Ho un difetto. In realtà ne ho più di uno, ma gli altri
peccati sono di poco conto. Se li considerassi, l’elenco risulterebbe
lungo, ma in un certo senso banale. Ad iniziare dal fatto che sono molto
silenziosa e, in genere, non sopporto i rumori e chi li produce. Oppure
anche dal fatto che inizio le cose sempre dall’inizio: ci sono tante
opportunità nel caos, nel disordine, nell’ordine “diverso” e una logica
perfettamente lineare ed esaustivamente lineare è sicuramente
un difetto. Non tollero le ripetizioni: se una cosa è stata detta è già
stata detta, no? Che bisogno c’è di ripeterla? Inoltre, una volta aperto
un discorso (rigorosamente dall’inizio) non lo considero concluso a meno
che non sia effettivamente ultimato. Ciò implica che mi capita di
riprendere un discorso a distanza di anni, esattamente dal punto in cui
l’avevo lasciato.
Per me un “discorso” è qualcosa di intimo, di vero, di
confidenziale. D’altra parte proprio perché sono silenziosa, per me le
parole sono importanti. Quando parlo sono sincera, ma la mia sincerità è
un difetto nella misura in cui non ha condizioni: sono infatti brusca e
diretta. Non mi arrabbio mai: una cosa particolarmente irritante, in
effetti… Al di là di queste umane e tutto sommato limitate imperfezioni ho
un vero, grande difetto: ispiro irrimediabilmente sesso in chi mi guarda,
sia esso un uomo o una donna.
Con gli uomini in un certo senso me lo aspetto, anche
se me ne stupisco ancora quando, distratta nei miei pensieri e imbruttita
dalla stanchezza, me ne vado in giro dimessa e distante e mi sento
riportare alla realtà da sguardi (o da commenti) insistenti. Con le donne,
mi sembra ancora strano, anche se con il passare degli anni ci sto facendo
l’abitudine. Le donne sono più discrete, ma non per questo meno
determinate. C’è chi mi fissa, senza esitazione, e chi invece distrae lo
sguardo non appena crede di essere vista.
In parte credo che questo difetto sia dovuto
all’aspetto fisico: ho molti di quegli attributi che funzionano, nel
linguaggio animale, come richiami sessuali: una struttura longilinea, ma
forte, un incarnato solare, il collo magro e lungo, le dita affusolate.
Non ho un seno prosperoso, ma il seno da solo non basta a ispirare
sensualità e, anzi, in alcuni casi la inibisce. Ho un culo decisamente
appariscente che funziona come il miele per le api, ma di questo ne
parlerò un’altra volta.
Il problema vero è che ho delle labbra carnose,
sporgenti, piene, di un colore intenso. Se i fianchi prosperosi sono in
natura sintomo di fecondità e salute, le labbra sono lo specchio della
sessualità e del sesso femminile: non a caso si chiamano labbra anche le
pieghe vaginali….le labbra vaginali si dischiudono e avvolgono, prima del
resto, il pene durante la penetrazione… le labbra vaginali restituiscono
il bacio alle labbra che le lambiscono… le labbra vaginali catturano le
dita che le stimolano…
Le labbra carnose sono attraenti perché sono morbide da
baciare o perché regalano un tocco pieno a qualunque cosa decidano di
baciare. Più di tutto, le labbra carnose sono sensuali perché reagiscono
esattamente come le labbra vaginali, gonfiandosi e arrossandosi di
piacere, sia che vengano stimolate direttamente, sia che vengano stimolate
indirettamente attraverso le “altre” labbra.
Avete mai guardato le labbra della vostra donna, della
vostra amante, nel momento del piacere, prima di salutarle con un ultimo
bacio? Spero per voi che non le troviate mai scarne, scolorite, fredde…
Io ho un difetto al quale non riesco a rimediare: ho
delle labbra rosse e carnose che parlano di sesso, in maniera silenziosa,
ma decisamente diretta. Parlano di sesso dall’inizio alla fine,
riprendendo il discorso anche nella memoria, o a distanza di anni. Parlano
di sesso e lo fanno in maniera sfacciata, plateale, senza lucido, senza
rossetto, parlano di sesso al naturale e parlano di sesso nel linguaggio
universale.
Ho un difetto: ho delle labbra carnose che mi piace
usare…