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Non c’è più niente dopo di te, ne sono
sicura.
Ora conosco la magia, so che oltre le colonne d’Ercole regna sovrano il
nulla.
Sono sola e non mi resta niente da cercare, da scoprire, neppure da
rivivere.
Con chi giocherò i miei giorni se non ho più il mio sole...
Qui, in questa camera vuota di te, so che ti amo, che ti amerò sempre,
anche se ho dovuto allontanarmi, se ho dovuto perderti, perdermi.
Anche se mi toccherà sopportare il tuo disprezzo per l’eternità.
Non avresti dovuto cercarmi con tanta intensità.
Non avrei dovuto volerti con tanta ostinazione.
Tre giorni chiusi in questa stanza, 72 ore per soddisfare quella voglia di
te che mi sfiniva
Ma non è andata così.
Non abbiamo rispettato le regole, non le ho rispettate. Io ho ideato il
gioco e la mia creatura mi ha ucciso. Come nel film” Stay alive”: sono
game over.
Sto pagando l’errore della mia curiosità e del mio coinvolgimento, che mi
ha colpito come l’arma di un cecchino abilissimo: affondo in una
disperazione fredda, senza lacrime e sussulti.
Sola in un deserto. Non ci vedremo più, anche se .. perché no comincia a
mormorare una strana voce dentro di me, una voce falsa, ingannevole,
bugiarda.
Favole.
Solo favole.
Mi sto raccontando bugie. Non ci ritroveremo mai.
Sto male, da 15 giorni non riesco a dormire e la notte è diventata così
lunga da poterci nuotare dentro.Ho imparato anche a mentire, così bene,
sapessi: son ricorsa a un malessere fisico, del resto di salute malferma
lo sono, non credevo fosse così facile.
Perché vedi ...il mio corpo abituato al piacere, il mio corpo affamato che
mai è andato troppo per il sottile nel procurarselo, ora ha fame solo di
te.
Ed è destinato a morire di denutrizione sessual-amorosa.
Insonnia.
E tu dove sei?Che cosa stai facendo?
Il cellulare mi scuote con il cancan di Offenback, una musica che ora mi
pare oscena così fragorosa, barocca, indifferente.
Lo lascio suonare guardandolo ottusa-mente
Il mio universo si è capovolto.
Ma non ti cercherò, in fondo i tuoi insulti fanno ancora male, mi appendo
a loro come un naufrago a una zattera malconcia. In verità erano parole
d’amore da leggere al contrario.
In questa nostra incredibile storia niente è logico, giusto, fermo: nelle
sabbie mobili delle tue mani che sento sempre su di me sto annegando.
Troverò un modo per sopravvivere, posso farcela anche senza di te, dopo di
te.
Ma come potrò respirare senza le tue labbra che mi sfiorano il cuore,
senza le tue braccia che mi assediano la schiena, senza il tuo odore
confuso con il mio, senza le tue mani che m’immobilizzano tuffate nei
capelli, senza il tuo gemere affannoso quando ti avvicini al piacere...
senza il tuo succhiarmi l’anima fino a sfinirmi...
Avevo pensato che tre giorni insieme dovevano bastare, per non far
soffrire nessuno, per non soffrire.
Errore: ora conosco il segreto della felicità, è solo una malattia che può
diventar mortale in alcuni soggetti; eccomi, sono game over, malata di te,
preda di questo dolore d’assenza che mi taglia più di cento bisturi
affilati.
Penserò a te, amore mio, in ogni attimo libero, addomesticherò il pensiero
per non dimenticarti.
Passerà una vita e poi un’altra ancora, ma ti ritroverò, dovessi indossare
gli stivali delle sette leghe.
Dovessi ridurre il mondo a un microcosmo come quello di Alice.
Sarò tua per sempre e questo mi basterà, ti basterà.
Qualcuno che non sei tu si è già preso il mio cuore sano e non sa che ora
è mutilato, ferito, stanco ma a te basterà aprire il palmo della mano per
ritrovartelo lì, caldo, pulsante, vivo del mio sangue.
Presenza silenziosa, sarò con te in ogni passo che farai, ti aiuterò a
rialzarti se ti capiterà di cadere, ad ogni scontro mi armerò per
difenderti.
Mi stenderò al tuo fianco notte dopo notte per vederti addormentare.
Cercherò di non avere paura del buio, quando il buio sarà la tua ombra.
Ora lo so, l’amore non è una carezza:
catene strette alle caviglie
bende sottili attorno al cuore
-ma il sangue scorre dentro di me, nessuna benda lo può arginare-
Non ho rispettato le regole. Due giorni in più. Ho rubato al destino due
giorni, .
E mi sono ammalata di te senza speranza.
Game over.
FINE
FOTO GerardChesneau
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