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   RACCONTI D'AUTORE  
 
     
 
 

I Racconti di

Lisa Bebette

Silenzio Assoluto

foto Andrea Nicaretta

 
 
 

Mi accorgo di essere nel Silenzio Assoluto, quando esco dalla porta di questo locale,  ed entro nel cono del lampioncino sommerso,  dalle centinaia di cicche e pacchetti schiacciati,  mi siedo sul muretto per godermi le cose,  intorno che tacciono e mi parlano in tante, più del frastuono di musica e grida, di gente invasata di braccia e di gambe.

Non c’è nessuno o almeno lo credo, solo una panchina, un’aiuola e la notte assoluta,  che mi avvolge e mi culla dentro questo silenzio. Chiudo gli occhi per tranquillizzarmi, mi stringo tra le braccia per cercare calore, un fremito freddo corre comunque lungo la schiena, sono ancora scossa e nervosa,  Giacomo lo sa che non sopporto le situazioni di caos, ma poi alla fine mi faccio convincere. Ora starà bene tra i suoi amici e conoscenti, sbronzi e stronzi a gridare per farsi capire, a fingere che il tempo non passi, a illudersi che 40 anni siano uguali a 20.

In questo silenzio assoluto riesco a capire cosa non voglio, le situazioni truccate perché di trucco si tratta, perché  ognuno recita ed il teatrino comincia: tutti a parlare di nulla e di niente, come il piacione che ancora va a caccia di ragazzine,  l’intellettuale che farebbe meglio a scendere dal suo piedistallo, la single piena di tic sicura di aver fatto la scelta migliore, la separata che si aggiusta i capelli ad ogni riflesso, il divorziato che parla solo dei figli già grandi.

In questo giardino cerco di ritrovarmi, e sento il Silenzio Assoluto. Nonostante la luce in penombra i miei occhi si confondono con altri, solo ora m’accorgo che sono veri, come i miei scoppiati e saturi. Non parla rimane lì con la sua sigaretta, che gli illumina a tratti gli occhi fissi su di me. Rimaniamo così per tutta la durata della sua sigaretta, poi esce una ragazza dai capelli viola, che interrompe quel silenzio assoluto. Grida, ride e ci chiede da fumare. Lui le offre una sigaretta, ma lei rifiuta. Forse vuole dell’altro. Disinvolta parla fitta e dà per scontato che stiamo insieme, di sicuro ingannata dalla nostra vicinanza o dal silenzio assoluto. Parla di viaggi, di canne e dei piedi gonfi per via dei tacchi, poi come è venuta se ne va salutandoci entrambi. Il ragazzo mi guarda, io resisto al suo sguardo, ma non c’è malizia, forse rabbia, restiamo lì ancora per un minuto, poi rientriamo insieme, lui si dirige dai suoi amici ed io dai miei.

A lungo continuiamo a fissarci nonostante Giacomo faccia per rapirmi l’attenzione, mi riempie il bicchiere, mi fa domande senza senso, se mi piace questa musica, se voglio ballare. Credo profondamente che voglia stordirmi, ma io continuo a fissare il mio amico e mi sento isolata dal resto. Noto i suoi amici: il divorziato che parla al telefono, la separata che si guarda allo specchio, la single carica di trucco, l’intellettuale che pensa a se stesso… Sento il suo sguardo su di me, finalmente ci alziamo, ed insieme lasciamo dietro gli altri nel caos, ci prendiamo per mano e andiamo verso l’uscita. Usciamo sulla strada cominciamo a sorridere, camminando nel Silenzio Assoluto.

 


 Lisa Bebette in primo piano