Non esistono racconti morali o immorali.  Ci sono solo racconti scritti bene o racconti scritti male. Questo è tutto. Oscar Wilde

RACCONTI D'AUTORE
 
 
 
     

 

Maria Rosa C.

 
 

Amore di donna

 
 

 

Maria Rosa C.  coautrice del romanzo Lisa & Cécile  edito da  Borelli Editore per la collana Pizzo Nero, ci invia questo racconto.

 

 
 

IN FOTO L'AUTRICE

Il racconto è adatto ad un pubblico adulto

 

 
 
 
 

E’ tutto finito. Lo dovevi al mondo, questo dicevi. Parlavi d’amore, giustizia, perdono e salvezza.
Per me non è stato così. Comprenderti è ancora difficile.
Pioggia e lacrime amare scavano il mio volto, scivolano senza pudore nel fango dove affondo le ginocchia.
Ti guardo: polsi chiodati, capo chinato, ogni spina è una goccia di sangue, il fianco reciso.
Scorre, ancora calda, la tua linfa rossa lungo la croce che mi hai preferito, in quel calice sotto i tuoi piedi. Muori, e muoio con te. Piango, grido, mi strappo i capelli. Ma cosa mi hai fatto? Ti avevo creduto. Avevo già scelto la mia vita, volevo bruciarla così. Poi sei arrivato.

Mi hanno chiamato regina, puttana. Non hanno capito chi ero: una Donna. Viva, vera, di spirito e carne, cinica e fragile, inquieta e romantica. Una donna che hai lasciato sola, dopo tante promesse, ed ora ha paura.
E’ tutto irreale. E’ solo un incubo e basta svegliarmi., ma tu resti lì sulle assi incrociate. Non ho mai potuto dirti, per quella che ero, “ Io, ti amo!” Mi è mancato il coraggio. Ti avrei perso per sempre, ma il mio amore, almeno per una volta era Puro, privo di colpe. Non sanno che a volte non serve un amplesso per appartenersi.
Quando ci siamo incontrati, ti è bastato guardarmi ed ho capito che non avevo altra scelta: ero Tua, per sempre.
Ho rinunciato alla mia carnalità, alla passione, al sesso, al piacere, agli uomini, a me. C’eri solo Tu.

La tua voce mi scaldava le orecchie, il tuo sguardo mi appagava, il tuo sorriso placava i miei sensi, le tue parole erano la mia vita.
Io ti amavo, capisci?
Non sono una Santa, ma nemmeno la feccia, solo una Donna innamorata di un Uomo.
Sapessi, in quel contatto tra i miei capelli e i tuoi piedi ti donavo tutto di me.
Potessi descriverti ciò che provavo.
Sospesa in un attimo magico, puro, spontaneo, sensuale, dove il tempo si fermava, dove tutto e tutti sparivano ed ero felice.
Perché è andata così? Dimmelo, guardami, apri gli occhi.
Spiegami ora, chi hai salvato! Consolami.
Questo è il mondo per cui Ti sei fatto ammazzare? Rido di rabbia. Dimmi, ne è valsa la pena?

Duemila anni passati ed io mi ritrovo in ogni donna che ha un’Anima e un Corpo.
In ogni femmina che ama, in ogni vergine che prega, in ogni bambina che sogna, in ogni baldracca che batte una strada.
Hai infranto i miei sogni, eppure riesco ancora ad Amare. Mi basta pensarti e continuo a sperare.
Ti vedo nel Mare. Ti respiro nel Vento. Ti ascolto in un Canto.
Ti cerco nella tua Casa che profuma d’incenso.
Lentamente mi accosto all’altare per bere il tuo Vino e ogni volta ti sento, finalmente dentro.
Non sono blasfema, ricomincio a vivere nel silenzio di quel momento.
Perdonami, puoi. Io credo.
Sono solo una Donna ed ora, ho il coraggio di dirti “ Ti Amo”.

 

 

 
 
 
 

PER SAPERNE DI PIU'

 

 

Leggi gli altri racconti di Maria Rosa C.
Leggi "Chiacchierata tra amiche" (intervista alle autrici)
Leggi il primo capitolo di Lisa & Cécile
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