LETTURE LEGGERE
RACCONTO

E ti vengo a cercare

 

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Nel nostro ufficio un mese fa è arrivato un nuovo collega. Giovane. Credo non abbia ancora superato i trenta anni. Ha preso posto nell’unica scrivania vuota, proprio accanto alla mia.

E’ un tipo piuttosto timido, dall’aria perbenina ed intellettuale. Ci ha messo un po’ per sciogliersi. Decisamente una persona diversa rispetto agli standard dei colleghi di questo Ministero e devo aggiungere… di mio marito.

Mi ha incuriosito fin dai primi giorni. Per due volte siamo andati a pranzo insieme ad altri colleghi. La terza volta da soli. Sono stata io ad invitarlo. Volevo conoscerlo meglio.
Mi ha fatto molta tenerezza. Quasi subito mi ha parlato della sua ragazza che vede, quando va bene, due volte all’anno. Mentre raccontava vedevo i suoi occhi brillare ogni volta che pronunciava il suo nome. E’ bello vedere una persona così innamorata, idealista che crede in certi valori. Entusiasta di questa donna missionaria laica che aiuta i bambini del Burkina Faso. Quando può scappa giù per passare ogni istante con lei ed aiutare queste creature sfortunate. “Sai Teresa.” Mi disse. “Io tra quei volti vado a cercare Dio”

Mentre lui parlava pensavo quanto potesse essere squallida la mia vita, quanto potesse essere inutile. Dopo quella volto ha rifiutato gentilmente i miei inviti per un altro pranzo da soli. Comunque sono davvero felice di avere un collega così, gentile e ossequioso, non alza mai la voce e soprattutto non dà mai giudizi. Dice che questo è un mondo effimero, fatto solo di apparenza, che i valori sono altri, che quello che conta è la nostra interiorità, l’anima, lo spirito…
Questa mattina quando sono entrata lui, come al solito, era già seduto al suo posto. Avevo una gonna corta e un paio di autoreggenti, quando mi sono seduta si è intravisto il ricamo nero. Verso le 11 mi ha inviato un’email invitandomi a pranzo, rigorosamente da soli, credo proprio che accetterò.

 

 

 

 
 
     
 

 

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Foto Catalin Chitucea

 
 

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