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Caldo, piena estate,
notte avanzata: seduti in piazzetta con gli amici ci godiamo quel poco di
frescura che viene dal mare. Stanchi e illanguiditi da una giornata di
sole, barca e sesso, non sempre in questo ordine, ascoltiamo
distrattamente la loro conversazione, le sedie vicinissime.
Tu, con un braccio sulle mie spalle l’altro ad agganciarlo pesandomi sui
seni, mi baci il collo sussurrandomi le oscenità che mi fanno impazzire
insieme alla descrizione particolareggiata di quello che mi farai quando
saremo di nuovo lassù nel nostro minuscolo appartamento sui tetti di
Portofino.
Eccitazione, le endorfine galoppano: dimentico di essere tra la gente,
mentre tra le gambe si accende il fuoco, i capezzoli sotto l’esiguo top si
irrigidiscono, la bocca si fa secca: mi abbandono con la testa
all’indietro sul tuo braccio, le voci si annullano, ora siamo soli io e
te, non so pensare altro che alle tue mani e al tuo sesso prepotente
che....
All’improvviso una voce, che conosco molto bene, bassa e roca, musicale
nonostante l’aspro accento, mi riporta alla realtà:
-Salve a tutti, improvvisata... contenti? Fede, bellissima, sei uno
schianto e sempre innamoratissima vedo-
Ti bacio sulla bocca prima di alzare gli occhi su Liza per salutarla.
E’splendida, con quei capelli corti, chiari come l’oro, l’abbronzatura
intensa e la bocca dalle labbra curiosamente ondulate, maliziose, carnose
che adoro.
Ma non doveva essere qui, non doveva, i patti tra noi non erano questi.
-Ciao Liza, ti sei persa Gunter?-
-Dorme, stanco del viaggio ma io ho voluto venirvi subito a salutare- e
gli occhi verdi mi fissano, ipnotici, come quelli dei gatti.
Menzogna, tu sei venuta per me e io... sì sono così felice di vederti che
se potessi ti bacerei la bocca qui, di fronte a tutti, ti infilerei le
mani sotto quel vestito smilzo per trovare il velo dello slip e sentirti
trasalire tra le mie dita affamate.
In questo momento io vi amo tutti e due e vi desidero con la stessa
intensità.
Così mentre mi risistemo contro la tua spalla e ti passo come per caso una
mano sul grembo facendoti sobbalzare la fisso negli occhi: è gelosa, lo
so, riconosco quello sguardo cupo e acceso.
Ora accavalla le lunghe gambe nervosamente e io guardandole, immaginando
il delta biondo polposo come un frutto maturo racchiuso tra loro mi sento
sciogliere, nel ventre confuse insieme le vostre carezze Daniel e Liza.
Anche le parole che tu continui a mormorarmi si confondono sul mio collo,
desidero te e la tua sessualità inesauribile di giovane maschio ma con la
stessa intensità desidero anche le mani e le labbra di Liza e lei lo sa.
Mia bellissima, voglio il tuo corpo tutto, di una esilità assassina, con
muscoli lunghi e sottili guizzanti sotto una pelle bianchissima, capace di
delirar nel piacere cullato dal mio che sa accarezzarti, berti, mangiarti,
donarsi.
Voglio i tuoi seni, tesi dal desiderio, febbrili e imperiosi,francamente
indecenti, il cui orgoglio non conosce limiti nel dispensare magie.
Voglio il fiore che hai tra le cosce, caldo come una prugna sotto il sole,
con i petali simili a quelli di un'orchidea profumata di mare, dove
immergere le labbra e la lingua, per berti a gustare intero il tuo sapore
di femmina eccitata
Voglio sentire il tuo piacere montare con il mio quando le labbra del
ventre si baciano furiose, in movimento altalenante, e la tua bocca si
ciba, vorace, dei miei capezzoli, come ne suggesse latte.
Qui, ora, vi desidero tutti e due, amori miei, con tutta me stessa; se mi
chiedessero in questo momento :
-Chi getteresti giù dalla torre per salvarti la vita?-
risponderei sicuramente:
-Mi getterei io, perché non so davvero scegliere....-
I RACCONTI DI MORGAUSE SU LIBERAEVA
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