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C’è un tavolo
per noi prenotato. Un pianista suona “Tu mi fai girar, tu mi
fai girar come fossi una bambola, poi mi butti giù…” Sei
bella, elegante, porti un tubino nero che ti fascia e
modella le tue forme. Mi ripeto che sono fortunato. Non ti
stacco gli occhi di dosso. Il cameriere cortese scosta la
sedia, tu lo ringrazi guardandolo fisso negli occhi.
Il nostro anniversario.
Erano anni che
non lo festeggiavamo. Mi sembra impossibile. Sul tavolo
calici e antipasti di pesce caldo. Sei bella. Perfetta come
una bambola. Tiro fuori dalla tasca un pacchettino dorato:
“Gioielleria Grimaldi.” Ti vedo emozionata, ti aiuto a
scartarlo. Due pendenti, i tuoi preferiti.
Ti alzi, fai il
giro del tavolo, mi abbracci, mi baci. La gonna si spacca e
mostri tutto il tuo splendore. Aspetto il dopocena.
In macchina accavalli le gambe, ti guardo, cerco di
raggiungerti con la mano, ma tu la togli. Hai ragione, tra
poco a casa….. Canto. “Tu mi fai girar…”
“Ho deciso
anch’io di farti un regalo.” Mi dici mentre ripassi il
trucco nello specchietto.
Rispondo: “Lo vedo, sei meravigliosa” Lasci cadere il
complimento.
A casa mi
abbracci, sfili il soprabito. Lo lasci cadere a terra. Ti
bacio sul corridoio. Il nostro letto ci aspetta.
Tu sorridi, ti divincoli.
Sussurrando mi dici: “Questo è il mio regalo. Buonanotte…”
Entri nella stanza dello studio e chiudi a chiave la porta.
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