LETTURE LEGGERE
RACCONTO

A Nervi
nel '92

 

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Roma, Via Condotti. Lui seduto al suo solito posto al Caffè Greco. Lei mora, trentenne, capelli lunghi e una cartina stropicciata in mano.  Lui la nota, troppo affascinante per non notarla! Si alza e gentilmente le chiede se ha bisogno di aiuto. Lei non chiede altro. Bevono un caffè al ginseng. Parlano del più e del meno, lei ride. Lui affabile si offre di accompagnarla. Lei cerca un cappello rosso ciliegia. Dieci minuti dopo passeggiano tra l'estate deserta di una Roma accaldata, tra i vicoli stretti e i tacchi di lei che ad ogni tre passi si infilano nei sampietrini. Lei non può non ridere e lui  non guardare quel seno che libero danza sotto la camicetta trasparente di un tenue verde onda marina.

Come nelle favole lei stanca si siede su una panchina. Si abbracciano, sembrano amici da sempre. Come nelle favole due ore dopo sono sul treno che li sta portando a Genova.  Lei Alessandra Motta, professoressa di lingue a Genova. Single. Lui un commerciante di scarpe a Roma. Separato. “E se tu fossi un violentatore di professoresse?” Ridono. Poi il treno si ferma, stazione Genova-Nervi. Prendono un un taxi.

Ora sono nel monolocale di lei a Nervi. La notte è di quelle indelebili. Lui la ama e lei si fa amare, bendata e legata nel gioco perenne di schiava e padrone, nell'attesa eccitante di un'alba vicina. Il giorno dopo in corriera a Portofino e la sera in barca a San Fruttuoso. Sembrano amanti ed in effetti lo sono, mano per mano, bocca per bocca. Passano insieme uno week-end da sogno, sognano insieme quando nel letto, lei gli propone un trio per la notte, con una di quelle che per poco e per niente, passeggiano e fumano sotto i lampioni.

Poi come tutte le storie è tempo di andare, come tutte le favole c'è sempre in agguato, una carrozza in attesa a forma di zucca, un treno che parte puntuale per Roma. Nei giorni seguenti si sentono spesso, programmano viaggi e notti d'amore, poi qualche lettera, una cartolina da Londra, dove lui è di casa per via dei figli.

Lui ora è seduto al suo solito posto al Caffè Greco, sono passati due anni o forse di meno. Legge il giornale, distrattamente lo sfoglia, ma un trafiletto di cronaca lo fa sobbalzare. “La signora Alessandra Motta è stata trovata strangolata nel suo appartamento di Nervi. L’assassino, un giovane di Varese, reo confesso, ha dichiarato di averla conosciuta alla Stazione Centrale di Milano. Lei aveva una cartina stropicciata in mano. Cercava un cappello rosso ciliegia. Dopo alcuni giri per le vie del centro, lei lo ha invitato a passare il weekend nella sua casa di Nervi. Aveva 32 anni.”

 
 
 
     
 

 

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Foto Catalin Chitucea

 
 

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