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Prologo
Nel campo dorato è sceso un silenzio misterioso. L'impronta della nudità
di un uomo e di una donna non turba la Vergine che ad esso si approssima
con la semente della vita futura. Un'orchidea selvaggia, distesa immobile
sul passato inesplorato, indossa gli abiti cerimoniali ed aspetta,
coprendo il volto affascinante con un velo tolto dallo scrigno dell'oblio.
Due essenze, unite dal vento orafo, guardano i punti cardinali. La pioggia
(madre delle trame sorelle) cade sui continenti divenuti minuscole
particelle complici della subitanea composizione.
Se non ho colto il bel fiore per dartelo,
vuol dire, dolce, che il cuore è adirato.
Io ti volevo sul cuore, disteso,
e mi hai lasciata, la notte, confusa.
Ti avrei legato con funi d'argento,
ti avrei cantato canzoni di fuoco
e nel silenzio, padrona superba,
avrei donato l'essenza di femmina.
E ti avrei detto: "Ti voglio per sempre.
Voglio sposarti, ti voglio nel sangue.
Voglio dormire sul letto più caldo.
Voglio donarmi di fronte all' Eterno.
Voglio rubarti, strapparti la pelle
e farti urlare, ferirti per sempre.
Tanto dolore per dirti che ti amo?
Mi fai impazzire, per questo ti bacio.
Mi fa impazzire il tuo corpo lontano.
Mi fa impazzire quel bacio un po' strano.
Mi fa impazzire la piccola mano.
Vieni... Ti prego... Ritorna, guerriero.
Voglio toccare le dita dei piedi
come una schiava di fronte al padrone.
Voglio portarti le prove e morire
per conquistarti, birbante sornione.
Dammi le braccia, circondami i fianchi.
Parla di nuovo anche agli astri contenti.
Ma non capisci, ti ostini? Mi senti?
La luna ieri raccolse anche i pianti.
Dalla finestra rividi il tuo volto.
Si confondeva con stelle cadenti.
Fu conturbante la danza e quel fuoco.
Il viso bianco baciato dal vento.
E mi guardavi stupito e commosso
e lo ricordo con gioia anche adesso
e sono scesa sul morbido corpo".
Luna, mi ascolti? Ricordi quel giorno?
Persino un nido fu fatto, la notte,
sulla sua schiena di forte guerriero.
Persino il fuoco scagliando la brace,
stupì raggiante sui cuori felici.
Perfino il vento, veloce passante,
si assise accanto per dirmi: "Sei bella.
Notte fatata… Mi sembra stupenda.
Acqua di mare… Mi sembra sconvolta".
Perciò ti dico, mia candida luna,
che nel tuo buio la vita è diversa.
Voglio che prenda il messaggio notturno.
Vedi quell'uomo? È cambiato? Confessa.
Prendilo, cara, di nuovo,se vuole.
Prendilo in grembo in attesa del sole.
Digli che sono invidiose, le stelle.
Digli che brucia, stanotte, la pelle.
Anche un rovente sentiero di fuoco
può ricondurmi alla strada maestra.
Anche un selciato, di rane, cosparso,
può dare ai piedi il candore di fata.
Anche la stella cometa che parla,
può consolare le donne perdute.
Anche nel fosso, ricolmo di fieno,
può coglier luce, la piccola mano.
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