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   RACCONTI D'AUTORE  
 
     
 
 

 

Schweigen

 
 

 Sul fiore nessun petalo è da solo

 
 

 
 

FOTO phsjan

 
 
 

Sono ancora attraente, lo so. Non ho cercato mai svago per questo. Ero giovane, coglievo ciliegie stando in punta di piedi sotto i rami: lui è passato e gli ho offerto i miei frutti. Li ha accettati una volta per tutte. L’ho accolto molto presto nel mio cuore. Con quanto amore avevo, leggero, eppure vero. Ero giovane e l’ebbi nel mio corpo. Non fu facile sulle prime volte, ma prezioso e gioioso nel ricordo. Poi fu bellissimo come lo è ancora: l’amore tutti i giorni: l’amore. In tutti i sensi, in ogni suo volto, non distingui il pensiero dal grembo, il grido dal sorriso…

Sono ancora attraente, lo so, anche se non lo penso apposta o spesso. Non quanto vivo la mia simpatia, l’amore per il fiume della vita. Le gambe snelle ma robuste, i seni giusti i glutei fatti bene: il corpo semplice forgiato d’amore, e dalle ore serene nell’orto, fuori città, tornati dal lavoro, la sera…  Sul lavoro qualcuno mi guarda, uomini che hanno la mia stessa età. Forse più di una volta anche di meno. Qualche uomo mi guarda e smette presto: disarmato dal sorriso sincero di una donna saziata e gentile. Smette subito e io non lo ricordo.

Perché quest’uomo dell’età di mio figlio mi infradicia le cosce con lo sguardo, e ne sorride come se sapesse: prepotente ma per nulla cattivo? Perché mi aspetti accanto all’ascensore, mi spingi alla parete per un bacio? Perché non ti respingo e con le labbra gusto un sapore nuovo? E perché quando si aprono le porte esco per prima fuggendo veloce, ma mi accorgo che parlo con l’addome? Perché la sera dentro le sue braccia ti ripenso e più forte è il piacere? Perché mi aspetti fuori dal lavoro? Come hai saputo, cosa mi vuoi fare? Perché sorridi e mi indichi un’auto, e apro la porta e tu sali alla guida? E nel traffico chiedi: “come stai?”

Perché mi tieni per pochi gradini per mano come si fa tra ragazzi, mi fai entrare e sedere con calma, mi chiedi se desidero da bere? Perché domandi il nome e te lo dico sorridendo, per nulla turbata, e chiedo il tuo e mi piace il suo suono? Perché mi spogli come solo io - nella mia stanza, dentro il mio segreto - finora avevo saputo spogliarmi, e mi chiedi da dove puoi iniziare, e aggiungi subito che vorrai tutto? Perché lo prendi per davvero, tutto, e ascolto la mia voce: “Lo volevi? Eccoti tutto: lo volevi?… tutto! Tutta la donna che hai fatto gioire…”, e tutto sembra così naturale?

Perché mi coccoli come una bimba, e dici “sei graziosa e molto brava” ? E mi accompagni sotto la doccia, e mi insaponi con mille attenzioni, e mi aiuti a asciugarmi con dolcezza, ed energia. E come è morbido il tuo asciugamano! Come l’ultimo bacio. Perché mi aiuti gentile a vestirmi, e mi sussurri: “sarà un bel ricordo: un ricordo stupendo, adesso vai”. Perché sorrido sola per la strada dell’umido che sento fra le gambe, senza cambiare nulla nel mio cuore, nella mia vita? E mi scopro a decidere io, donna, quello che ti ho donato e che ti ho preso. E mi sento felice… 



 

 


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