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E' da quella sera anomala
che non ci sentiamo, almeno non come la settimana scorsa che sei stato
così presente, e io serena più di quanto osassi immaginare.
E' tutto cosi strano, non c'è termine più idoneo a definire quello che sta
accadendo. E' un accumulo di emozioni cosi poderoso, che non so quando sia
in grado di fronteggiare. Sarà che è il periodo in sé a non farmi star
rilassata; mi sta per scadere il contratto a lavoro, ed è comunque
stancante tornare a casa e mettersi sui libri, sarà che si avvicina il mio
compleanno e se penso a quel che ho realizzato mi viene solo da pensare a
quale torre scegliere per buttarmi giù.
Sarà anche che tornata
dal mare è stato faticoso mantenere determinate prese di posizioni, che se
da un lato ci ho guadagnato, dall'altro ho dovuto rinunciare a persone con
le quali stavo veramente bene; di più cambiar scuola di danza dove in
quest'ultima ero una delle più brave, ritrovandomi ad avere enormi
difficoltà con nuove tecniche di insegnamento in quella attuale, non è che
mi sprona tanto.
Sarà che la mia casella e-mail da qualche giorno mi segnala che oggi è il
compleanno del dottorino, e pensare a lui non è che mi faccia bene, e
chiedermi perché ci penso mi fa star peggio.
Adesso come adesso vorrei chiamarti, ma ho paura che non sei solo e che il
mio nome sul led del tuo cellulare possa crearti dei problemi.
Col senno di poi so d'esser stata molto velenosa, mi sono uscite dalla
bocca frasi che io non avrei digerito con tanta leggerezza.
Che se con tono pedante fossi stato tu a dirmi "perché mi chiami?" con il
cavolo che ti avrei più chiamato (ed infatti...)
Poi il tutto si mescola all'orgoglio, ti ho chiesto se passeresti
un'intera notte baciandomi senza sfiorarmi, e se ci fossimo continuati a
vedere, qualora ti avessi rivelato che non me la sento ancora di venire a
letto con te. Da qui distanza e silenzio, può esser che ce l'hai con me
per alcune cose dette, o magari vale solo la seconda ipotesi, che per
quanto sia solo un'attrazione, una relazione fisica o come vuoi definirla,
io a certi atteggiamenti so rispondere solo rifiutando.
E se esito a chiamarti
per non crearti grane, quest'ultimo pensiero non fa che incoraggiare il
non cedere.
Mi sa che abbiamo sbagliato il periodo, e mi sta sfiorando l'idea di
lasciar perdere tutto.
Ore 16:00 :
Comunicazione di servizio. L'ho chiamato, e mi son davvero tranquillizzata
sapendo che non ce l'ha con me.
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