Una dolce brezza
solletica la mia natura, scoperta al cospetto della volta celeste. I
colori purpurei del crepuscolo svaniscono, lasciando posto
all'oscurità. Le luci e i rumori della città, saranno la cornice e
il coro della nostra esibizione. Oggi non hai nome, non hai volto,
non sei né docile, né inquieto… sei esattamente come ti desidero.
Senza ricordi, né progetti… Tutto è idillio…
Le carezze scorrono
sul mio corpo. I capezzoli, dritti, rosei, puntati verso il cielo.
Rifletto la mia immagine nell’universo. Pian piano vedo brillare
sopra di me dei piccoli puntini luminosi, stelle rischiarate dalla
luce intensa del mio calore. Distanti anni luce. Il bagliore
percorre le vastità e torna prepotente dentro di me ad irradiare le
mie inquietudini. Il mio corpo friabile si sfalda tra le vampe del
desiderio. Fuoco che scalpita. Mugolii decrescono da grida di
piacere. La nudità si apre vischiosa per far posto ad un serpente
seduttore. Ondeggio a cercare al meglio una più forte stimolazione.
Non so se è lui ad entrare in me o io ad avvilupparmi intorno ad
esso. Mi domando se la penetrazione sia un atto di invadenza o di
accoglienza... o di cattura…
Sono tua e non lo
sono… tua schiava, tua padrona...ti sono devota ed ostile.
Un orgasmo non mi
basta questa notte. Non voglio smettere!
Non demorde il mio
angelo, non perde vigore, lacera il mio orgasmo e lo rifrange in
altri mille. Gocce di sudore brillano sul mio corpo. Come diamanti
catturano la luce del piacere. Apro gli occhi. Il cielo scuro è
sopra di me, ad avvolgermi con il suo manto stellato.
Una piccola lacrima
scivola al lato del mio volto. Le tue mani erano le mie, il tuo pene
un arnese scuro, il tuo volto la densità del buio, le tue labbra le
mie dita umide di desiderio...
Fino a poco prima
ti abbracciavo, volteggiando nel firmamento, mentre ora guardo in su
e perle di stelle cadono su di me, scolpendo e forando il mio corpo
nudo e appagato…