Non esistono racconti morali o immorali.  Ci sono solo racconti scritti bene o racconti scritti male. Questo è tutto. Oscar Wilde

RACCONTI D'AUTORE
 
 
 
     

 

Cristiana Longhi

 
 

Una giornata di pioggia

 
 

 
 

IN FOTO L'AUTRICE

Il racconto è adatto ad un pubblico adulto

 

 
 
 
 

Questa mattina sono in giro per sbrigare delle commissioni e il vociferare della gente riecheggia sempre la stessa frase: “Che brutta giornata oggi…”. Sì, lo penso anch’io. La giornata è uggiosa e ho le orecchie e la testa indolenzite dal vento freddo. Penso, “Questa è la giornata ideale per starsene caldamente avvinghiata al tuo corpo!”. Così, finiti i doverosi giri, mi dirigo verso casa tua. Suono il campanello. Tu mi apri ancora mezzo addormentato. Ti rubo un bacio furtivo sulla porta, poi velocemente mi infilo nel tuo letto, ancora caldo.

Lentamente, da sotto le coperte, sfilo i vestiti. Mi fai compagnia. Abbracciarti e sentirti fra tanto tepore è splendido e invitante. La pioggia è incessante e batte forte sui vetri della finestra. La luce fioca che penetra da queste, crea un’atmosfera irresistibile nella nostra alcova. Ha inizio la nostra danza d’amore, cullati dal suono del temporale. Un lampo si accende nel cielo, mettendo in luce le nostre nudità. Un tuono echeggia nell’aria. Ci stringiamo forte …

Un nuovo lampo squarcia il cielo plumbeo. Affondi di netto nella mia umidità. Cola su di te il liquido del mio arrendevole calore. Il tuo vigore bagnato e lucente si scioglie flocculando al suo interno. La mia vitalità aperta e accogliente è la pozza dove ti vuoi immergere. Fuori lo scroscio della pioggia è ora più forte e insistente. Si sentono dei rumori sordi di ruote d’auto che percorrono la strada schizzando, al loro passaggio, l’acqua delle pozzanghere. La melodia dell’acquazzone continua a farci compagnia. Le fanno da eco nella stanza, i nostri gemiti. Grida più acute accompagnano i nostri orgasmi, così ravvicinati da amplificarsi reciprocamente di intensità.

Ci acquietiamo di nuovo, abbracciati. Una chiacchiera, una veloce spiluccata di cibo e un tenero riposo. Rifocillati, siamo nuovamente desiderosi. Oggi, instancabili come il perpetuare della pioggia sulla terra. La tua lingua è la mia goccia, il mio morbido monte è il suolo dove infrangerti. Fra le piccole labbra scorri lentamente, tintinni ripetutamente inebriandomi. La mia bocca rimesta i tuoi sapori, languendo fra sfere rigonfie di liquida virilità.

Poi di nuovo sei dentro di me, insinuandoti nelle mie cedevoli aperture. Ti desidero, godo e godo ancora! Fin quando ti ritrai. Mi guardi fisso negli occhi mentre con le tue mani ardenti, sfoghi la tua maschile pioggia sui miei seni impazienti. Appagati, ci ripariamo sotto le coperte, in attesa del distacco. Ci diamo un altro bacio sulla soglia di casa e il mio passo veloce ora si allontana da te. Guardo in alto. La pioggia è finita e la volta celeste si fa largo fra le nubi…

Crisa

 

 
 

 

 

 
 
 
 

PER SAPERNE DI PIU'

 

Leggi "Chiacchierata tra amiche" (intervista alle autrici)
L'intervista a Cristiana
Leggi il primo capitolo di Lisa & Cécile
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