RACCONTI D'AUTORE  
 
     
 
 

 

Schweigen

 
 

Nina, el mio amor

 
     
 

 
 

Foto rinah

 
 
 


 

Non pensavo di certo al tuo respiro: ora al mattino me lo sento addosso le mie parole te le ho donate come si getta lo sguardo su un fiore proseguendo sereni il cammino e invece adesso le coltivo ogni giorno nel mio nel tuo nel nostro giardino parole come il pungiglione d'ape di un'ape che non muore e porta il polline fino alla cella ape operaia sempre più regina nell'ora della sera. Quei segni freddi quelle lettere scure che incidono passando fra le palpebre estasiate negli alberi che corrono il biglietto del treno come il coito di un uomo e di una donna che si parlano prima di gridare ora sono la voce che non sento che pure ascolto e non possiederò mai.

Le tue forme ostentate per gioco con arte concesse e rifiutate ora lama mentre salpi serena verso una luce buona e io sorrido e ti auguro ogni bene: vorrei legarti ma non come il cane alla catena né come l'aquilone al polso del bambino: come il puledro giovane il vitello riottoso al marchio e al fuoco che una volta domato non starà nella stalla e salterà nei pascoli godendo del suo cibo e del suo cielo. E quando mi dicesti sono triste e io risposi prima voglio averti fino alla scorza prima di asciugarti una lacrima e donartene cento allora accarezzasti il tuo sorriso che apriva le sue labbra e non fu pianto quello che sgorgava.

E adesso te ne vai ridendo rimanendo per sempre te ne vai come padrona consapevole schiava estenuata fino quasi alla gioia. Eppure così lontana adesso sarai mia solo quanto tu vuoi eppure tutta nessuna gioia esclusa, nessun dolore lontano dal corpo nessun amore lontano dal cuore nessun dono che sarà mai più grande di quello ricevuto nel respiro profondo del tuo seno.


 


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