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Era una sera di primavera, di primavera
inoltrata.
Calda e profumata l'aria in quel prato pieno di fiori colorati sulla
collina.
L'erbetta morbida sotto l'unico pesco invitava al riposo, il silenzio
quasi perfetto alla contemplazione.
Ci sedemmo sotto il pesco tutto rosa respirando a pieni polmoni,
sorridendoci con una punta di imbarazzo.
Oh imbarazzati perché ancora sconosciuti noi, ma felici di essere li' di
godere il tramonto spettacolare che cominciava tingendo il cielo di un
rosso pompeiano all'orizzonte, felici di vederlo insieme.
Vicini osservammo lo stupendo panorama senza parlare.
Poi lui si girò verso di me sorridendo dolcemente, mi toccò i capelli, li
accarezzò piano, scendendo verso il collo.
Un brivido mi percorse. Abbassai gli occhi, sentivo chiaramente provenire
da lui tenerezza, dolcezza, disponibilità, sentimento,desiderio.
Sensazioni confuse in me, ma chiaramente nel mix c'erano il piacere della
sua vicinanza, del calore che irradiava dal suo corpo.
Mi sussurrò : "Cara ti voglio bene, sei un'amica speciale, un qualcosa di
speciale mai sentito prima, ecco quello che provo per te."
Abbassò piano la testa sfiorandomi il collo con le labbra risalendo verso
il mio viso mi baciò.
Mi baciò dolcemente come un tocco di farfalla, ma come le nostre labbra si
toccarono sentii che le sue bruciavano. Lo abbracciai, sentendo come una
marea alzarsi dentro di me. Mormorò : "Ancora, ancora, dissetami, saziami,
baciami!"
E come due assetati bevemmo dalle nostre bocche i rispettivi respiri e le
nostre anime, assaporai la sia lingua, timidamente la sua dapprima, poi
sempre piu' sicura di quello che voleva fino ad arrogarsi la proprietà
mia.
Le sue mani grandi su di me, mi accarezzavano si' dolcemente e con
affetto, ma da quel momento da padrone. Padrone del mio eccitamento, del
mio desiderio per lui.
Lo guardai fisso negli occhi blu, blu come il cielo terso di un giorno
d'estate, blu come il mare vicino a riva, come una sonnambula mi tuffai
dentro i suoi occhi..... sperando di non affogare ma decisa a farlo
nonostante il pericolo!
La sua pelle morbida sotto le mie mani comunicava desiderio ed eccitazione
alla mia pelle, che rispondeva in egual misura.
Che mi importava adesso del tramonto?
Che mi importava del venticello caldo che passando tra i rami del pesco in
fiore faceva cadere su di noi una pioggia di profumatissimi fiori rosa?
Tutta la mia attenzione, tutto il mio mondo adesso era concentrato su di
lui. Non avevo altri pensieri altro desiderio che di lui.
Spariti da me i freni inibitori, le paure, la vita passata, solo lui per
me in quel momento.
Niente altro contava, c'era, esisteva se non lui.
Penso di averlo amato come nessuno mai in quei momenti.
Ma si può amare solo per brevi istanti? Sì certo, io lo amai e lui amò me.
Non c'era solo desiderio in noi, ma anche la compartecipazione dei nostri
passati, delle nostre storie andate male, del presenti da sconfitti, delle
paure radicate in noi.
Volevo scoprire il suo corpo e lo feci piano, un pò alla volta, gemendo ai
suoi gemiti di piacere.
" Sei mio, adesso solo ed unicamente mio " gli sussurrai.
" Si' " - rispose - " fai di me quello che vuoi".
I miei baci fecero del suo corpo un mio territorio, mano a mano che
scendevo dal suo viso presi possesso di lui con la mia bocca e con le mie
mani.
Scesi baciando sul collo, sul petto, mordicchiai i capezzoli che si
indurivano al mio passare, il suo stomaco, i suoi fianchi, il suo pancino,
il suo ombelico.
Era dolce la sua pelle.
Mi fermai all'improvviso.
" Voglio di più'... da te" . - sussurrai -
" Ti bacio forte sul petto e ...... baciandoti mi prendo il tuo cuore, e'
mio.....lo voglio e l'avrò......te lo prendo e basta, senza permessi"
E baciai il petto sul cuore.
Mi rispose un gemito.
" Adesso ti bacio la fronte...... voglio la tua anima, per me!"
Sospirò profondamente.
" E adesso bacio lì perché voglio il tuo sesso...... per me solamente
.....lo voglio"
Aprì la bocca per parlare..... ma disse solo " si'"
Lo presi, lo feci mio, pelle morbidissima e vibrante.
Degustando il suo sesso, lo accarezzavo, e la sua prima essenza scese
nella mia bocca per mio piacere.
Mi fece rialzare il viso e ridiventò lui il mio signore.
Entrò in me con forza da padrone qual'era, quale si sentiva.
E insieme avvinti, due ma uno solo, entrammo nel Paradiso.
Sotto i fiori di pesco ci regalammo l'amore.
Con i fiori rosa del pesco che cadevano su noi come pioggia lui mi donò la
sua essenza di uomo. Io non desideravo altro!
Abbracciata a lui, in quell'attimo, capii la vita!
Dopo stretta a lui carezzandomi mi mostrò una stella, me la donò. Quale
regalo d'amore più bello?
Che mi importa se durerà solo una sera, un mese, un anno. Lui sarà in quei
momenti totalmente mio, ed io totalmente sua.
A me basta..........
dandon
dandon1@libero.it
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