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   RACCONTI D'AUTORE  
 
     
 
 

 

 
 

Mariarosa C.

Il bacio

IN FOTO L'AUTRICE

 
 
 
 
 

 

   
 
 

La mia mente rimane in bilico, sospesa tra il sonno e la veglia, drogata dallo sferragliare ritmico e cadenzato delle rotaie del treno. Torno a casa. Il tragitto è breve. Giro la testa verso il finestrino e lo osservo come fosse la cornice di un quadro, dove paesaggi diversi si susseguono come tele intercambiabili. Un caleidoscopio di immagini e colori.
Cerco una posizione più comoda nel posto che occupo, stringo con la mano sul petto il pullover rosa cipria troppo scollato che indosso, reclino la testa indietro e chiudo gli occhi.


Ripenso al nostro primo incontro.
Ti ho notato durante la mia consueta lezione di scherma. Osservavi ogni mia mossa con attenzione. M’infastidiva il tuo sguardo incollato sulla pelle. Cercavo di non distrarmi e fortunatamente la divisa che indossavo non ti permetteva di intuire il mio imbarazzo.
Ti sarai chiesto quale volto celava la maschera, ed hai atteso.
Con orgoglio al termine mi sono mostrata, sicura dell’effetto che avrei ottenuto.
So di essere bella.


Ho tagliato i capelli a caschetto, appena sotto il mento e ho preferito passare dal biondo miele del grano maturo, al nero inchiostro intenso e brillante. Magnetici occhi ambrati spruzzati di pagliuzze dorate, la bocca carnosa e un piccolo neo sulla guancia sinistra completano il volto leggermente squadrato e fiero.
Ho piantato i miei occhi nei tuoi, certa di dominarti.
Spesso ho sostenuto gli sguardi compiaciuti e ammiccanti di maschi presuntuosi sino a metterli in difficoltà. Il mio sguardo su di loro: potente, vincente.
Non con te Luca! Un morso allo stomaco, un’emozione travolgente, vibrante, irripetibile.
Il ricordo del nostro primo bacio mi eccita ancora. Un vero amplesso, una gara di fioretto dove mi hai battuta, conquistata, posseduta.
Mi piace come mi baci.

 
 

 
 

Comprimi la mia bocca socchiusa con la tua ed entri dentro me prepotente. Spingi la lingua, abile spadaccino, l’affondi sicuro, la ruoti formando una esse, scivoli sulla mia, titilli le papille di entrambi ed esalti il tuo sapore di uomo.


Mi lecchi le labbra, i denti, rientri e la sento: è spessa, ruvida, percepisco una piccola ferita al centro, forse segno di un piercing che non hai più.
Le salive si fondono, si sciolgono e il piacere cresce, arriva come un pugno allo stomaco, esplode e scende al sesso.
Mi togli il fiato.


Ti allontani un istante, mi guardi negli occhi e riprendi a baciarmi famelico, tenendomi i capelli fra le dita.
Schiocchi la lingua tra le mie labbra come una frusta e ordini alla bocca di aprirsi ancora. Obbedisco.


Riprendi a succhiarmi e colpirmi senza sosta. La tua lingua è la spada che voglio!
Attacchi, indietreggio, cerco di resistere, ma avanzi e affondi in me una, due volte, vincendo ogni resistenza.
Respiri affannati e voglia bramosa di appartenersi ci lasciano sfiniti.
Mi stringi a te perché possa sentire il tuo orgoglio di maschio che cresce tra le gambe. Infili la mano sotto la gonna in cerca della tua meritata vittoria.
Il fischio del treno mi riporta alla realtà.
Scendo sorridendo tra la folla, portando con me l’indelebile ricordo di quel primo bacio.
 

 
 

 
 
     

 

 

Maria Rosa C è la coautrice di "Lisa & Cécile"  di Mariarosa C. Cristiana L.  - Collana Pizzo Nero Borelli Editore

 

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