|
Roma, Via Condotti. Lui seduto al suo solito posto al Caffè
Greco. Lei mora, trentenne, capelli lunghi e una cartina
stropicciata in mano. Lui la nota, troppo affascinante
per non notarla! Si alza e gentilmente le chiede se ha
bisogno di aiuto. Lei non chiede altro. Bevono un caffè al
ginseng. Parlano del più e del meno, lei ride. Lui affabile
si offre di accompagnarla. Lei cerca un cappello rosso
ciliegia. Dieci minuti dopo passeggiano tra l'estate deserta
di una Roma accaldata, tra i vicoli stretti e i tacchi di
lei che ad ogni tre passi si infilano nei sampietrini. Lei
non può non ridere e lui non guardare quel seno che
libero
danza sotto la camicetta trasparente di un tenue verde onda
marina.
Come nelle favole lei stanca si siede su una panchina. Si
abbracciano, sembrano amici da sempre. Come nelle favole due
ore dopo sono sul treno che li sta portando a Genova. Lei
Alessandra Motta, professoressa di lingue a Genova. Single.
Lui un commerciante di scarpe a Roma. Separato. “E se tu
fossi un violentatore di professoresse?” Ridono. Poi il
treno si ferma, stazione Genova-Nervi. Prendono un un taxi.
Ora sono nel monolocale di lei a Nervi. La notte è di quelle
indelebili. Lui la ama e lei si fa amare, bendata e legata
nel gioco perenne di schiava e padrone, nell'attesa
eccitante di un'alba vicina. Il giorno dopo in corriera a
Portofino e la sera in barca a San Fruttuoso. Sembrano
amanti ed in effetti lo sono, mano per mano, bocca per
bocca. Passano insieme uno week-end da sogno, sognano
insieme quando nel letto, lei gli propone un trio per la
notte, con una di quelle che per poco e per niente,
passeggiano e fumano sotto i lampioni.
Poi come tutte le storie è tempo di andare, come tutte le
favole c'è sempre in agguato, una carrozza in attesa a forma
di zucca, un treno che parte puntuale per Roma. Nei giorni
seguenti si sentono spesso, programmano viaggi e notti
d'amore, poi qualche lettera, una cartolina da Londra, dove
lui è di casa per via dei figli.
Lui ora è seduto al suo solito posto al Caffè Greco, sono
passati due anni o forse di meno. Legge il giornale,
distrattamente lo sfoglia, ma un trafiletto
di cronaca lo fa sobbalzare. “La signora Alessandra Motta è
stata trovata strangolata nel suo appartamento di Nervi.
L’assassino, un giovane di Varese, reo confesso, ha
dichiarato di averla conosciuta alla Stazione Centrale di
Milano. Lei aveva una cartina stropicciata in mano. Cercava
un cappello rosso ciliegia.
Dopo alcuni giri per le vie del centro, lei lo ha invitato a
passare il weekend nella sua casa di Nervi. Aveva 32 anni.”
|
|