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Uffa sono quasi le otto e sono ancora
bloccata in questo inferno di macchine. Speriamo che quel santo uomo di
Sandro sia ancora lì ad aspettarmi, oggi non ho proprio nessuna scusa. Eh
no! Cavolo adesso ci si mette anche la pioggia! Sono quasi arrivata. Ecco
forse se riesco ad intrufolarmi in questa stradina posso parcheggiare e
proseguire a piedi. Da qui non è lontano il bar dove mi aspetta. Oddio
anche un posto per parcheggiare! Whaoooo! E’ stretto ma ce la posso fare!
E’ fatta. Spengo le luci, prendo la borsa,
inserisco l’allarme e vai. Scendo. Fa anche freddo! Poggio la borsa sul
cofano ed infilo in soprabito. Brrrrr! Mi guardo intorno. E’ tutto buio
qui, meno male che qualche negozio è ancora aperto e le insegne illuminano
la strada. Per tenermi compagnia canto. “Non più andrai, farfallone
amoroso...” Canto e cammino veloce, sento i miei tacchi pesanti.
Sandro mi prende sempre in giro perché, nonostante la mia figura esile,
quando cammino di fretta faccio rumore quanto una truppa di bersaglieri!
Ci siamo, altri 200 metri, volto l’angolo e
sono di nuovo nel caos. Cerco di sbrigarmi, altrimenti chi lo sente! Già
lo vedo che guarda l’orologio! Cammino più in fretta e nel buio non vedo
un avvallamento. Inciampo e perdo l’equilibrio. Mi ritrovo a terra. Oddio
che male! Mi guardo intorno. E se qualcuno mi ha visto? Che vergogna! Mi
rialzo immediatamente. Sento dolore al ginocchio. Mi guardo. Cavolo, lo
sapevo! No…… Che frana che sono, ho smagliato anche la calza…
Come faccio adesso? Mica posso presentarmi
così da Sandro! Dobbiamo andare alla prima al teatro Verdi. Danno Le nozze
di figaro di Mozart. Musica lirica, gente che conta e signore in
pelliccia. Sento già la voce di Sandro che mi rimprovera sciorinando tutto
l’elenco delle cose che non vanno. “Non sei mai puntuale! Guarda come sei
conciata!” E via via dicendomi che sono disordinata e malmessa e bla bla
bla….. A volte mi chiedo come faccio ancora a sopportarlo...
Ma con Sandro ho trovato quello che cercavo.
Mi dà sicurezza e protezione. Vabbè non è molto, ma non mi sento di
lasciarlo. E poi ha ragione quando mi rimprovera, perché in fin dei conti
sono una distratta per natura. “Sandro sono un’artista.” Gli ripeto ogni
volta. Lui si sgonfia in un sorriso e tutto torna come prima.
Gli voglio bene e ci sto bene insieme…. Se
non fosse troppo appiccicoso… anche sessualmente non potrei lamentarmi. E’
sempre lì a cercare il minimo pretesto per toccarmi, ma poi quando mi
prende mi fa impazzire. In quei momenti abbiamo un’intesa così particolare
che… vabbè il solo pensarci mi mette un bel fremito.
L’ho conosciuto quando credevo che la mia
vita fosse stata distrutta da un vero bastardo... Uscivo da una
catastrofe senza più stima di me stessa, al punto che evitavo di guardarmi
allo specchio. Mi sentivo brutta, stupida ed insignificante... Beh meglio
non pensarci… Meno male che ho un paio di calze di ricambio in borsa. In
verità le porto sempre. Ora devo solo trovare il modo di cambiarle.
Ah ecco c’è un portone. Attraverso il
piccolo giardino ed entro. Il palazzo mi dà la sensazione di essere
tranquillo. Cerco di guadare tra l’oscurità. Male che vada cosa possono
vedere? C’è una bacheca con degli avvisi. Un interruttore della luce, una
guardiola chiusa e una scala che sale. Nient’altro. Mi metto nell’angolo
più distante dall’uscita. Frugo nella borsa in cerca del cellophane. Più
che una borsa sembra una valigia. Rovistando maledico le borse grandi.
Lo sapevo che stasera non era serata da
reggicalze, ma sono troppo carina con questo vestito frou frou…. anche il
portiere, quando sono uscita di casa, mi ha fatto i complimenti e poi
spero di passare una serata indimenticabile. Voglio essere all’altezza
delle belle signore. Ma soprattutto vestita così mi sciolgo facilmente…Lui
non ha bisogno di essere stimolato, per lui un indumento intimo vale un
altro… Alle volte mi fa rabbia. Lui non sa cosa siano i preliminari...
Fare l’amore è quello e basta, tutto il resto è una perdita di tempo, una
scocciante attesa…
Che pizza sto gancio! Ma guarda tu se si
chiude! Ma che succede chi c’è dietro di me? Sento un forte odore di
vaniglia, di talco ….ma non vedo nulla. Cerco di divincolarmi. Questo fa
sul serio, cazzo! Ma che vuole? “Lasciami! No non voglio! Chi sei?” Sento
il suo fiato caldo sul collo. L’odore si fa sempre più intenso. Cerco di
sferrargli un colpo, ma prendo solo aria. Un altro ancora, ma mi rendo
conto che l’ombra è distante. Ma da cosa mi devo divincolare? Mi calmo.
Lui non mi sta toccando! “Non sono qui per farti del male.” Una voce roca,
bassa, profonda mi dà la sensazione come se stessi sognando. Gli dico di
andarsene, ma lui rimane, anzi fa un piccolo passo e poi un altro. Ora sì
che è vicino! E’ tutto così surreale davvero mi sembra un sogno.
Nella penombra vedo i suoi occhi di un nero
intenso, o almeno mi pare. Sono stordita… non capisco niente. C’è qualcosa
che mi travolge, è una strana sensazione! Come se mi sentissi guidata. E
poi quella voce! Ad un tratto quella che io credevo violenza si trasforma
in carezze e baci, fiati caldi sotto i capelli. Le miei mani cominciano a
muoversi, ma stavolta non sono pugni. Gli accarezzo il viso, poi scendo
sul suo corpo. Il suo odore mi eccita sempre di più.
Faccio per inginocchiarmi come se gli
dovessi qualcosa, ringraziarlo per non so che. Ma lui non vuole, mi ferma,
quasi sorride. Sollevandomi di peso mi riporta al mio angolo, leggero come
se non facesse alcuno sforzo. Alza la mia gonna altrettanto leggero come
se fosse un vento estivo. Sono davvero rapita. Quando si adagia tra le mie
gambe lo aiuto, scosto le mutandine e, cavolo, lo sento. Mi prende come se
gli fosse dovuto. Deciso, netto. Per un solo attimo penso ad uno stupro,
ma invece di gridare le mie urla si trasformano in gemiti di estasi
totale.
E’ dentro di me e mi bacia. Ancora, sulla
bocca. Solo ora mi accorgo che la sua bocca è carnosa, il suo fiato è più
denso di una nebbia fitta al mattino. Mi tocca i capelli, mi stringe la
faccia, quasi come se volesse racchiudermi nelle sue mani e fermare il
momento. Mi bacia sugli occhi, sul naso, dietro le orecchie, pronta a
riprenderlo se solo volesse. Lui non ha goduto. Rimane lì a guardarmi. Si
allontana. Ora piano piano vedo il suo volto e i suoi capelli … ed io che
credevo che con Sandro fosse una scossa elettrica…. Sono sbalordita. Mai
mi era successa una cosa così. Non conosco quest’uomo che sussurra parole
di altri tempi, ma devo dire che nonostante i suoi tratti non precisi, ha
una bellezza imbarazzante, ipnotizzante direi. Faccio per avvicinarmi, ma
lui è gia oltre. Sparisce nel buio da cui era venuto.
Mi lascia lì appoggiata in quella nicchia di
muro quasi fosse il mio unico riparo. Sento ancora il suo odore. Non
voglio staccarmi da questa parete. Mi guardo, ho mezza gonna ancora tirata
sui fianchi. Oddio ma se entra qualcuno? Mi do della pazza. Tiro giù la
gonna e mi aggiusto i capelli. Guardo la calza e rido, nel frattempo si è
smagliata del tutto. La cambio immediatamente, questa volta il gancio fa
il bravo. Cavolo sarà tardissimo, penso a Sandro che mi aspetta. Appena
fuori, al primo accenno di luce metto il rossetto…. La mia faccia è
impresentabile. Riprendo i miei passi, sento un forte vuoto. Sono
sconvolta!
Di nuovo m’immergo nel caos della strada
principale. Cammino senza distinguere la realtà da quello che ho appena
vissuto…. Sento ancora quel vuoto, come se da un momento all’altro... Mi
guardo intorno… Devo assolutamente non pensarci più! Spero che Sandro non
si accorga di questi miei pensieri invadenti. Tanto prima o poi glielo
dirò, raccontandogli per filo e per segno quello che mi è successo, e lui
penserà che si tratta della mia solita fantasia per rendere i nostri
incontri ancora più piccanti…. Cazzo come mi sento leggera! Cammino o
volo?
Ecco sono arrivata al bar dell’appuntamento.
E’ lì che mi guarda con la faccia scocciata. Ma appena si accorge del mio
vestito cambia volto. Ci teneva che lo mettessi. Stasera c’è la
possibilità di incontrare il suo capo con la rispettiva consorte. Ora alla
luce mi vedo meglio, la gonna è sgualcita, spero non si accorga di nulla.
Entriamo in teatro. Quanta gente! Sandro è dietro di me e mi tocca in
mezzo alla folla, credo che sia veramente eccitato. “Smettila!” Gli dico
gridando sottovoce. Mi sento imbarazzata. Ma forse il vero motivo è un
altro. Sarà passata più di mezz’ora ed io sento intorno a me ancora quel
profumo di talco, di buono.
Mi volto perché l’odore è forte e
persistente come se dovesse spuntare di nuovo da un momento all’altro. Mi
volto, ma tra la folla che è dietro di noi non lo vedo… Che scema! Chissà
dove sarà ora? Ma come è possibile cercare una persona che a malapena ho
intravisto nell’oscurità? Certo Sandro ha ragione da vendere quando dice
che sono proprio strana!
Finalmente ci sediamo. Mi volto ancora, il
profumo persiste. Credo che si sia impregnato sulla mia pelle. Sandro è
premuroso. Mi domanda perché sono agitata! Lo tranquillizzo. Gli dico che
è per via del traffico, della pioggia, del parcheggio, della calza
smagliata. Naturalmente mi fermo lì. Lui, appena gli è possibile, continua
a toccarmi e questo mi imbarazza perché non ho la testa per lui. Sono su
un altro pianeta.
La luce si spegne e, nonostante cerco di
bloccarlo più volte, Sandro si fa insistente. Aiutato dal fatto che i
nostri posti sono praticamente all’ultima fila coperti da una colonna di
lato. “Sandro, per favore, non mi smagliare la calza!” La musica è alta.
“notte e giorno d’intorno girando...” Ho un brivido, ma non sono le
mani di Sandro. Non riesco a concentrarmi, ho altro per la testa. Mi alzo
e vado in bagno.
Entro nel lungo corridoio che porta alla
toilette. Di nuovo sento forte quel profumo. Ma allora sono proprio
incurabile! Entro, mi chiudo, resto in silenzio appoggiata a quel muro
umido e ghiacciato. Da fuori si sente la musica ovattata. “… delle
belle turbando il riposo…”. I miei pensieri sono sempre lì, incollati,
appiccicati al mio fantastico incontro. Ripasso i momenti, i dettagli. Mi
rammarico di non averlo fatto godere. “Che penserà di me? Che non sono
capace nemmeno di far godere un uomo?” Ecco ora sì che sarebbe il momento
adatto! Ora sì che ci metterei tutta la mia maestria, la mia esperienza.
Vabbè non è poi molta. Ma sono sicura… Sento dei rumori, tiro lo
sciacquone e apro la porta. Questo posto mi fa paura. Sento un
interruttore. Di colpo la luce si spegne e resta solo quella di emergenza.
Sento dei passi sempre più vicini e di nuovo il profumo.
“Ma chi sei?” gli chiedo. “Dimmelo devo
saperlo! Impazzisco! E’ trascorso così poco tempo e già avevo bisogno di
sentirti vicino. Ti ho cercato tra la gente, ti ho cercato disperatamente.
Volevo che tu fossi reale. Ed ora eccoti come un sogno che si avvera.” Il
suo respiro si fa di nuovo ansimante. Sembra non sentirmi. Mi avvolge di
nuove carezze, la sua bocca mi sfiora fino al fremito. La lingua
s’insinua. Mi cerca. Oddio mi gira tutto. Eccomi, eccomi, ancora eccomi.
Ma questa volta ricambio. M’inginocchio. Avida lo afferro e cerco di
provocargli piacere. E’ come un fondersi di aliti e gemiti, sento il suo
sesso reagire, ci metto impegno, la mia bocca scivola al suo ritmo… Chissà
se è abbondante la saliva, chissà se sono vellutate le mie labbra? Oddio
lo sento, sento il suo sangue, le fibre che si tendono. “Sì ora, sì ti
sento!” Riesco a farlo gridare……
Sono esausta, chiudo gli occhi, per un
bacio, una carezza. Ma sento solo i suoi passi. Di nuovo si allontana.
Cerco di trattenerlo, ma anche questa volta svanisce. Sento la porta del
bagno che si chiude velocemente. Accendo la luce….che brivido! Mi guardo
allo specchio il mio volto mi appare anonimo… Ma sono davvero io questa?
Non ho più labbra, sono rossa fuoco in viso. La calza si è smagliata di
nuovo. Esco e torno al mio posto.
Ma che succede? Ma chi è? Cos’è questo
frastuono? Mi trovo nella mia auto nel solito traffico. Tutti che suonano.
Cavolo mi sono addormentata! Nelle mie orecchie una canzone che conosco “Narcisetto,
Adoncino d’amor…” Non ci posso credere! Tutto un sogno. Nooo! Ha
ragione Sandro quando dice che vivo in un mondo tutto mio….Guardo
l’orologio mamma mia! Sarà davvero infuriato. Ora si sta pure mettendo a
piovere. Sono quasi arrivata. Vabbè, sai che ti dico? Entro in questa
stradina e parcheggio…..
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