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Serendipity

Le sue mani

Foto tanyagramatikova

 
 
 
 
 

 

   
 
 

Quelle mani mi sono entrate dentro molto prima che si poggiassero su di me. Quelle mani hanno animato e riscaldato le notti di un’intera stagione muovendosi indisturbate fuori e dentro l’anima delle suggestioni oniriche. Dentro e fuori, accrescendo e infuocando quel desiderio che si alimenta della sua stessa insoddisfazione.

Quelle mani su di me. Fuori e dentro, e poi di nuovo dentro, in profondità, quelle profondità che io stessa scoprivo con lui, inseguendo quelle mani sicure, libere e tiranne del mio intimo universo.

Quelle mani che non esplorano, ma che vanno sicure a prendersi ciò che cercano e sanno bene dove trovare. Quelle mani che ripercorrono tutta la strada in salita, come fosse la prima volta, assaporando e indugiando, oh.. quale magnifica scoperta, su ogni nuova ruvidità, solo un attimo, prima che li raggiunga il primo timido fiottolo di piacere.

 Quelle mani che ne gustano la consistenza e se ne lasciano massaggiare gratificate affinché liquide possano proseguire indisturbate ed essere contemporaneamente in ogni luogo fuori e dentro.

Quelle mani sono ormai liquido piacere che inonda senza confini e si impossessa di tutto ciò che incontra. Quelle mani per cui divento una grotta sconfinata nella quale fa eco il mio piacere, piegandosi al suo.

Quelle mani che riempiono e affondano senza più toccare, che irrompono feroci anche quando sfiorano. Quelle mani crudeli che si fermano a guardare la loro conquista, gonfie di quel potere che capricciose e viziate giocano a non esercitare perché è in quelle mani, ormai, che risiede la mia volontà, che ansima il mio respiro, che danza fremente il mio corpo.

Quelle mani che violentemente si fermano e aspettano che anche l’ultimo battito si faccia liquido e confluisca in un solo punto. Quel solo punto che tengono stretto senza far nulla per il solo fatto di essere lì, di essere dentro, fuori, intorno, unica e incontrastabile presenza.

Quelle mani che aprono la strada, confondono gli umori, mi immobilizzano e si servono di me. Quelli mani che bagnano ancora, anche quando asciugano con cura vischiosità non mie.

Quelle mani che sento ancora addosso, mentre chiudono il portone e se lo portano via.

 

serendipity_mail@yahoo.it