo a Venus, mi racconti come hai avuto l'idea?
Tanto tempo fa, in un regno molto molto lontano..
(sorride) Ritoccavo fotografie di uno shooting
realizzato per il book di un amico. Normalmente poso per
fotografie ma, all'oscuro quasi di chiunque, passo
occasionalmente anche dall'altra parte dell'obiettivo e
la postproduzione, per me, è una vera passione. Mentre
giocavo con timbro clone e pennello correttivo
riflettevo, come sempre, sulla nostra società, i social
network e l'urgenza di essere.
Essere accettati, essere (il) presente, trasformare
l'apparenza in essere. Insomma tutte quelle dinamiche
proprie dell'evoluzione dell'uomo, la naturale
conseguenza di ciò che è stato in passato.
Ho cominciato a ragionare su alcune frasi del libro
"L'occhio e lo Spirito" di Merleau-Ponty e sono
affiorati nella memoria alcuni testi di filosofia
dell'immagine...
Puoi immaginare come è finita: tutti vissero felici e
contenti!
 
Guardando con un occhio le tue Veneri riadattate e con
l'altro la nostra società: nasce spontanea la
riflessione sull'anoressia, che cosa ne pensi?
Ecco, hai fatto centro in uno dei bersagli. Una delle
prime critiche è stata quella di un mio contatto di
facebook, mi ha detto: "per me non funziona, avresti
dovuto scarnificarle".
Io mi sono chiesta " E perchè?". Certo, scarnificando le
dieci Venere avrei configurato tutto il lavoro
nell'ottica di una una critica su un argomento attuale e
delicato che sicuramente avrebbe potuto far parlare di
più.. ma non sono convinta che la via migliore per
analizzare le "malattie" (nel senso di alterazioni
degenerative che mettono a rischio la vita) sia quella
di palesarle in maniera diretta, eccessiva, forzata e
violenta. Preferisco che questo tipo di osservazioni si
sviluppino spontaneamente, così come sta succedendo.
Quindi hai volutamente evitato di calcare la mano nella
postproduzione?
Esatto. E' un mondo di affamati! L'esagerare, quel modus
operandi necessario per sfamare la nostra società, non
mi ha mai regalato grande entusiasmo.. stordisce il
fruitore e ne cattura l'attenzione in un primo momento,
ma il risultato è un circolo vizioso di
desensibilizzazione che trascina, a mio avviso, verso l'atrofizzazione
emotiva. Non volevo sviluppare Venus in maniera tale da
lasciare a chi guarda una sensazione di sazietà fine a
se stessa (quell'attivazione dei neuroni a specchio
dell'"avrei fatto lo stesso"), ho scelto quindi un
approccio più soft.
Ho
letto che a luglio esporrai presso il CeRiDo di Gorizia,
hai già deciso su quale supporto svilupperai Venus?
Vorrei utilizzare un proiettore e lasciar vivere Venus
nello spazio virtuale. Ho previsto, comunque, anche
delle stampe di grandi dimensioni su gutbond.
 
So
che sei attiva in diversi campi, a quali progetti stai
lavorando attualmente ?
Prima di tutto, è appena uscita la mia raccolta poetica
WYSIWIG (What you see is what i got): piuttosto che
districarmi nel dedalo delle case editrici, ho scelto il
publish on demand di lulu.com.
La mostra Thanateros, in collaborazione con Luca
Catellani, per la quale ho scritto alcune rapsodie,
procede a gonfie vele. Attualmente 5 tavole sono esposte
presso lo U-Turn di Napoli.
Anche le performances poetiche e la rapsodomanzia vanno
alla grande..
I progetti fotografici, invece, avanzano lentamente
rispetto a come ero abituata: mi sono trasferita a
Napoli da qualche mese, lasciando Milano
provvisoriamente... devo ammettere che qui ho incontrato
pochi fotografi, e ancora meno sono quelli che apprezzo.
Lo stesso vale per il video: ho avuto proposte per
partecipare a cortometraggi ma quasi tutti nel nord
Italia e, attualmente, a causa di questioni personali,
non posso spostarmi facilmente. Recentemente ho
partecipato al videoclip musicale On the Road degli Hell
in the club e, tra non troppo, uscirà il mediometraggio
gotico Aminta's Poem di Joe Pastore e Max Pozzi in cui
ho interpretato Artemisia.
Per il resto, sto preparando alcuni nuovi progetti
(poetici, editoriali e d'arte visiva) ma preferisco
parlarne a lavoro ultimato..
Cosa mi dici dell'e-zine Glimpse di arte visiva e poesia
da te fondata ?
Glimpse è stato un parto indolore ed inaspettato, ha
visto la luce l'estate scorsa in un paio di ore,
facilmente e senza sforzi. Ero stanca di avere a che
fare con riviste ed e-zine che ti assicurano la
pubblicazione solo se sottoscrivi l'abbonamento o se
paghi, e conoscevo artisti e poeti altrettanto
scontenti. Il 25 maggio uscirà il numero 5 dedicato al
colore Rosa.
Ultima domanda. Detto tra noi, si può campare d'arte al
giorno d'oggi?
Forse la domanda corretta è: "L'arte può campare al
giorno d'oggi?"
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