|
Quelle
mani mi sono entrate dentro molto prima che si poggiassero su di me.
Quelle mani hanno animato e riscaldato le notti di un’intera stagione
muovendosi indisturbate fuori e dentro l’anima delle suggestioni oniriche.
Dentro e fuori, accrescendo e infuocando quel desiderio che si alimenta
della sua stessa insoddisfazione.
Quelle
mani su di me. Fuori e dentro, e poi di nuovo dentro, in profondità,
quelle profondità che io stessa scoprivo con lui, inseguendo quelle mani
sicure, libere e tiranne del mio intimo universo.
Quelle
mani che non esplorano, ma che vanno sicure a prendersi ciò che cercano e
sanno bene dove trovare. Quelle mani che ripercorrono tutta la strada in
salita, come fosse la prima volta, assaporando e indugiando, oh.. quale
magnifica scoperta, su ogni nuova ruvidità, solo un attimo, prima che li
raggiunga il primo timido fiottolo di piacere.
Quelle
mani che ne gustano la consistenza e se ne lasciano massaggiare
gratificate affinché liquide possano proseguire indisturbate ed essere
contemporaneamente in ogni luogo fuori e dentro.
Quelle
mani sono ormai liquido piacere che inonda senza confini e si impossessa
di tutto ciò che incontra. Quelle mani per cui divento una grotta
sconfinata nella quale fa eco il mio piacere, piegandosi al suo.
Quelle
mani che riempiono e affondano senza più toccare, che irrompono feroci
anche quando sfiorano. Quelle mani crudeli che si fermano a guardare la
loro conquista, gonfie di quel potere che capricciose e viziate giocano a
non esercitare perché è in quelle mani, ormai, che risiede la mia volontà,
che ansima il mio respiro, che danza fremente il mio corpo.
Quelle
mani che violentemente si fermano e aspettano che anche l’ultimo battito
si faccia liquido e confluisca in un solo punto. Quel solo punto che
tengono stretto senza far nulla per il solo fatto di essere lì, di essere
dentro, fuori, intorno, unica e incontrastabile presenza.
Quelle
mani che aprono la strada, confondono gli umori, mi immobilizzano e si
servono di me. Quelli mani che bagnano ancora, anche quando asciugano con
cura vischiosità non mie.
Quelle
mani che sento ancora addosso, mentre chiudono il portone e se lo portano
via.
serendipity_mail@yahoo.it
|