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Il suo piede continuava a
dondolare incessantemente, teneva il ritmo di una melodia silenziosa e
avvolgente che scivolava tra le nostre parole. Chiacchieravamo amabilmente
di tutto e niente, lambendo il desiderio che leggevamo nei nostri occhi,
lo accarezzavamo fingendo che non esistesse, ma lo sentivamo cingerci e
avvicinarci poco a poco. Dopo l'incontro casuale per strada, avevamo
deciso di fermarci qualche minuto al primo bar che incrociammo.
Dovevamo prendere solo un
caffè, ma il tempo che impiegammo a prenderlo, seduti in quel bar uno di
fronte all'altra, fu più lungo del previsto. Mi conosceva bene e nel suo
volto lessi la voglia che aveva di giocare, scivolando delicatamente sui
tasti che lei ben sapeva per condurmi lì dove entrambi desideravamo
arrivare. Il fatto che avesse fatto la spesa, fu un'ottima occasione per
prolungare il nostro incontro aiutandola a portare le buste fino a casa.
Le buste in realtà erano solo due e anche abbastanza leggere, ma come
scusa erano più che sufficienti.
Giunti a casa sua, non
appena la porta dell'ingresso fu richiusa, lei fece scivolare i piedi
fuori dalle scarpe. Niente era sensuale quanto quel suo modo di togliersi
le scarpe senza fermarsi, continuando a camminare, voltandosi solo un
attimo per lanciarmi un sorriso ammiccante. -Non ti spiace se mi metto un
pò in libertà, vero?- -Figurati- le risposi seguendola in cucina. -Lo sai
che a me piace camminare scalza in casa... e poi dopo tutta la mattinata
in giro coi tacchi ne ho ancor più bisogno- Incantato la osservai mentre
metteva a posto la spesa, i suoi piedi scivolavano dolcemente sul
pavimento ammaliandomi.
Lei sentiva quel mio
sguardo e di tanto in tanto rispondeva con un sorriso, prolungando come
poteva la sua seducente danza. Decise di preparare un caffè per poterla
continuare e ci ritrovammo a sorseggiarlo seduti al tavolo della sua
cucina, come poco prima a quello del bar, con il suo piedino, ormai libero
dalla prigione delle scarpe, che nuovamente dondolava. -Ma come, una
signora dice di aver male ai piedi e tu ancora non ti offri di farle un
massaggio?- disse sorridendomi e sfiorando la mia gamba col piede.
-Hai ragione, perdonami-
le dissi chinandomi e prendendo il suo piede tra le mani. -Se me lo chiedi
così non posso fare altro che perdonarti... per questa volta-
Il suo sguardo pioveva
dolcemente su di me, mi abbracciava contemplando dolcemente il mio corpo
inginocchiato ai suoi piedi. Il suo piede scivolò tra le mie mani e si
posò delicatamente sulla mia bocca, accarezzando il contorno delle mie
labbra. -Mi piace averti così, mi piace sentirti mio- sussurrò dolcemente.
Adagiò la pianta del piede sul mio viso, comprendolo, facendo sì che
l'aria mi giungesse filtrata dal suo delicato aroma. Per alcuni istanti
rimase così, godendo di quel possesso, contemplandolo avidamente, poi il
piede scivolò nuovamente sulle mie labbra.
Le sue dita si immersero
nell'umide carezze della mia bocca, mentre con l'altro piede cominciò ad
accarezzarmi il corpo. Sentivo la sua pelle fremere alle carezze della mia
lingua che scivolava lentamente lungo le sue gambe. Giunsi fino alle sue
labbra, succhiandole con tenera passione e dissetandomi dei suoi dolci
umori, volevo assaporare il suo piacere prima di risalire lungo il suo
ventre. Strinse i miei capelli in preda alla passione e mi attirò a sé,
baciandomi e lasciando che entrassi dentro lei. Attimi eterni di dolci
danze ci avvolsero legandoci nell'intenso piacere che pervase i nostri
sensi...
I Racconti diCharmel Roses per
Liberaeva

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